Vampate dal Sahara e caldo in piena espansione
Sabato 18 Luglio, una data che, a prima vista, sembra lontanissima. Eppure vale la pena guardarla da vicino, perché le novità sono davvero interessanti. Parliamo di dodici giorni di distanza, e a queste scadenze pure il modello europeo ECMWF, con tutti i suoi aggiornamenti, fatica a spingersi verso una tendenza che riteniamo affidabile, per questo motivo ho voluto scrivere l’articolo a due mani, assieme a Antonio Lombardi.
Come abbiamo verificato insieme ad Antonio Lombardi, quella grande espansione di masse d’aria di matrice tropicale, in risalita dalle regioni del Sahara verso l’Europa, andrà a saldarsi con l’aria arroventata dall’alta pressione adiabatica. Come funziona, in pratica? L’anticiclone schiaccia l’aria nei bassi strati, che così si riscalda. Anche in alta quota i valori restano elevati, tanto che lo zero termico schizza a quote altissime e i ghiacciai ne pagano il conto anche nel 2026 con una fusione eccezionale.
Nella sua previsione intermedia il modello matematico europeo arriva fino a 144 ore, ovvero al 12 Luglio, e ci propone una ondata di caldo in progressiva crescita, con vampate “d’aria sahariana vere” pronte a lambire la Sardegna e temperature roventi. Siamo comunque nel lungo termine, sia chiaro: direi che è roba tutta da confermare, per fortuna nostra.
Articolo realizzato in collaborazione con Antonio Lombardi.
Gocce d’aria fresca in quota e rischio temporali
E qui arrivano le incognite. Sia a ovest sia a est dell’Italia si osservano pressioni più basse in quota rispetto alle aree circostanti, delle vere e proprie gocce di aria fresca. Sappiamo bene cosa significa: sono spesso foriere di aree temporalesche.
Non è un dettaglio trascurabile. I modelli matematici, giorno dopo giorno, collocano prima al sud e poi al nord condizioni di instabilità atmosferica. Che vuol dire? Che l’atmosfera smette di essere stabile pur sotto l’ombrello dell’alta pressione. Ci sarà il caldo, ci saranno le temperature elevate, eppure potrebbero comparire rovesci e grandinate di una certa intensità. Il carburante non manca: energia in abbondanza, fornita sia dalle terre emerse sia dal mare che continua a scaldarsi. Per il 18 Luglio, però, tocca aspettare l’ultima elaborazione europea.
La svolta del 18 Luglio secondo i modelli matematici americani
La sensazione, condivisa anche con Antonio Lombardi, è che il modello europeo non regali un esito benevolo, o quantomeno si trovi in un punto cieco. Tutt’altra previsione arriva invece dal modello americano GFS, anche nelle ultime emissioni, che continua a proporci una novità. Nel dettaglio prospetta la possibilità che si formi un’area di bassa pressione sulle regioni settentrionali, per la precisione sul Golfo Ligure.
Sarebbe un guasto del tempo importante, devo dire, anzi, concordiamo, con temporali forti e piuttosto diffusi. Non fenenomeni sparsi, ovvero puntiformi come abbiamo osservato nel recente, ma precipitazioni più organizzate. Un peggioramento in gran stile, per carità, mi sembra fantascienza, mentre il collega Antonio Lombardi è più convinto che possa succedere. A quel punto entrerebbe aria oceanica e le temperature crollerebbero, forse addirittura sotto la media al Nord. Ma il calo termico poi si sentirebbe in tutta Italia.
Temperature verso i 40°C in Pianura Padana
Ci siamo, però, ancora una volta nel frattempo il termometro salirà parecchio. Alcune proiezioni spingono la Pianura Padana, dove vivono venti milioni di abitanti, verso valori compresi tra i 36 e i 38°C, con qualcosa anche in più in qualche località. E con un tasso di umidità elevato, l’indice di calore arriverebbe a sfiorare e superare i 40°C. Molto caldo, non c’è altro modo di dirlo.
Il 18 Luglio resta quindi la data che il modello americano segna in agenda per la svolta. Sono andato a caccia di conferme, lo confesso, e non è stato facile: pochi modelli reggono fino a quella scadenza. Il modello statunitense, appartenente alla schiera del NOAA, vede un cambiamento soprattutto sull’arco alpino, mentre il GFS lo dà più diffuso sul nord Italia, con piogge estese. Una situazione, insomma, quasi ideale. L’ultimissima corsa americana, ancora non disponibile mentre scrivo, purtroppo non coglie questo respiro e insiste su un caldo opprimente e persistente. Sarebbero dodici giorni di afa ininterrotta.
E il modello europeo? Nessuno stravolgimento, semmai un accenno verso il 20 Luglio, che però coinciderebbe con un fortissimo riscaldamento di Sardegna e regioni adriatiche. Con correnti da sud ovest, si vedono punte oltre i 40°C in Romagna, nelle Marche, in Puglia, su alcune aree interne della Sicilia e in Sardegna. Un timido calo termico, invece, solo sul nord ovest.
Ci stiamo arrampicando sugli specchi, lo ammetto, a inseguire un refrigerio nel meteo del lungo termine. Perché la realtà, al momento, è un’altra: quella di un Heat Dome che tende a consolidarsi, una campana di alta pressione dai valori altissimi in quota, con tutte le conseguenze che ormai conosciamo a memoria. Come ribadito nell’analisi condivisa con Antonio Lombardi, non resta che confidare nella proiezione americana, e nel prossimo cedimento dell’anticiclone. Chissà.
Contenuto in collaborazione con Antonio Lombardi.
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