Trentotto gradi. Tanto ha registrato la stazione meteo, attenzione, non i termometri di farmacie, o quello dell’auto, di Decimomannu, nell’entroterra di Cagliari, che ieri si è presa senza troppi complimenti il primato nazionale. La Sardegna, del resto, sa come far parlare di sé quando l’estate ingrana la marcia alta.
Poco distante, Cagliari Elmas ha toccato i 36,1°C, mentre Olbia si è fermata – si fa per dire – a 33,9°C. Numeri che sanno di piena canicola, con quell’aria immobile che ti si appiccica addosso appena metti il naso fuori.
Ma la vera notizia, diciamolo, non arriva dalle Isole, ma viene dalle pianure del Nord Italia.
Il Centro-Nord scotta più del Sud, ormai è conclamato
E’ opinione diffusa che al Nord Italia faccia meno caldo che al Sud: SBAGLIATO, spesso il Nord Italia, specie vallate alpine di bassa quota incassate tra i monti e Valle Padana, vedono temperature maggiori rispetto alla Penisola ad inizio Estate.
Piacenza ha segnato 35,4°C, Firenze Peretola 35,7°C, e persino Torino ai piedi delle Alpi ha visto la stazione di Bric della Croce, quella nella collina cittadina, salire a 34,8°C. Valori che, a conti fatti, superano quelli di mezzo Meridione. Ve lo avevo detto, no? Per altro, cari lettori, queste sono temperature misurate in stazioni secondo caratteristiche WMO, mentre tra i palazzi, i condomino, i valori termici sono ben superiori.
A Napoli la massima si è fermata a 30,9°C, a Reggio Calabria a 32,8°C, a Bari Palese a 31,9°C. Insomma, il caldo più feroce ieri non stava dove uno se lo aspetterebbe. La Pianura Padana, con la sua conca che intrappola l’aria, ha fatto la parte del leone. Per fortuna i tassi di umidità sono ancora modesti rispetto a come spesso si vedono d’estate, e ciò riduce la sensazione termica al valore simile a quello dei termometri, concedendo di uscire di casa all’ombra senza quella calura che ti sembra morire.
Nemmeno Milano è rimasta a guardare: Linate ha toccato 33,9°C, Malpensa 33,2°C. E Bologna, 32,9°C, ma attenzione, nella città lombarda, i nostri termometri all’ombra in centro città e tra i palazzi sono andati a 35°C, valore percepito se si esce nel balcone, e ben superiore se si cammina per strada tra i marciapiedi all’ombra di recente arroventati dal sole.
Le due Italie
C’è poi l’altra faccia della medaglia. Mentre la pianura boccheggiava, la montagna respira, e ci mancherebbe, anche se con le alte pressioni che comprimono l’aria nei bassi strati, la montagna soffre parecchio.
Monte Cimone, sull’Appennino, non è andato oltre i 17,4°C. Passo Rolle, tra le Dolomiti, si è fermato a 16,3°C, e la Paganella a 17,1°C. Insomma, un bel fresco, freddino per chi di noi è abituato a stare con giornate sui 35°C di massima.
Anche lungo le coste qualche refrigerio c’è stato. Genova si è tenuta sui 27,4°C, protetta dal mare e da una brezza marina, anche se questa città, e la serie che segue, patiscono di elevata umidità, e quindi caldo afoso, temperatura percepita maggiore a quella rilevata:; Venezia 29,5°C, Trieste 30,7°C: la fascia adriatica settentrionale, tutto sommato, ha respirato meglio dell’interno.
Nelle Isole come Lampedusa e Pantelleria, sperdute nel Mediterraneo, hanno chiuso a 28,4°C. Ma c’è una spiegazione: l’immaginaria pompa che spinge aria calda verso la Penisola Iberica e la Francia, lascia scivolare dai Balcani aria più fresca verso il Sud Italia, che al momento non patisce molto dell’onda di calore che è già iniziata, anche se non con caratteristiche di forte intensità.
Cosa aspettarsi ora
L’anticiclone che ha spinto queste temperature massime versi l’alto è intenzionato a restare, almeno per i prossimi giorni, tenendo l’Italia sotto una cappa di aria calda di matrice subtropicale.
Servirà tenere d’occhio anche i valori di temperatura notturna, quelli che non scendono e che trasformano le città in un forno anche dopo il tramonto. Perché il peso vero di un’ondata di calore, spesso, non lo misuri di giorno, ma quando provi a dormire senza un climatizzatore.
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