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Assurda ondata di caldo attesa in Francia

Il modello matematico americano GFS mette sul tavolo una proiezione da brividi per l'ovest della Francia, con picchi che sfiorerebbero valori mai visti su regioni cullate dall'oceano: ecco cosa raccontano davvero le carte in vista della prossima settimana.

Piero Luciani di Piero Luciani
08 Lug 2026 - 12:51
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Stima della spaventosa ondata di caldo attesa in Francia.

 

 

44°C in Bretagna? Lo scenario meteo che lascia senza parole

Trentotto, quaranta gradi. Tanto si è già toccato Martedì 7 Luglio 2026 dai Paesi della Loira fino all’Occitania, e la sensazione è che questa terza ondata di calore non abbia ancora mostrato il suo volto peggiore. I prossimi giorni si annunciano bollenti su buona parte della Francia, questo è certo. Ma c’è un dettaglio che fa sobbalzare dalla sedia tutti noi: per l’inizio della prossima settimana alcune proiezioni del modello americano GFS spingono la colonnina oltre i 40°C su gran parte dell’ovest, con valori localmente da capogiro proprio in Bretagna.

Ricordo che questa parte dell Francia ha un clima fresco e oceanico, spesso non ci sono nemmeno 20°C di giorno d’estate.

 

Fino a 44°C in Bretagna, lo scenario che lascia senza parole

È questo il numero che colpisce più di ogni altro. Secondo alcune emissioni del modello GFS, la soglia dei 40°C potrebbe essere ampiamente scavalcata in Bretagna già a inizio settimana. La carta dipinge un ventaglio compreso tra i 40 e i 44°C su una fetta dell’ovest, tra l’entroterra bretone, i Paesi della Loira e il settore centro occidentale. Roba da non credere, per terre che l’Atlantico. Attenzione però, e qui va piantato un paletto grosso così: parliamo ancora di uno scenario modellistico, quindi non confermato. Eppure il solo fatto che un modello osi disegnare simili valori sull’ovest francese la dice lunga sulla portata della massa d’aria in risalita.

 

Lunedì e Martedì ad altissima sorveglianza

La sequenza ipotizzata da GFS è inquietante per la Francia, non si limiterebbe a una fiammata isolata. Già Lunedì 13 Luglio un caldo schiacciante potrebbe estendersi su gran parte della metà occidentale e poi verso est, con valori spesso tra i 38 e i 42°C. Il giorno dopo, Martedì 14 Luglio, la scena diventerebbe ancora più spettacolare, con i valori sopra i 40°C in possibile allungo verso i Paesi della Loira, la Bretagna, il Poitou, il Centro, l’Aquitania e una parte dell’Occitania. In questa configurazione il caldo non resterebbe rintanato al Sud: risalirebbe parecchio, fino a lambire aree dove numeri simili restano una rarità. Sarebbe, insomma, uno degli episodi più clamorosi mai messi in conto sull’ovest della Francia.

 

Il meccanismo, un cannello rovente in arrivo dal Sahara che si surriscalda in Spagna

Per capirci qualcosa, tocca alzare lo sguardo in quota. La cupola di calore d’origine sahariana è già risalita fino alla Loira, ma è la comparsa di una goccia fredda sul golfo di Guascogna a poter peggiorare le carte in tavola. Piazzandosi a ovest della Francia, questa anomalia innescherebbe un potente flusso da sud, una vera pompa di calore tra il nord Africa, la Spagna e queste regioni. La massa d’aria a 850 hPa, ovvero attorno ai 1500 metri di quota, potrebbe spingersi tra i 28 e i 30°C: un valore mostruoso, che non ho visto nemmeno nel 2003. Con un sole a picco e in assenza di temporali a spezzare la salita, il riscaldamento al suolo diventerebbe esplosivo. È tutto qui il perché di quei numeri estremi che spuntano in certe proiezioni.

 

La prudenza è d’obbligo, i valori più folli restano da confermare

La linea più cauta, al momento, resta parecchio sotto le stime di GFS: per Lunedì 13 e Martedì 14 Luglio si ragiona piuttosto su valori tra i 37 e i 39°C su una parte dell’ovest, con punte locali più alte ma senza sposare i numeri da record proposti dagli scenari più caldi. Ma parliamo comunque di un disagio enorme per tutti, per una calura dove le abitazioni, i luoghi di lavoro si surriscalderebbero. Queste sono le aree francesi più prive di climatizzatori, anche perché non servivano affatto. Se nuvole o temporali dovessero metterci lo zampino, taglierebbero intensità all’onda di calore, ma se invece il sole dominasse e la massa d’aria incandescente si incastrasse per bene, allora il potenziale andrebbe rivisto verso l’alto. Nulla è escluso, tutt’altro, ma a questa distanza la cautela resta d’obbligo.

 

Un precedente recente, i 40°C già superati in Bretagna

Sembra impossibile, eppure l’ovest della Francia c’è già passato, e da poco. Durante la canicola di Giugno 2026 la soglia dei 40°C è caduta in Bretagna, con 41,5°C a Rennes, un valore mai registrato prima in quella stazione. E non era sola: Nantes aveva sfondato i 42°C. Questo precedente fresco fresco ricorda che le regioni oceaniche non sono più al riparo, quando gli ingredienti si sommano tutti insieme: massa d’aria sahariana, cupola di calore, suoli secchi, vento da sud e niente refrigerio dal mare. La domanda, ormai, non è più se l’ovest possa toccare valori eccezionali, ma fin dove si spingerà questa nuova ondata di calore.

Non è un rebus solo d’Oltralpe. La stessa impalcatura anticiclonica che arroventa la Francia è quella che, dopo aver acceso l’Europa occidentale, ora punta con decisione verso l’Italia, dove i modelli matematici ritoccano al rialzo le temperature dei prossimi giorni. È un caldo africano duro a morire, e quando ci piomba addosso dalla Francia si porta dietro pure i temporali. Il rischio di riavvicinare i 40°C sulle pianure italiane resta concreto, non certezza, ovviamente. Non stupisce che si torni a discutere di caldo estremo e di quando finirà per davvero, dopo il grande caldo con i primi 40°C che ha aperto questa estate rovente.

 

L’evoluzione meteo è incerta ma questi segnale che non sono da sottovalutare più

Mettiamola così: lo scenario dei 44°C in Bretagna, a oggi, non è confermato. Resta minoritario e appeso a mille variabili, la posizione esatta della goccia fredda, l’orientamento del vento, il soleggiamento, l’eventuale innesco dei temporali, l’influenza dell’oceano. Il segnale, però, è abbastanza forte da meritare rispetto, direi attenzione. Il punto è che l’Italia può essere assai vulnerabile a tali eventi meteo. Non so, un’ondata di calore con la configurazione atmosferica come quella dell’estate 1983 che cosa porterebbe nel nostro Paese ai giorni d’oggi?

 

Credit

  • Météo-France
  • World Meteorological Organization
  • Copernicus Climate Change Service
  • Copernicus Sentinel-3
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Piero Luciani

Piero Luciani

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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