Il 12 agosto 2026, un mercoledì qualunque di mezza estate, smetterà di esserlo nel giro di pochi minuti, e si, succederà qualcosa che lascerà in tanti ad ammirare il cielo. Inatti, la Luna scivolerà davanti al Sole, lo coprirà quasi del tutto in Europa con uno spettacolo che dal continente mancava dal 2006. La fascia della totalità, quella stretta striscia dove il disco solare sparisce per intero, taglierà Groenlandia, Islanda, la Spagna settentrionale e un piccolo lembo nord orientale del Portogallo. Il resto d’Europa si accontenterà, si fa per dire, di un’eclissi solare parziale comunque notevole. Dall’Italia, tanto per capirci, il fenomeno si vedrà solo parziale, più marcato al Nord, con una copertura del sole imponente, oltre il 90% nel Nord Ovest.
La Spagna andrà nel buio dopo il 1905
La Spagna ospiterà la porzione più ampia di totalità dell’intero continente, con l’ombra lunare che la percorrerà da ovest verso est fino a sconfinare sulle Isole Baleari. L’ultima eclissi solare totale sulla Spagna continentale risale al 1905. Centoventun anni, mica pochi. E non finisce lì, perché sarà la prima di tre eclissi che toccheranno il Paese tra il 2026 e il 2028. Insomma, chi vive da quelle parti può mettersi comodo: raramente il cielo concede un tris simile in un lembo di terra.
Per milioni di persone sarà molto più di un appuntamento astronomico. Un momento condiviso, di quelli che uniscono un continente intero con il naso all’insù.
Cosa succede quando il Sole scompare
Durante un’eclissi solare totale la Luna si incastra esattamente tra noi e il Sole, ne oscura la luce e lascia affiorare la corona solare, quell’alone incandescente che di solito resta invisibile. Vale la pena capire fino in fondo di cosa parliamo: non è una nuvola di passaggio: il cielo si spegne in pieno giorno, spuntano le stelle, la temperatura può crollare anche di 10°C nel giro di pochi istanti. Gli uccelli ammutoliscono, piomba la notte. Un’esperienza che, a detta di chi l’ha vissuta, non somiglia a nient’altro in natura.
L’ESA porta la scienza in piazza
Attorno a questo evento l’Agenzia Spaziale Europea, l’ESA, ha costruito un programma che mescola ricerca, divulgazione e scuola. Perché un’eclissi, oltre a togliere il fiato, è pure un’occasione per avvicinare la gente alla scienza solare, quella delle missioni Solar Orbiter, Smile e Proba 3, che studiano il Sole e i suoi capricci nei confronti della Terra.
La diretta da Teruel
Il segnale partirà dall’Observatorio Astrofísico de Javalambre, a Teruel, in Spagna, un osservatorio di prim’ordine piazzato proprio dentro la fascia di totalità. La trasmissione, in lingua inglese, andrà su ESA Web TV e su YouTube, condotta dalla scienziata e divulgatrice Maggie Aderin, con la stessa Mundell tra gli ospiti.
L’osservazione pubblica a León
In parallelo, a León (città della Spagna) l’ESA allestisce un programma gratuito insieme all’Università di León e al Comune. Niente di accademico, sono previsti incontri, attività aperte a tutti, collegamento con la diretta, il tutto in lingua spagnola. L’idea è semplice, portare la scienza dell’eclissi tra la gente comune.
I materiali per scuole e curiosi
Per chi insegna, o vuole soltanto capirci di più, l’agenzia ha preparato un kit didattico disponibile in inglese e spagnolo predisposto ad un livello scolasticoi.
Come osservare l’Eclissi, anche parziale
Guardare il Sole senza protezione adeguata danneggia la retina, e lo fa senza dolore, il che rende la faccenda ancora più subdola. Gli occhiali da sole, anche i più scuri, non servono a nulla: occorrono filtri certificati per l’osservazione solare, quelli marchiati con lo standard ISO previsto per le eclissi. Vanno tenuti per tutta la fase parziale. L’unico istante in cui si possono togliere è durante la totalità piena dell’Eclissi di Sole, quando la Luna copre l’intero disco solare: allora, e soltanto allora, si può guardare a occhio nudo. Appena il Sole rispunta, gli occhiali vanno subito indossati.