Volete un consiglio spassionato? In questi giorni evitate di sbirciare le mappe dei grandi centri di calcolo internazionali, perché il rischio di rovinarvi l’umore è concreto. Diciamolo: chi lo fa per mestiere, e lo fa più volte al giorno, un certo groppo allo stomaco lo avverte. Da circa una settimana, infatti, le proiezioni mostrano con insistenza quasi ossessiva un’imponente struttura di matrice subtropicale, il famigerato anticiclone africano, pronta a riprendersi la scena sul Mediterraneo.
Una tregua che non è vero fresco
Le temperature sono scese, questo sì. Ma attenzione a non confondere l’attenuazione della calura con il refrigerio vero: i valori restano in linea con le medie del periodo, talvolta appena sopra, e in piena estate significa comunque caldo. Insomma, respiriamo, ma non illudiamoci. Ricordate cosa accadde nella parte finale di giugno? La prima, violenta ondata di calore della stagione investì l’Italia con temperature estreme, un evento che ha lasciato il segno su mezza Europa.
Ebbene, quello che potrebbe accadere a partire dalla prossima settimana rischia di ricalcare quelle orme. Anzi, volendo essere pignoli, alcune proiezioni termiche indicherebbero valori persino più alti in alcune zone del nostro Paese. Roba da non credere, eppure i numeri sono lì.
Quanto caldo farà davvero
Sparare cifre precise oggi sarebbe un azzardo, e chi lo fa con giorni di anticipo pecca quantomeno di presunzione. Le proiezioni potranno subire ritocchi in corso d’opera, ci mancherebbe, quindi prudenza. Un’idea, però, ce la possiamo fare: sulla base delle attuali elaborazioni, in varie località italiane i termometri potrebbero tornare a superare quota 40°C. Città come Bologna, Firenze, Roma e la stessa Milano sanno bene cosa significhi, visto quanto patito poche settimane fa.
E non è finita. Stavolta, con ogni probabilità, ci si metterà pure l’afa, ovvero il caldo umido, figlio dell’innalzamento dei tassi di umidità relativa alimentato da un Mar Mediterraneo già bollente. Il risultato? Un indice di calore che percepiremo ben oltre il dato reale del termometro. Una differenza tutt’altro che accademica, ve lo assicuro, soprattutto nelle ore notturne.
Prepararsi, senza allarmismi
Non è ancora il momento di fasciarsi la testa, sia chiaro. Però nemmeno di farci trovare impreparati, perché il ritorno del grande caldo sembra questione di giorni e la nuova fase rovente potrebbe durare parecchio. D’altronde, l’estate mediterranea di un tempo pare ormai un ricordo sbiadito: al suo posto, un copione che si ripete, fiammata dopo fiammata. Meglio saperlo per tempo, no?
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