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Estate 2026 in rampa di lancio: Luglio sarà rovente, ma attenzione ai temporali violenti

Luca Martini di Luca Martini
07 Mag 2026 - 14:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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ECMWF ha aggiornato le proiezioni stagionali per l’estate e il quadro non è allegro. Luglio si preannuncia come il mese più pesante, con anomalie termiche oltre i 3°C rispetto alla norma su ampie zone d’Europa e temperature frequentemente sopra i 35°C in Pianura Padana, nelle zone interne di Sicilia e Sardegna e al Centro-Sud. Ovvio che si tratta di tendenze, non di verdetti definitivi. Le proiezioni stagionali sbagliano, succede. Ma i segnali stavolta sono piuttosto coerenti.

 

L’anticiclone africano ha spodestato le Azzorre

Le estati di trenta o quarant’anni fa erano diverse. L’Anticiclone delle Azzorre portava caldo sopportabile, qualche temporale nel pomeriggio sulle Alpi, notti relativamente fresche. Quando arrivava una vera ondata di calore durava una settimana, poi passava. Già nel corso degli anni ’90 del ‘900 si cominciarono a percepire i primi cambiamenti, ma adesso funziona in modo del tutto diverso. L’Anticiclone Africano ha preso il posto di quello oceanico, portando aria che viene direttamente dal Sahara. Quell’aria rimane più a lungo, scalda di più e non lascia scendere le temperature neanche di notte. Chi abita vicino al mare lo sa bene.

 

Giugno: già caldo, ma con temporali

Secondo le proiezioni, l’estate 2026 potrebbe partire tosta già da Giugno, con temperature medie di 1,5-2°C sopra la norma su gran parte d’Europa. Però Giugno non sarà solo caldo: ogni volta che arriva aria fresca dal Nord Europa e incontra quella calda già in posto, i temporali possono farsi sentire, anche con grandine e raffiche di vento. Al Nord Italia questi passaggi potrebbero essere frequenti.

 

Luglio: il mese che preoccupa

Luglio è il mese che spaventa di più. L’Anticiclone Africano potrebbe estendersi fino a coprire gran parte dell’Europa centrale e meridionale, dalla Spagna all’Ucraina, passando per Francia, Germania e Balcani. Una situazione che non riguarda pertanto solo il Mediterraneo ma rischia di interessare gran parte del continente europeo.

Gli anni recenti danno il senso della direzione. Luglio 2023 fu il terzo più caldo dal 1800, con valori da record al Sud sia di giorno che di notte. Il 2024 andò ancora peggio: ondata di calore lunga, picchi oltre i 40°C in diverse regioni, e il 22 Luglio tra i giorni più caldi mai misurati ovunque. Il 2022 aveva già sfiorato le anomalie dell’Estate 2003, quella delle migliaia di morti, degli anziani lasciati soli nelle case senza aria condizionata. Oggi quel paragone non fa più la stessa impressione. Ci siamo abituati, e forse è proprio questo il guaio peggiore.

 

Quando l’anticiclone cede arrivano i temporali

Quando l’Anticiclone Africano si incrina e arriva aria fresca dall’Atlantico, lo scontro tra le due masse può essere violento. Temporali con grandine grossa, raffiche di vento improvvise, nubifragi che in meno di un’ora possono scaricare più pioggia di quello che mediamente cade in tutto un mese. In Pianura Padana e nelle zone alpine questi episodi ormai si ripetono ogni estate. Automobili distrutte, tetti scoperchiati, campi devastati dalla grandine. Notizie che non fanno più notizia, anche se i danni aumentano.

 

El Niño

Ma tutto questo non basta, perché El Niño sta crescendo di intensità e sebbene l’effetto sull’Italia non sia diretto, tende a spingere l’Anticiclone Africano ancora più a nord del solito, allungando la durata delle ondate di calore sul Mediterraneo. Di positivo c’è che El Niño dovrebbe farsi più intenso solo verso il finire dell’Estate e quindi potrebbe non riuscire ad avere una chiara influenza sulla stagione calda.

Le proiezioni restano proiezioni, con tutti i limiti che hanno. I segnali però convergono tutti nella stessa direzione di un’altra stagione estiva sopra le righe.

Credit

  • ECMWF
  • NOAA – GFS
  • WMO – World Meteorological Organization
  • Copernicus Climate Change Service
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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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