C’è qualcosa che mette i brividi nell’osservare la fase temporalesca dei prossimi giorni. Non per i temporali estivi in sé, per carità: quelli fanno parte del gioco, d’estate, anche se ormai sempre violenti più di come succedeva in passato. Il punto è un altro. I contrasti termici in ballo saranno robusti, quasi fuori scala, e questo cambia le carte in tavola.
Temporali violenti e grandine, la svolta di Sabato
Le regioni settentrionali sembrano decisamente prese di mira. Qualcosa si intravede già prima, ma è soprattutto Sabato che l’atmosfera rischia di dare spettacolo, con un’escalation temporalesca concentrata sul settore nordoccidentale e in possibile estensione verso le regioni nordorientali.
Sui dettagli i modelli matematici devono ancora mettersi d’accordo, però l’indicazione di fondo è netta: aria fredda in quota che irrompe su una pianura arroventata, e il risultato può essere esplosivo, con temporali locali e violenti capaci di scaricare in poco tempo tutta la loro energia.
Non parliamo di semplici acquazzoni. Nelle celle più strutturate sono attese grandinate anche di grosse dimensioni, quelle che rovinano raccolti e ammaccano le carrozzerie delle auto, insieme alle temute raffiche di vento discendenti dai cumulonembi, i cosiddetti downburst, che possono superare i 150 chilometri orari. Roba da abbattere alberi e provocare danni, come abbiamo purtroppo già visto durante l’ultima sfuriata.
A completare il quadro, il rischio nubifragi, su scala strettamente locale, difficilissima da inquadrare in anticipo. Dove i temporali riusciranno a organizzarsi potranno cadere oltre i 40 o 50 millimetri di pioggia in una sola ora, ma sappiamo che in casi simili gli accumuli sfondano anche quel valore. Insomma, una fase che appare più cattiva di altre, per quanto circoscritta al nordovest.
Un contesto rovente e carico di energia
Tutto questo, attenzione, matura dentro un clima quasi tropicale. Le temperature superiori ai 35°C dei giorni precedenti caricano l’atmosfera di carburante, e a quel punto basta la goccia d’aria fredda in transito sul nordovest per innescare la miccia. Più energia in basso, più violenza in alto: la fisica è spietata.
Il passaggio andrà a raffreddare temporaneamente il termometro sulle aree coinvolte, mentre i fenomeni tenderanno a espandersi verso il Nord e il Nordest, dapprima sulle regioni alpine e poi, forse, fino alle pianure del Friuli. Un refrigerio a tempo, però. Le regioni centrali e meridionali resteranno tagliate fuori dalla svolta, con qualche rovescio confinato ai rilievi, la dorsale appenninica e le zone montuose della Sardegna su tutte. Altrove il caldo continua a salire, indisturbato.
Dalla Spagna un caldo che inquieta
Basta spostare lo sguardo a ovest per capire cosa bolle in pentola. In Spagna iniziano ad affiorare le prime avvisaglie di allarme, e non perché in quota si registrino valori spaventosi. È al suolo che si crepa: già nella giornata di oggi, 7 Luglio, in gran parte del Paese si supera diffusamente quota 40°C, e i 40°C sono stati oltrepassati pure nella Francia sudoccidentale.
Questo grande caldo tenderà a espandersi verso l’Italia, in particolare su Sardegna, Sicilia e regioni meridionali, ma in modo graduale. Il piatto forte, quello vero, arriva dopo.
La nuova ondata di calore dal 13 Luglio
Da Lunedì prossimo, ossia dal 13 Luglio, è attesa una nuova e importante ondata di calore. Cattiva, perché vastissima. Si allungherà dalla Penisola Iberica fino a lambire i Paesi a nord delle Alpi, portando temperature decisamente elevate, e dovrebbe restare in sella per tutta la settimana successiva. Anzi, secondo i modelli tenderebbe pure a intensificarsi.
Stavolta, cosa non da poco, il modello europeo e quello americano vanno a braccetto. Osservando le temperature alla quota di circa 1500 metri, il messaggio è inequivocabile: una massa d’aria rovente dalla Penisola Iberica abbraccia l’intero Mar Mediterraneo, coinvolge pesantemente il Sud Italia, la Sardegna, la Sicilia, i Balcani, tutta la Turchia e via fino al Mar Nero. Un vero e proprio braciere continentale. Nelle zone interne il termometro può toccare i 40°C, e le proiezioni si spingono fino al 22 Luglio senza intravedere grandi vie d’uscita.
Le ondulazioni del modello americano e i nuovi temporali
Un dettaglio, però, merita attenzione. Il modello americano vede sempre una maggiore ondulazione delle correnti. Che cosa significa? Che questo flusso rovente fluttuerà, lasciando spazio a brevi intermezzi. Ed è proprio in quelle finestre che potrebbero infilarsi impulsi di aria instabile, capaci di generare nuove fasi temporalesche non solo sul Nord Italia, ma persino verso le regioni centrali e le loro zone interne.
Le temperature al Nord resteranno alte, sia chiaro. Solo che, di tanto in tanto, potrebbero venire limate da queste sfuriate. Impossibile, a una settimana o dieci giorni di distanza, dire dove cadranno i temporali: sarebbe come pretendere di prevedere dove si sposterà una bolla di sapone.
Sabato è sotto attenzione per le grandinate
Il focus imminente, in fondo, è tutto qui. Prima l’aumento graduale delle temperature, con il picco termico che punta verso i 40°C tra Giovedì e forse Venerdì. Poi la discesa, accompagnata dai violenti temporali sull’Italia settentrionale, soprattutto sul settore di nordovest, tra Sabato e in parte Domenica.
Non ci troviamo di fronte a una vera e propria perturbazione organizzata, badate bene, ma a una situazione di instabilità atmosferica. E l’instabilità atmosferica, si sa, è volubile come quella bolla di sapone: la sposta anche il più leggero refolo d’aria. La rotta, dunque, potrebbe cambiare e coinvolgere pure le regioni nordorientali, perché il Nord appare comunque nel mirino, e a dirlo sono sia il modello americano sia quello europeo.
La probabilità di un’escalation temporalesca è alta, e Sabato resta la giornata da cerchiare in rosso. In casi come questo l’unica bussola affidabile è la prudenza: conviene tenere d’occhio tutti gli avvisi eventualmente diramati dalle autorità preposte.
