Fino a Martedì 23 Giugno non c’è scampo, anche se non avremo la svolta subito. L’Italia vive il cuore di una fase rovente, fatta di temperature altissime e di un’afa che toglie il respiro. Questa è diffusa opinione specialmente al Centro e Nord Italia, la Sardegna. L’ondata di calore spingerà le colonnine a sfiorare, e in qualche zona a superare, la soglia simbolica dei 40°C. Un tempo li avremmo bollati come valori straordinari. Oggi, diciamolo, sono quasi un appuntamento annuale, come confermano gli aggiornamenti sull’arrivo del grande caldo con i primi 40 gradi.
I 40°C continuano a raggiungersi sporadicamente, però, in Sardegna, in località che patiscono anche di una forte escursione termica (anche oltre 20°C), mentre nel Nord Italia la differenza tra notte e giorno si limita a solo 10°C circa nelle aree continentali. Rammento che l’escursione termica è la differenza di temperatura tra notte e giorno.
Caldo senza tregua, l’apice è ormai vicino
Secondo il modello americano GFS, sarà il pomeriggio di Martedì 23 Giugno a portare la situazione al massimo della criticità. Le zone più bersagliate? Ancora una volta quelle della Valpadana, dove i termometri potrebbero arrampicarsi fino ai 39 o ai 40°C, soprattutto là dove il mare non riesce a smorzare nulla. Ma non si salva quasi nessuno. Tutte le aree interne del Centro e del Sud Italia dovranno vedersela con un caldo pesantissimo, con punte comprese tra i 37 e i 39°C. Nessuna eccezione, o quasi. Ed è lecito chiedersi: quando ne usciremo davvero? Bella domanda. Nel frattempo, oggi 22 giugno è atteso caldo record storico per giugno in Francia, e tutti i servizi meteo mondiali stimano che Parigi possa superare la soglia di 40°C. Un valore impressionante, Londra oggi o domani potrebbe raggiungere quota 38°C. Nel frattempo, vari record storici di temperatura in altre località sono stati battuti.
Un blocco a omega che non vuole mollare
A comandare è l’alta pressione di origine subtropicale, ovvero africana, che continua a pompare verso la penisola masse d’aria roventi in arrivo dal Sahara. La configurazione, giova ricordarlo, è tutt’altro che normale e per giunta cocciuta, destinata a durare. Tecnicamente parliamo di un classico blocco ad omega, incastrato tra il Mediterraneo e l’Europa centrale e occidentale. Il cuore dell’anticiclone se ne sta acquattato tra la Penisola Iberica e la Francia, mentre la corrente a getto scivola verso sud in pieno Atlantico, appena al largo delle coste iberiche. L’Italia, piazzata sul fianco orientale di questo cupolone, riceve di tanto in tanto qualche sbuffo d’aria un po’ meno calda. Ed è proprio quell’aria a innescare i disturbi del pomeriggio, con temporali sparsi. Attenzione, si sono avute grandinate devastanti nella giornata di domenica in Lombardia.
Le uniche pause? Le regalano i temporali
Nonostante la calura, sui rilievi delle Alpi e degli Appennini non sono esclusi temporali di calore. Roba molto localizzata, sia chiaro. Portano un po’ di refrigerio dove scoppiano, ma per poco, e con il rischio concreto di nubifragi, colpi di vento e grandine. Il quadro generale, insomma, non cambia di una virgola: resta arroventato per tutti. Qualche tacca in meno, due o tre, potrebbe arrivare da Mercoledì in avanti, con una lievissima flessione dell’afa. Del tutto insufficiente, però, a rinfrescare l’aria. Le occasioni di cambiamento sono pochissime e, ancora una volta, si riducono a quei temporali pomeridiani in montagna, lontani dalle grandi città e incapaci di scalfire il quadro complessivo.
Notti tropicali e afa, il tormento peggiore
C’è un dettaglio che peggiora tutto. Il caldo non darà del filo da torcere solo di giorno: con l’aumento dell’umidità, specie su pianure e le coste, le temperature percepite schizzeranno verso l’alto. E la sera non porterà sollievo. Anzi. Sulle grandi città l’aria diventerà quasi irrespirabile, regalando notti tropicali logoranti. Sul finire della prossima settimana, poi, l’asse dell’anticiclone subtropicale tenderà a piegare con più decisione verso l’Italia, richiamando masse d’aria ancora più bollenti. I picchi stimati? Tra i 40 e i 42°C in diverse località del Centro e del Nord e della Sardegna. E l’alta pressione resterà ben salda anche Sabato 27 Giugno, con poche speranze di tregua pure nei giorni successivi. Insomma, abbiamo molti giorni di caldo estremo, e mi meraviglia molto che non ci sia un’attività di prevenzione di massa della calura come sta accadendo in altri Paesi d’Europa.
E la svolta quando arriva?
Per sperare in un cambio di passo bisognerà probabilmente aspettare i primissimi giorni di Luglio. Le proiezioni a più lungo termine del modello americano GFS lasciano intravedere un possibile indebolimento dell’anticiclone, come suggeriscono anche le tendenze legate ai prossimi temporali. Il modello matematico europeo è più severo sul caldo, anche se inizia a dare cenni di interesse verso un cambiamento nella prima decade di Luglio, con un caldo meno violento.
Il graduale cedimento dell’alta pressione potrebbe finalmente aprire la porta a masse d’aria nettamente più fresche. Se così fosse, il calo partirebbe dalle regioni settentrionali per poi scendere lungo lo stivale. Il prezzo da pagare? Temporali anche violenti. Ma c’è da scommettere che in molti firmerebbero subito, pur di scrollarsi di dosso questa cappa infernale. Trattandosi di una tendenza a diversi giorni di distanza, come ricordano le proiezioni che avvertono di un inizio Estate convulso, servirà monitorare i prossimi aggiornamenti per capire se la svolta reggerà. Di sicuro, intanto, c’è solo una cosa: la seconda metà di Giugno sarà e resterà rovente. Conviene fare amicizia con il ventilatore.