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Caldo estremo sull’Italia: rischio 40 gradi, quando finirà davvero

L'Italia sarà preda di un caldo eccezionale per un lungo periodo di tempo: vediamo le tendenze meteo

Davide Santini di Davide Santini
21 Giu 2026 - 12:45
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Siamo oramai entrati nel pieno di questa fase meteo davvero rovente. Le aree maggiormente colpite saranno ancora una volta le grandi pianure del Nord: sono infatti confermati valori prossimi a 40°C in Pianura Padana, soprattutto tra il Basso Piemonte, la bassa Lombardia, la Pianura Veneta e l’Emilia Romagna. Anche le zone interne della Toscana, dell’Umbria e del Lazio dovranno fare i conti con valori estremi.

 

Un po’ meno fuori scala sarà il caldo al Sud, poiché praticamente tutte le grandi località meridionali lontane dal mare toccheranno e supereranno quota 35°C. L’aria rovente proveniente dalle zone subtropicali continuerà a dominare lo scenario meteorologico, mantenendo condizioni di forte disagio e alimentando il rischio di raggiungere nuovamente valori estremi.

 

Caldo estremo per alcune zone europee per la giornata di Lunedì 22.

 

Primo modestissimo calo

Nel corso della prossima settimana, soprattutto a partire da giovedì, è previsto un leggero calo delle temperature, grazie a un debole rientro di aria leggermente più fresca da est. La massa d’aria calda che interessa l’Italia e gran parte dell’Europa centrale continuerà a essere alimentata da un flusso persistente proveniente dalle aree tropicali: perderemo due o tre gradi, ma non ci sarà un vero e proprio cambio della situazione.

 

Le proiezioni sulle temperature in quota, in particolare quelle previste a circa 1.500 metri di altezza, mostrano la presenza di una vasta area molto calda sull’Europa meridionale. La vera via d’uscita? Bisognerà ancora aspettare parecchio.

 

Zero pioggia

Dal punto di vista delle precipitazioni, la situazione è semplice da leggere. Gli unici fenomeni attesi saranno principalmente temporali di calore, cioè rovesci che si sviluppano nelle ore più calde della giornata grazie all’accumulo di energia e umidità. Questi episodi saranno più probabili sulle Alpi e lungo la dorsale appenninica, ma non cambieranno minimamente la situazione climatica attuale, davvero molto pesante.

 

Non pioverà mai praticamente fino a fine mese: solo le Alpi potrebbero sentire temporali di calore qua e là

 

Ci sarà una vera svolta?

La domanda principale che attanaglia lettori e appassionati di meteorologia è questa: a quando la fine di questa sofferenza? Secondo gli scenari previsionali dei modelli meteorologici GFS ed ECMWF, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio potrebbe verificarsi un graduale arretramento della lingua di aria bollente che sta interessando l’Italia. Bisognerà quindi attendere ancora a lungo, perché non ci sono le condizioni per un vero e proprio ribaltone in tempi brevi.

 

Se questa evoluzione venisse confermata, l’Italia potrebbe andare incontro a un ritorno verso condizioni più normali, con temperature finalmente più sopportabili rispetto ai valori estremi registrati in questi giorni. Il prezzo da pagare? Potrebbe essere quello di fenomeni meteo molto violenti.

 

Attenzione, però: stiamo parlando di tendenze a lungo termine, che andranno prima di tutto confermate. Nel frattempo c’è da vivere l’apice del caldo dei prossimi giorni, caratterizzati da temperature a dir poco aberranti, con condizioni che potrebbero mettere sotto pressione persone, animali, agricoltura e ambiente.

 

Primo calo termico solo dal 2-3 luglio: e sono tendenze che andranno confermate…

Credit:

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Copernicus Climate Change Service – Heatwave monitoring
  • WMO – World Meteorological Organization, European State of the Climate 2025
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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