Svolta in vista
Qualcosa si muove. Dopo una lunga fase schiacciata dall’anticiclone africano e da temperature decisamente fuori scala, i principali modelli previsionali mostrano segnali sempre più convincenti di un cambiamento della circolazione atmosferica sull’Europa e, di riflesso, anche sull’Italia. Non è un dettaglio da poco: parliamo di quel respiro che in tanti aspettano da giorni.
Dai primi giorni di luglio l’imponente promontorio subtropicale che ha alimentato l’ondata di caldo dovrebbe iniziare a perdere colpi. E qui arriva la novità più stuzzicante.
Anticiclone delle Azzorre di nuovo protagoniste
In effetti, il pezzo forte è l’ingresso di correnti nordoccidentali molto meno calde, favorite da un’espansione dell’anticiclone delle Azzorre verso l’Europa occidentale. Una configurazione che, diciamolo, con quella delle ultime settimane non ha proprio nulla a che spartire, quando il caldo di matrice africana comandava le redini su gran parte del continente.
Attenzione, però, a non fraintendere. Questo cambiamento non vuol dire che l’estate stia per spegnersi, né tantomeno che stia per arrivare un’ondata di freddo. Al contrario. Il quadro sembra orientarsi verso condizioni più equilibrate, con temperature più vicine alle medie climatiche del periodo. In parole povere, il caldo resterà, ma senza quegli eccessi che avevano spinto i termometri diffusamente oltre i 35°C e, a tratti, pure più su.
Temporali e contrasti, il prezzo della tregua
C’è un altro ingrediente da mettere sul tavolo, ovvero una netta recrudescenza dell’instabilità atmosferica. L’afflusso di aria un po’ più fresca in quota, a contatto con il calore accumulato nei bassi strati, potrà innescare temporali soprattutto sulle Alpi, sulle Prealpi e in un secondo momento anche su parte delle pianure e delle zone interne della Penisola. Nulla di banale: qua e là i fenomeni potranno risultare intensi, con forti rovesci, grandinate e raffiche di vento. La classica firma delle fasi di transizione tra masse d’aria differenti, insomma, quando due mondi si scontrano.
Nuova fiammata africana? I dubbi dei modelli
Negli ultimi giorni sono spuntati diversi scenari che ipotizzano una nuova e immediata fiammata africana. Per ora, a dire il vero, queste prospettive trovano appigli piuttosto fragili nelle elaborazioni più aggiornate. La linea prevalente continua a raccontare tutt’altra storia, ovvero una fase più temperata e un’atmosfera decisamente più vivace rispetto a quella immobile osservata finora.
Quanto durerà davvero questa pausa
Ed è proprio qui il punto più intrigante. Perché tutti si chiedono la stessa cosa: quanto durerà? Se le attuali proiezioni reggeranno, il periodo con temperature più gradevoli potrebbe accompagnarci per diversi giorni, arrivando a coprire buona parte della prima settimana di luglio. Una pausa tutt’altro che fugace, favorita da un flusso atlantico più presente e da un anticiclone disposto in modo da tenere lontane le masse d’aria più roventi in arrivo dal Nord Africa.
Il meteo dei prossimi giorni, quindi, andrà seguito con attenzione, perché potrebbe segnare l’avvio di una fase molto più vivibile. L’estate proseguirà il suo cammino, questo è poco ma sicuro. Ma almeno per ora aumentano le probabilità di ritrovare valori più sopportabili, lontani anni luce dall’afa opprimente di questi ultimi, interminabili giorni.
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