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Caldo in Italia, Decimomannu sfiora i 38°C: la classifica delle massime

La colonnina di mercurio è schizzata verso l'alto un po' ovunque, dalla Sardegna alla Pianura Padana, ma sono i valori del Centro-Nord a raccontare la vera sorpresa di questa giornata di piena estate.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
07 Lug 2026 - 08:10
in A La notizia del Giorno, Cronaca Meteo
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Trentotto gradi. Tanto ha registrato la stazione meteo, attenzione, non i termometri di farmacie, o quello dell’auto, di Decimomannu, nell’entroterra di Cagliari, che ieri si è presa senza troppi complimenti il primato nazionale. La Sardegna, del resto, sa come far parlare di sé quando l’estate ingrana la marcia alta.

Poco distante, Cagliari Elmas ha toccato i 36,1°C, mentre Olbia si è fermata – si fa per dire – a 33,9°C. Numeri che sanno di piena canicola, con quell’aria immobile che ti si appiccica addosso appena metti il naso fuori.

Ma la vera notizia, diciamolo, non arriva dalle Isole, ma viene dalle pianure del Nord Italia.

 

Il Centro-Nord scotta più del Sud, ormai è conclamato

E’ opinione diffusa che al Nord Italia faccia meno caldo che al Sud: SBAGLIATO, spesso il Nord Italia, specie vallate alpine di bassa quota incassate tra i monti e Valle Padana, vedono temperature maggiori rispetto alla Penisola ad inizio Estate.

Piacenza ha segnato 35,4°C, Firenze Peretola 35,7°C, e persino Torino ai piedi delle Alpi ha visto la stazione di Bric della Croce, quella nella collina cittadina, salire a 34,8°C. Valori che, a conti fatti, superano quelli di mezzo Meridione. Ve lo avevo detto, no? Per altro, cari lettori, queste sono temperature misurate in stazioni secondo caratteristiche WMO, mentre tra i palazzi, i condomino, i valori termici sono ben superiori.

A Napoli la massima si è fermata a 30,9°C, a Reggio Calabria a 32,8°C, a Bari Palese a 31,9°C. Insomma, il caldo più feroce ieri non stava dove uno se lo aspetterebbe. La Pianura Padana, con la sua conca che intrappola l’aria, ha fatto la parte del leone. Per fortuna i tassi di umidità sono ancora modesti rispetto a come spesso si vedono d’estate, e ciò riduce la sensazione termica al valore simile a quello dei termometri, concedendo di uscire di casa all’ombra senza quella calura che ti sembra morire.

Nemmeno Milano è rimasta a guardare: Linate ha toccato 33,9°C, Malpensa 33,2°C. E Bologna, 32,9°C, ma attenzione, nella città lombarda, i nostri termometri all’ombra in centro città e tra i palazzi sono andati a 35°C, valore percepito se si esce nel balcone, e ben superiore se si cammina per strada tra i marciapiedi all’ombra di recente arroventati dal sole.

 

Le due Italie

C’è poi l’altra faccia della medaglia. Mentre la pianura boccheggiava, la montagna respira, e ci mancherebbe, anche se con le alte pressioni che comprimono l’aria nei bassi strati, la montagna soffre parecchio.

Monte Cimone, sull’Appennino, non è andato oltre i 17,4°C. Passo Rolle, tra le Dolomiti, si è fermato a 16,3°C, e la Paganella a 17,1°C. Insomma, un bel fresco, freddino per chi di noi è abituato a stare con giornate sui 35°C di massima.

Anche lungo le coste qualche refrigerio c’è stato. Genova si è tenuta sui 27,4°C, protetta dal mare e da una brezza marina, anche se questa città, e la serie che segue, patiscono di elevata umidità, e quindi caldo afoso, temperatura percepita maggiore a quella rilevata:; Venezia 29,5°C, Trieste 30,7°C: la fascia adriatica settentrionale, tutto sommato, ha respirato meglio dell’interno.

Nelle Isole come Lampedusa e Pantelleria, sperdute nel Mediterraneo, hanno chiuso a 28,4°C. Ma c’è una spiegazione: l’immaginaria pompa che spinge aria calda verso la Penisola Iberica e la Francia, lascia scivolare dai Balcani aria più fresca verso il Sud Italia, che al momento non patisce molto dell’onda di calore che è già iniziata, anche se non con caratteristiche di forte intensità.

 

Cosa aspettarsi ora

L’anticiclone che ha spinto queste temperature massime versi l’alto è intenzionato a restare, almeno per i prossimi giorni, tenendo l’Italia sotto una cappa di aria calda di matrice subtropicale.

Servirà tenere d’occhio anche i valori di temperatura notturna, quelli che non scendono e che trasformano le città in un forno anche dopo il tramonto. Perché il peso vero di un’ondata di calore, spesso, non lo misuri di giorno, ma quando provi a dormire senza un climatizzatore.

 

Credit

  • World Meteorological Organization
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Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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