Prepariamoci a un periodo dalle condizioni meteo davvero rovente. Purtroppo non stiamo parlando di una semplice toccata e fuga, ma di una vera e propria vampata di caldo, intensa e soprattutto duratura. In questo articolo analizziamo che cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni e, soprattutto, quando si potrà intravedere una via d’uscita da una calura così intensa.
L’apice della calura
La fase più delicata di questo mese di giugno, molto probabilmente, potrebbe arrivare a partire dal 17. Sul continente europeo è prevista la possibile formazione di una vasta area di alta pressione, una sorta di “mostro anticiclonico” in grado di richiamare aria molto calda di origine tropicale direttamente verso il cuore dell’Europa. Permetteteci il termine, un po’ goliardico: sappiamo che non è un’espressione scientifica, ma dobbiamo purtroppo ricorrere a un linguaggio simile per rendere l’idea di come il clima stia cambiando, come raccontiamo anche in questo approfondimento sull’arrivo del caldo da mercoledì 17.
La previsione presenta ancora margini di incertezza, e i modelli GFS ed ECMWF non riescono ad avere una visione perfettamente univoca. Ciò non toglie che, quando gli esperti individuano configurazioni così estreme, caratterizzate da una forte persistenza del caldo e della stabilità atmosferica, si tratta spesso di situazioni con cui convivere per molto tempo, come emerge anche da questa analisi sui tempi e l’intensità del caldo estremo in arrivo.
Mettiamoci l’anima in pace
Le simulazioni di tutti i modelli che abbiamo attentamente analizzato mostrano addirittura un ulteriore rafforzamento dell’alta pressione sul Mediterraneo e sull’Europa intorno al 20 giugno. Se questa evoluzione venisse confermata, si potrebbe parlare di una vera e propria invasione di aria subtropicale, come segnalato anche in questo articolo sull’arrivo dell’anticiclone africano e dell’afa notturna.
È ovviamente presto per parlare di caldo record, perché non sarebbe scientificamente corretto; tuttavia, a titolo informativo, in alcune zone particolarmente esposte (Piana di Catania, Tavoliere delle Puglie, alcune aree interne di Toscana e Lazio) non sarebbe da escludere il superamento della soglia dei 40°C, come ipotizzato anche in questo approfondimento sui possibili 40°C e sullo zero termico oltre i 4500 metri, mentre in Valle Padana i 37-38°C sarebbero comunque alla portata.
E la fine?
Brutte notizie. Non c’è una visione del tutto univoca: le mappe in nostro possesso indicano un possibile cambiamento verso la metà della terza decade di giugno. Intorno al 25, infatti, correnti più fresche di origine oceanica potrebbero riuscire a penetrare sull’Europa centro-settentrionale e coinvolgere anche parte dell’Italia, soprattutto il nord e le regioni centrali.
Il possibile ingresso di aria meno calda porterebbe non solo un ridimensionamento delle temperature, ma anche un aumento dell’instabilità. Se tutto andasse per il verso giusto, oltre a un calo termico avremmo anche numerosi temporali, tipici di questa situazione meteo – un fenomeno descritto anche in questo articolo sui parametri da monitorare durante un’ondata di calore.
Va comunque ricordato ai nostri lettori che si tratta di uno scenario ancora da confermare: nei prossimi giorni saranno fondamentali i nuovi aggiornamenti dei modelli meteo, per capire se siamo effettivamente di fronte a quella che si preannuncia come la prima grande ondata di caldo dell’estate, e se questa sarà lunga oppure davvero eccezionale.
Per chi desidera approfondire l’argomento attraverso fonti internazionali, si possono consultare il bollettino climatico del Copernicus Climate Change Service, il report sullo stato del clima in Europa della World Meteorological Organization, l’analisi di Carbon Brief sull’ondata di caldo eccezionale che ha investito l’Europa, l’approfondimento di Euronews sulle previsioni stagionali legate al fenomeno El Niño e l’articolo di Down To Earth sui record di maggio 2026 segnalati da Copernicus.