Non se ne va, il gran caldo. L’anticiclone resta il padrone della scena, però lascia socchiusa una porticina: da lì filtrano deboli spifferi d’aria un po’ meno rovente in quota, sospinti dai Balcani. Roba di poco conto, certo. Eppure basta a far detonare quei contrasti che, sopra i bassi strati arroventati, accendono i temporali a evoluzione diurna sulle aree interne, a ridosso dei rilievi alpini e appenninici.
Caldo furioso in arrivo dalla Francia, ma con temporali in agguato
I focolai temporaleschi, per quanto circoscritti, non restano sempre confinati in montagna, ma questi giorni li abbiamo visti dilagare verso le pianure e, ogni tanto, sfiorano pure la costa, trascinati dalle deboli correnti disposte dai quadranti settentrionali. Dove scoppiano, la calura tira il fiato, la temperatura prova a scendere, ma nelle aree circostanti abbiamo visto piovere di notte con 32-34°C: una follia per l’Italia, specie se parliamo di Val Padana. Il refrigerio, dove si palesa dura poco, giusto il tempo di un acquazzone. Quindi, per i temporali non parliamo di una svolta, intendiamoci: i 38-40°C già toccati in questi giorni descrivono ben altra storia, quella di una morsa di caldo che non concede respiro. Del resto, i primi 40°C della stagione sono arrivati e persino superati, ad esempio, in Sardegna, stazione meteo di Ozieri, in vallata, un’area del sassarese soggetta, però a forti escursioni termiche, ma sono stati raggiunti 38°C a Parma, 39°C in provincia di Modena. Insomma, qui parliamo di valori pazzeschi, e non sono più casi isolati dato che li osserviamo ogni anni.
C’è un blocco a omega tra la Penisola Iberica e la Francia
A tenere in piedi tutto questo c’è un meccanismo ben oliato. Il ristagno dell’aria, l’umidità che si accumula nei bassi strati, il caldo intenso delle ore diurne: messi insieme, sono il carburante perfetto per la convezione temporalesca. L’Italia, piazzata sul fianco orientale del cupolone anticiclonico, ne esce con qualche sbuffo d’aria meno bollente. I massimi di pressione, invece, se ne stanno più a ovest, sulla Francia, dove la stabilità regna quasi indisturbata.
E proprio lì, sul versante occidentale del continente, l’ondata di calore ha assunto contorni eccezionali. Niente di banale: in gran parte della Francia, e nelle altre nazioni dell’Europa occidentale, la canicola sta provocando persino malori fatali, con risvolti drammatici. La Francia è in emergenza meteo, eppure questo clima era atteso, e quest’area si sta rivelando assieme al sud dell’Inghilterra, la più vulnerabile alle ondate di calore estremo, con 20°C sopra la media estiva.
Tecnicamente questo nuovo fenomeno è causato dal un classico blocco ad omega, incastrato tra il Mediterraneo e l’Europa centrale e occidentale, di quelli cocciuti, fatti apposta per durare a lungo.
Il cuore dell’anticiclone subtropicale se ne sta acquattato tra la Penisola Iberica e la Francia, alimentato dalle correnti calde che risalgono dalle basse latitudini, richiamate da una depressione al largo del Portogallo. Un evento fuori scala per intensità e durata ed estensione. E una domanda torna a farsi insistente: quando ne usciremo? Il fulcro più anomalo colpisce duro sulla Francia, dove la costa atlantica fa segnare temperature mai viste prima.
In un’istmo sul mare vicino Bordeaux ieri, in una stazione meteo ufficiale leggevo +44°C. Mi ha sconcertato, un’istmo è una sottile penisola che si erge sul mare, in questo caso l’Oceano Atlantico che è ben meno caldo del nostro Mediterraneo che invece sta entrando in onda di calore marino.
Fine Giugno con i picchi oltre i 40°C frequenti
Che cosa ci aspetta da qui al termine del mese? Poco o nulla di diverso, a dire il vero. Negli ultimi giorni della settimana l’asse del promontorio tenderà a piegare con più decisione verso est, spingendo la bolla di calore verso il Centro Europa. Una traslazione che finirà per coinvolgere ancora di più anche l’Italia. L’instabilità pomeridiana continuerà a farsi viva attorno ai rilievi delle Alpi, lungo l’Appennino e nelle zone limitrofe, soprattutto al Sud, ma con fenomeni meno diffusi rispetto a questi giorni. Qualche temporale prima della svolta resta in agenda, niente di più.
Poi il caldo tornerà a pigiare sull’acceleratore. Le temperature riprenderanno a salire di qualche grado, partendo dal Nord, dalla Sardegna e dalle zone interne tirreniche. Il rialzo si farà sentire da Venerdì 26, con la calura destinata a toccare l’apice a cavallo tra la fine del weekend e l’avvio della prossima settimana.
Il termometro rischia salire di più al Nord Italia
In quei giorni i picchi potrebbero spingersi fino ai 40°C in Val Padana, e localmente anche nelle valli interne di Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna. Firenze, Terni e Bologna figurano tra le città dove il superamento dei 40°C appare piuttosto probabile. E dopo? Il grande caldo potrebbe allentare parzialmente la presa dall’inizio di Luglio, ma è una tendenza ancora tutta da verificare, di quelle su cui conviene non mettere la mano sul fuoco.