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Scienziati smontano il rapporto sul Clima USA

Benjamin Santer, pioniere della climatologia, insieme ad altri illustri scienziati contesta il rapporto del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti: decenni di osservazioni satellitari confermano l'impronta umana sul clima globale.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
05 Lug 2026 - 16:20
in A La notizia del Giorno, Cambiamento Climatico
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Benjamin Santer e altri grandi nomi della climatologia contestano il rapporto del Dipartimento dell’Energia americano: i dati satellitari confermano da decenni l’impronta umana sul riscaldamento del pianeta.

Un importante scienziato del clima sta respingendo quelle che definisce affermazioni “manifestamente errate” contenute in un rilevante rapporto del governo statunitense sul clima, sostenendo che esso travisa la sua ricerca e minimizza il ruolo dell’attività umana nel Riscaldamento Globale.

Il professor Benjamin Santer, professore onorario presso l’Università dell’East Anglia (UEA), è stato uno dei primi ricercatori a identificare una distinta “impronta” umana nel sistema climatico terrestre. Il suo lavoro ha contribuito a plasmare lo storico rapporto del 1995 del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), che per la prima volta ha concluso che esistevano prove sufficienti a sostegno di una “riconoscibile influenza umana” sul clima globale.

 

La ricerca citata per sostenere la tesi opposta

Nel luglio 2025, tuttavia, un rapporto pubblicato dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) ha citato la ricerca di Santer sostenendo la conclusione opposta. Il documento è stato pubblicato lo stesso giorno in cui l’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha proposto di ribaltare la “dichiarazione di pericolo” del 2009, ovvero la decisione che conferisce all’agenzia l’autorità legale per regolamentare le emissioni di gas serra provenienti da veicoli, centrali elettriche e altre fonti industriali.

All’inizio di questo mese, l’amministrazione Trump ha proceduto alla revoca del parere. La decisione ha sollevato preoccupazioni circa i potenziali effetti sulla salute pubblica e sugli sforzi per ridurre le emissioni. I critici hanno anche avvertito che potrebbe indebolire altre tutele ambientali negli Stati Uniti.

 

Una nuova analisi sostiene il ruolo dell’uomo nei cambiamenti climatici

In un nuovo articolo pubblicato questa settimana su AGU Advances, il professor Santer si è unito ad altri scienziati del clima, tra cui la professoressa Susan Solomon del Massachusetts Institute of Technology (MIT), il professor David Thompson della UEA e della Colorado State University, e il professor Qiang Fu dell’Università di Washington, per ribadire le prove che dimostrano come l’attività umana sia la causa principale dei cambiamenti climatici di origine antropica.

I ricercatori sostengono inoltre che il rapporto del Dipartimento dell’Energia non dovrebbe essere utilizzato a supporto di decisioni legali riguardanti le normative sul clima, come ad esempio la valutazione del rischio ambientale.

“Riteniamo importante, e anche in linea con i precedenti, confutare un’affermazione scientifica errata contenuta nel rapporto del Dipartimento dell’Energia (DOE)”, ha dichiarato il professor Santer, dell’Unità di Ricerca Climatica dell’Università dell’East Anglia. “Chiarire i fatti nella letteratura scientifica sottoposta a revisione paritaria è particolarmente importante quando affermazioni scientifiche palesemente errate vengono fatte in rapporti governativi ufficiali.”

 

L’impronta digitale umana nell’atmosfera

“Le variazioni nella struttura verticale della temperatura atmosferica rappresentano un’importante ‘impronta digitale’ degli effetti umani sul clima globale. Tali variazioni sono principalmente determinate dall’aumento, causato dall’uomo, dei livelli atmosferici di CO2 e di altri gas serra.”

“Le caratteristiche principali di questa impronta digitale sono il riscaldamento della troposfera, lo strato più basso dell’atmosfera, e il raffreddamento della stratosfera, lo strato sovrastante. Le osservazioni satellitari di questa impronta distintiva sono in accordo con le attuali stime dei modelli climatici più avanzati sui cambiamenti di temperatura causati dall’uomo.”

“Questa inconfutabile impronta dell’impatto umano sul clima è stata prevista da oltre 50 anni sia da modelli climatici semplici sia da modelli più sofisticati, ed è identificabile nei dati di temperatura satellitari.”

“L’affermazione contraria contenuta nella revisione della scienza climatica del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti è fattualmente errata. Come dimostra chiaramente la nostra analisi, il rapporto del DOE non è una fonte affidabile di informazioni sulla struttura verticale delle variazioni della temperatura atmosferica, che rappresenta un elemento chiave per comprendere l’impatto dell’attività umana sul clima globale.”

 

Rimangono dei dubbi sul rapporto del Dipartimento dell’Energia

Gli autori osservano che sono state sollevate ulteriori perplessità scientifiche in merito ad altre parti del rapporto del DOE, tra cui il modo in cui vengono trattati il rilevamento e l’attribuzione dei cambiamenti climatici. Sottolineano inoltre che il documento è stato citato 16 volte nella proposta dell’EPA dello scorso anno.

In seguito a una causa legale che accusava il Dipartimento dell’Energia di non aver rispettato le procedure previste dal Comitato consultivo federale, il team che aveva redatto il rapporto è stato sciolto all’inizio di Settembre.

Tuttavia, il rapporto in sé non è stato né ritirato né corretto.

 

Il professor Santer ha dichiarato: “Il rapporto è ancora disponibile sul sito web del Dipartimento dell’Energia (DOE) e viene tuttora citato pubblicamente dal Segretario del DOE Wright come fonte credibile di informazioni sulla scienza del clima. Non lo è.”

 

Credit

  • University of East Anglia – DOE climate report ‘demonstrably incorrect’, say leading scientists
  • AGU Advances – Modeled and Observed Stratospheric Temperature Changes: Implications for Fingerprint Studies (DOI: 10.1029/2025AV002196)
  • Phys.org – DOE climate report ‘demonstrably incorrect’, say scientists in new analysis
  • EurekAlert! (AAAS) – DOE climate report ‘demonstrably incorrect’
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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