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Quanto è estremo il caldo? I numeri dell’anomalia

Dopo il Giugno più caldo mai misurato nel Continente, una terza ondata rovente si prepara (ed è già in atto) a investire l'Europa occidentale: ecco cosa raccontano le mappe di previsione e le rilevazioni degli ultimi giorni.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
08 Lug 2026 - 10:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Ondata di calore di giugno.

L’aria brucia di nuovo sull’Europa, e stavolta il déjà-vu ha un sapore amaro. Perché quello che stiamo osservando non è un episodio isolato, ma il terzo capitolo di un’estate che ha già riscritto i libri di climatologia. La situazione meteo del 23 Giugno fotografa il momento in cui mezza Francia e gran parte della Spagna superavano i 40°C nel primo pomeriggio. Non un giorno qualunque, insomma, in particolare per la Francia oceanica.

Quel mese resterà negli archivi. Giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato in Europa occidentale da quando esistono le misurazioni, con anomalie medie notevoli rispetto al trentennio di riferimento. In alcune zone – Francia, Svizzera, Germania e anche il Nord Italia – lo scarto ha toccato punte di 6-10°C nelle giornate più roventi, quelle tra il 25 e il 29 Giugno. Fa impressione anche solo a scriverlo.

 

Cosa mostrano le mappe di previsione

Adesso i modelli matematici tornano a colorarsi di rosso cupo. Le mappe elaborate sui dati ECMWF raccontano una nuova pulsazione dell’anticiclone africano, che nei prossimi giorni riprenderà a spingere aria bollente verso il cuore del continente. Oggi Mercoledì 8 Luglio il picco interessa soprattutto il Nord Italia, con valori vicini ai 38-39°C. Poi la faccenda si sposta.

Da Giovedì 9 Luglio il nocciolo più caldo scivola verso il Centro-Sud. La Sardegna, in particolare, rischia di ritrovarsi tra le aree più roventi dell’intero continente. Guardando le proiezioni fino al 13 del mese, la macchia scarlatta sull’Europa occidentale non accenna a schiarirsi. Anzi. Diversi meteorologi collocano il culmine di questa configurazione nella seconda metà di Luglio, verosimilmente tra il 15 e il 20. E i modelli matematici fanno impressione solo a vederli.

 

Perché questo caldo è diverso

Ma cosa rende un’ondata di calore così eccezionale? Non è solo questione di gradi. Gli scienziati interpellati da Nature parlano apertamente di anomalia climatica pesante: un’ondata europea di quattro o cinque giorni con Londra vicina ai 40°C, spiega la climatologa Sarah Perkins-Kirkpatrick, è a dir poco fenomenale. E il Riscaldamento Globale ci mette del suo, eccome, nonostante il forte negazionismo. Aspetto incomprensibile, in tutta franchezza, ostinato, convinto.

Il meccanismo di questi eventi meteo lo conosciamo. Un’area di alta pressione si blocca sul continente, il suolo si inaridisce e smette di raffreddarsi per evaporazione, l’aria calda resta intrappolata come sotto una campana di vetro. La cosiddetta cupola di calore. Il fenomeno è antico quanto l’atmosfera, ma parte da una base ormai più alta: mezzo secolo fa quella stessa configurazione avrebbe prodotto valori sensibilmente inferiori.

Un’analisi del consorzio ClimaMeter ha stimato che il cambiamento climatico di origine antropica abbia reso l’ondata di Giugno da 2 a 4°C più intensa rispetto a episodi analoghi del Novecento. Leggevo appunti di alcuni fisici anche italiani che sostengono che sia addirittura fuorviante questa analisi. Strano anche a leggerlo se si va a vedere quanti scienziati invece sostengono questa tesi.

C’è di più. Uno studio del World Weather Attribution ha passato al setaccio 854 città europee: quasi la metà ha battuto – o batterà – il proprio primato di stress da calore in questo periodo. Ciò che un tempo era raro è diventato ordinario, osserva Erich Fischer del Politecnico di Zurigo. Detto altrimenti: i record cadono ovunque, e con margini che, se fossimo nello sport, farebbero gridare al doping.

 

Un’emergenza che è anche sanitaria

Però, questo caldo non è solo calura, termometri. I dati preliminari sull’Europa occidentale indicano oltre 4.000 morti in eccesso legati al caldo delle scorse settimane. Ma c’è chi azzarda pure 20.000 vittime.

Il direttore regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa, Hans Kluge, ha convocato una riunione d’emergenza con 41 Paesi, definendo il caldo estremo un’emergenza di salute pubblica, non un semplice fatto meteorologico.

Il nodo, purtroppo, è la preparazione. Meno della metà dei Paesi della regione europea dispone di un piano nazionale strutturato contro i rischi sanitari delle ondate di calore. Anziani isolati, persone senza dimora, ospiti di strutture di lungodegenza: sono loro i più esposti, e spesso i più difficili da raggiungere. In Italia la macchina della prevenzione è già avviata, con i consueti bollini di allerta città per città e le indicazioni della Protezione Civile. Però, senza critiche, quanti comprendono il significato del bollino attribuito al rischio caldo? E poi, quanti osservano le disposizioni di legge in materia di lavoro. Leggevo un articolo sui colpi di calore e fa impressione.

Ragionando sul finale, quante volte ancora chiameremo eccezionale qualcosa che, ormai, torna a bussare ogni estate?

 

Credit

  • Copernicus Climate Change Service
  • World Weather Attribution
  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • World Meteorological Organization
  • Nature
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

Ondata di calore di giugno.

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