Due giorni. Tanto è durata la tregua. La seconda ondata di calore dell’anno si era appena spenta che ecco la terza, scattata questo sabato 4 luglio a mezzogiorno su dieci dipartimenti francesi. Dal 26 maggio al 1° giugno, poi dal 18 giugno al 2 luglio, e ora di nuovo: in Francia le fiammate si susseguono a un ritmo che, diciamolo, comincia a fare impressione. E questo, con ogni probabilità, è soltanto l’inizio.
Dieci dipartimenti in allerta, il sud-est torna a bollire
Il quadrante sudorientale è il primo a pagare il conto. Da sabato a mezzogiorno i Pirenei Orientali e l’Hérault, già in allerta gialla venerdì, sono passati all’allerta arancione: le soglie termiche diurne e notturne risulteranno superate per tre giorni e tre notti consecutive. Insieme a loro, altri otto dipartimenti del sud-est francese sono finiti in allerta gialla, ovvero Aude, Gard, Bouches-du-Rhône, Vaucluse, Drôme, Ardèche, Isère e Alpes-de-Haute-Provence. In totale dieci, e non è escluso che qualcuno salga di livello già domenica.
I numeri, del resto, parlano chiaro. Venerdì le colonnine oscillavano già tra 32°C e 37°C dalla Provenza alla Linguadoca. Sabato mattina, fuori dalle zone montuose, le minime non sono scese sotto i 21-23°C, con punte di 24-25°C lungo la costa. Nel pomeriggio si toccheranno spesso 36-38°C, localmente 39°C. Notti tropicali comprese, purtroppo. Chi vive lungo la valle del Rodano sa bene cosa significhi: finestre spalancate all’alba nella speranza di un filo d’aria che non arriva.
Weekend rovente, ma il peggio deve ancora venire
Per ora, in effetti, il resto della Francia respira. Nella metà settentrionale si viaggia su una media di 25-33°C, un po’ meno sulla costa della Manica, mentre dalle pianure della Nuova Aquitania fino a Tolosa e alla regione di Lione si arriva a 30-36°C. Caldo, certo, ma sotto le soglie ufficiali di canicola. Le notti restano respirabili quasi ovunque, con minime tra 14°C e 17°C al nord, e i valori più alti tra Bordeaux e La Rochelle.
Lunedì, però, la musica cambia. Le massime saliranno un po’ ovunque fino a 32-36°C, con una vasta fascia tra l’ovest della Nuova Aquitania, l’entroterra dell’Occitania e la Provenza dove si raggiungeranno 36-39°C. Nuovi dipartimenti della metà meridionale potrebbero finire almeno in allerta gialla. Al nord le notti miti terranno lontano il disagio. Per ora, almeno.
Un anticiclone dai valori quasi da record
E qui arriviamo al cuore della faccenda. Sull’Europa occidentale sta prendendo forma una nuova, imponente anomalia di geopotenziale a 500 hPa, con valori tra i più estremi del periodo di riferimento 1971-2021. Le mappe settimanali del modello europeo ECMWF mostrano una dorsale anticiclonica in rapida costruzione tra Spagna e Portogallo, con percentili che sfiorano il 99,5%. Non parliamo di una semplice espansione dell’anticiclone delle Azzorre, bensì di una vera ridistribuzione del campo di massa, alimentata da una dinamica atmosferica particolarmente vivace.
Il getto polare viene deviato ben a nord della struttura, mentre a sud le correnti scivolano verso il Mediterraneo occidentale. Il risultato? Un blocco atmosferico sul sud-ovest del continente, con aria calda e stabile intrappolata per giorni. La dorsale si rafforza in risposta a una saccatura posizionata sull’Atlantico nord-orientale, vicino all’Islanda, e la fusione con l’anticiclone delle Azzorre produce anomalie termiche a 500 hPa dell’ordine di 10-15°C sopra la norma.
Perché questa cupola di calore può durare a lungo
Diversi ingranaggi lavorano insieme, e tutti nella stessa direzione. C’è la subsidenza anticiclonica, con l’aria che scende lentamente ma su uno spessore di chilometri, comprimendosi e scaldandosi per riscaldamento adiabatico. C’è un soleggiamento pressoché ininterrotto, nel pieno del massimo estivo. E c’è l’aria subtropicale, in parte atlantica e in parte proveniente dal Sahara marocchino, pompata verso Spagna e Portogallo sul fianco occidentale della dorsale. Senza dimenticare i suoli: dopo un inizio d’estate segnato da una siccità severa, la scarsa evapotraspirazione lascia più energia disponibile per scaldare l’aria. Insomma, una tempesta perfetta, ma al contrario.
Già in questo fine settimana Portogallo e Spagna occidentale vedranno massime di 40-45°C in pianura e nelle valli, localmente oltre in Andalusia. Nei prossimi giorni la struttura tenderà a spostarsi verso est e nord-est, con effetti che riguarderanno anche l’Italia, pur mantenendo il nucleo più rovente tra la Penisola Iberica e la Francia.
E l’Italia? Occhi puntati sulla prossima settimana
Per il momento il cuore di questa ondata di calore resterà concentrato sull’ovest del continente. Ma un nuovo ciclo di rafforzamento e accumulo di masse d’aria calda è già atteso nel corso della prossima settimana, e la dorsale sembra avere tutte le carte in regola per allungarsi progressivamente verso la Francia settentrionale e il nord Italia, dopo la breve pausa dal caldo di questi giorni. Le città della Pianura Padana, Milano in testa, faranno bene a tenere d’occhio gli aggiornamenti: da metà settimana il termometro potrebbe riprendere a correre. Conviene attrezzarsi per tempo, soprattutto pensando alle persone fragili e più esposte.
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