
Una primavera capricciosa al Nord Italia
(TEMPOITALIA.IT) Le regioni settentrionali italiane attendono la pioggia, ma una pioggia vera, quella che dovrebbe cadere nella stagione primaverile e che fa parte della normalità del clima del Nord Italia in questo periodo dell’anno. Ricordiamo che la primavera, subito dopo l’autunno, è la stagione più piovosa per le regioni settentrionali. Le cose cambiano sul resto d’Italia, dove a maggio si osserva una riduzione progressiva delle precipitazioni sotto l’influenza incalzante del clima mediterraneo. Sulle regioni del nord, invece, la situazione meteo, secondo la statistica, dovrebbe essere ben diversa: qui dovrebbero transitare delle perturbazioni e quindi il tempo, sicuramente con giornate soleggiate, dovrebbe alternarsi a periodi con precipitazioni e anche temporali. Questa è la media climatica delle regioni del nord.
I modelli matematici che consultiamo ci sono di notevole supporto, ma allo stesso tempo si rivelano estremamente tentennanti in questo 2026, e tra l’altro lo stiamo osservando perché i giorni trascorrono e le promesse di pioggia vengono poi smentite dai nuovi run dei modelli. In una visione d’insieme, per quanto riguarda le regioni del Nord Italia, si osserva nel modello matematico europeo ECMWF un groviglio di sistemi nuvolosi provenienti dal Mediterraneo occidentale, diretti verso l’Italia, che porta precipitazioni anche verso le regioni centrali e meridionali tirreniche, la Sardegna, e soprattutto con moltissimi temporali.
Si è parlato anche di anticiclone africano
Si è parlato anche di anticiclone africano: si tratta di un’ipotesi assolutamente da non scartare, perché viene prospettata soprattutto sul meteo del lungo termine, ovvero nella terza decade di maggio. In sostanza il modello matematico ECMWF prevede solo una manciata di giornate molto piovose per le regioni italiane, specialmente al Nord Italia, seguite poi da una vampata di caldo proveniente dal Nord Africa. Questo non significa che non ci saranno precipitazioni nel mese di giugno sulle vallate del Nord Italia: abbiamo visto in passato come, nonostante l’irrompere di aria molto calda verso nord, le regioni settentrionali rimangano piuttosto vulnerabili alla discesa di fronti freddi che scavalcano l’arco alpino e causano temporali, talvolta di forte intensità e con precipitazioni anche abbondanti. Tutto questo fa parte del clima.
Attualmente non possiamo proiettarci in previsioni che vadano oltre la terza decade del mese di maggio, e nemmeno verso il fine mese: abbiamo una panoramica fino a 15 giorni e, tra l’altro, dopo il settimo giorno di validità del bollettino fornito dai modelli matematici l’attendibilità si riduce. Da parte mia, in questo momento, c’è soltanto un’analisi del modello matematico, e bene rilevare semplicemente che avremo una situazione favorevole, perlomeno con due ondate di precipitazioni sulle regioni settentrionali.
La prima ondata di maltempo, domenica e lunedì 11 maggio
La prima è quasi imminente, perché dovrebbe iniziare proprio in queste giornate a partire dalla domenica, e culminare con il rischio di temporali nella giornata di lunedì 11, con maltempo sul Nord Italia. Questa fase dovrebbe concludersi alla fine della giornata di lunedì 11. Da quel giorno e fino al 15 ci dovrebbero essere condizioni atmosferiche piuttosto stabili, ma con passaggi temporaleschi molto sparsi: il rischio, comunque, di avere precipitazioni non diffuse riguarda soprattutto il Nord Italia.
Va anche detto che, ad esempio, nella giornata di mercoledì 13 osserviamo sul Nord Italia condizioni abbastanza buone, eccetto l’Appennino settentrionale, mentre sul resto d’Italia, in particolare il centro, la Sardegna, le zone interne di Campania, Basilicata e Puglia, ci sarà il fiorire di temporali pomeridiani anche intensi, con il rischio di grandinate abbondanti, talvolta con chicchi di medie dimensioni. Questo perché si potrebbe vedere il transito di una bassa pressione temporanea verso il centro Italia. Si tratta di previsioni estremamente capricciose, perché fanno parte di una circolazione atmosferica molto incerta proveniente dall’Oceano Atlantico, che transita attraverso la Penisola Iberica e la Francia.
Venerdì 15 maggio, nuovo peggioramento al Nord
Quello che emerge è una situazione di instabilità atmosferica e, per quanto riguarda il Nord Italia, anche l’assenza di caldo, con temperature mediamente non superiori ai 20°C quantomeno fino a circa il 18 maggio. Questo emerge dal modello matematico americano GFS; osservando invece il modello matematico europeo ECMWF si vede qualche sconfinamento di masse d’aria calda verso nord. In estrema sintesi le previsioni dei due modelli sono abbastanza diverse, sia perché la risoluzione è differente, sia perché vedono una dinamica dei sistemi perturbati provenienti da ovest molto differente.
Possiamo dire che verso metà settimana ci sarà comunque un peggioramento e, addirittura secondo il modello matematico americano GFS, verso venerdì 15 una recrudescenza del maltempo sulle regioni settentrionali, con piogge piuttosto abbondanti soprattutto sulla fascia a nord del fiume Po, in special modo le aree alpine e prealpine. Si avrebbe peraltro un abbassamento della temperatura, con abbondanti nevicate sui rilievi generalmente oltre i 2000-2200 metri di quota.
Andiamo a osservare la stessa data per vedere cosa ci dice il modello matematico ECMWF: otteniamo sostanzialmente una conferma. Anche il modello europeo, per venerdì 15, prevede questo peggioramento sulle regioni settentrionali, soprattutto sul settore occidentale, in espansione poi a quello orientale. Sarebbe colpito in particolare tutto il settore nord-occidentale e tutta la regione alpina; una banda temporalesca si dovrebbe poi portare verso la Sardegna e le coste tirreniche. Parliamo dunque di una settimana che, secondo i modelli matematici, dovrebbe rivelarsi piuttosto instabile.
L’instabilità atmosferica si manifesta con l’incertezza del tempo: in un determinato giorno vengono previste certe condizioni meteorologiche, salvo poi essere smentite e riproposte per il giorno successivo, salvo poi realizzarsi davvero. L’instabilità atmosferica fa parte del clima primaverile, dunque siamo tutto sommato in una situazione meteo che potremmo definire abbastanza normale.
Tendenza oltre il 15 maggio, in arrivo il caldo africano
Ci spostiamo adesso a osservare la linea di tendenza oltre il 15 di maggio, per avere un’idea, ovviamente consapevoli del fatto che si tratta di previsioni da confermare. Il modello matematico americano GFS vede un sensibile miglioramento delle condizioni meteorologiche per circa una settimana, con l’ingresso di quell’alta pressione di cui si è parlato in altri approfondimenti, e quindi un forte aumento della temperatura sull’Italia.
Entrambi i modelli matematici sono nella stessa linea di tendenza, anche se quello americano ci dice che le Alpi, le Prealpi, le alte pianure del Nord Italia, ovvero quelle a nord del fiume Po, e anche l’Appennino settentrionale potrebbero comunque vedere dei temporali, nonostante l’aumento della temperatura e la presenza di questo anticiclone in quota. La fine della previsione dovrebbe essere intorno al 26 maggio e, tutto sommato, ci farebbe vedere un tempo praticamente estivo, perché ormai le temperature saranno elevate. Parliamo di valori che toccheranno anche i 30°C, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali. Non ovunque: nelle zone costiere ci saranno valori inferiori, perché soffierà la brezza proveniente dal mare, ancora relativamente freddo, anche se abbiamo delle anomalie positive. Ciò significa che il mare risulta più caldo rispetto alla norma.
Fine maggio, temporali violenti e grandinate
Per quanto riguarda le regioni del Nord Italia, abbiamo una presenza di instabilità atmosferica tipica di questo periodo dell’anno, favorevole allo sviluppo di temporali e di rovesci di pioggia. Quindi chi vive nelle regioni settentrionali avrà condizioni meteorologiche che possiamo definire orientate verso l’estate, ma con la tendenza ad avere temporali. Tutto questo è estremamente normale.
Attenzione però: questi temporali potrebbero essere accompagnati anche da grandinate, questa volta con chicchi di grandine di medie dimensioni, perché c’è un contributo decisamente maggiore di umidità atmosferica e di temperatura. Le nubi a forte sviluppo verticale avranno molta più energia, e questa energia si traduce in rovesci di pioggia più violenti, dunque una concentrazione di pioggia intensa in brevi periodi, oltre a una forte instabilità atmosferica che porta poi questi temporali piuttosto violenti, anche se localizzati. Il Nord Italia è generalmente un campo libero, un’area molto favorevole, soprattutto la Valle Padana, ad avere formazioni temporalesche di forte intensità in questo periodo dell’anno, soprattutto a partire dalla fine del mese di maggio, in coincidenza con l’avvento di masse d’aria calda africane. Sono proprio queste masse d’aria a favorire fenomeni così violenti.
Credit (TEMPOITALIA.IT)









