
(TEMPOITALIA.IT) Le rilevanti anomalie climatiche di questa primavera non depongono bene in vista del meteo dell’estate 2026 che è ormai dietro l’angolo. Il timore concreto è di una stagione calda che potrebbe partire a razzo in anticipo, con l’anticiclone africano che inizia già a scaldare i motori. Ormai le estati italiane sono sempre più dominate da questa figura anticiclonica, che ha spodestato l’anticiclone delle Azzorre che invece un tempo era il protagonista principale di tutto il trimestre caldo.
Non c’è più l’anticiclone delle Azzorre
L’anticiclone delle Azzorre fungeva in qualche modo da termoregolatore, convogliando masse d’aria calde di matrice oceanica, ma non roventi come quelle costantemente convogliate dalle latitudini subtropicali come avviene con il famigerato anticiclone africano. Il sostanziale cambio di schema, con cui ormai abbiamo a che fare da qualche decennio, favorisce ondate di calore sempre più frequenti e durature, mentre un tempo duravano lo spazio di alcuni giorni per poi cedere il passo a fasi più vivibili, dove le temperature raggiungevano a fatica i 30-32 gradi.
Che estate dobbiamo aspettarci? Alla luce di quanto appena evidenziato, la storia sembrerebbe quasi già delineata. Si profila l’ennesima stagione nel complesso molto calda, ormai si tratta di uno scenario meteo quasi scontato, per quanto ripetitivo. Non c’è da sperare in nulla di buono. Ormai ci siamo quasi, con l’estate 2026 che potrebbe decollare ben prima di quanto si possa immaginare. I segnali sembrano quindi andare verso le prime vampate di calore tipicamente estive già a maggio dapprima al Sud e poi entro fine mese anche al Centro-Nord.
Canicola già da giugno, ma il peggio si profila per luglio
Le ultime simulazioni di calcolo dei Centri Meteo più prestigiosi, a partire dalle elaborazioni del modello europeo ECMWF, non sembrano lasciare scampo e viene tratteggiato un quadro severo. L’estate entrerà pienamente nel vivo già da giugno, facilitata da una primavera già calda che ha contribuito a scaldare in anticipo anche i mari. Secondo le proiezioni, già nel primo mese dell’estate le temperature medie potrebbero discostarsi dalla media anche di +1,5°C/+2°C non solo sull’Italia, ma anche sul comparto europeo. In questo quadro, il meteo non sarà sempre tranquillo con potenziale instabile che non mancherà soprattutto sul Nord Italia.
Il peggio dell’estate sembra però concretizzarsi per il mese di luglio, quando è probabile che il cupolone anticiclone africano possa attanagliare l’Italia per gran parte del mese. Le temperature potrebbero quindi misurare a tratti picchi molto elevati con potenziale anche per avvicinare record misurati negli ultimi anni. L’Italia, così come la Spagna, il sud della Francia, le zone alpine e i Balcani sembrano essere le zone europee più colpite dalla calura estrema, con la temperatura media mensile che potrebbe superare i valori tipici del periodo, a livello nazionale, anche di oltre 2 gradi.
Se queste proiezioni fossero confermate, si assisterebbe ad una stagione decisamente rovente, comunque in linea con le ultime. L’estate 2026 rischia di riscrivere ancora una volta le statistiche climatiche, confermando un trend inesorabile a cui assistiamo in modo galoppante da oltre un decennio. In tutto questo periodo si concentrano le estati più calde, eccezion fatta per quella del 2003 che si mantiene ancora come la più calda della storia, ma che sembrava allora come un unicum climatico destinato difficilmente ad essere eguagliato. Ormai invece ci stiamo avvicinando sempre più pericolosamente a quei livelli.
Rischio di un’Estate lunghissima, che potrebbe protrarsi fino ai primi mesi autunnali
A giudicare dai dati attuali, la progressione dell’estate 2026 rischia non di avere dei semplici periodi caldi, ma come un autentico, lunghissimo incubo. In poche parole, l’anticiclone africano potrebbe fare presenza fissa e dominare quasi senza sosta, senza concedere respiro. Le proiezioni suggeriscono una durata anomala dell’estate, che potrebbe estendersi su almeno quattro mesi se va bene, ma forse persino cinque mesi. Maggio e Giugno potrebbero già mostrare i muscoli, anticipando i tempi, per poi trascinarsi stancamente fino a Settembre e, con molta probabilità, anche alla prima parte di ottobre.
Inutile dire che un caldo del genere rappresenterebbe un’emergenza davvero gravissima per la popolazione. Gli effetti negativi imporrebbero una seria attenzione per le categorie fragili, le più esposte. Il caldo estremo sarebbe più come un vero e proprio meteo avverso, una maratona estenuante per il fisico e per la mente. Non solo anziani e bambini sarebbero a rischio, ma anche soprattutto tutte le categorie di lavoratori che trascorrono ore all’aperto. Nelle ondate di calore più roventi, il divieto di lavoro all’aperto sarebbe una necessità nelle ore più calde del giorno, specie per il comparto agricolo.
Siamo ai nastri di partenza
Luglio come già detto, ma forse anche agosto, si annunciano tremendi e proprio a cavallo di questi due mesi le anomalie rispetto alla norma potrebbero raggiungere i massimi, distanziandosi dai 2 ai 3 gradi dalle statistiche di riferimento dell’ultimo trentennio. L’inizio dell’estate appare ormai davvero dietro l’angolo, questione di giorni o settimane salvo sorprese che possano soppiantare l’andamento del prossimo mese.
La prima parte di maggio si preannuncia sicuramente più movimentata con il passaggio di qualche perturbazione soprattutto al Nord e sulle regioni centrali. Le temperature rischiano però subito di assestarsi sopra la media specie al Sud dove l’influenza di correnti africane potrebbe subito portare l’estate anticipata e sarebbe solo l’inizio di un periodo meteo che rischia di soffocarci a lungo.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (TEMPOITALIA.IT)








