
(TEMPOITALIA.IT) L’illusione di una primavera dal meteo sempre più stabile e avviata a passare il testimone verso l’estate non troverà conferme. Chi sperava in un lungo periodo di sole uniforme su tutta l’Italia rimarrà deluso, o forse accontentato, a seconda di dove vive. Lo scenario meteorologico sull’Europa sembra subire uno scossone radicale ad inizio maggio. Le correnti atlantiche riprenderanno a scorrere sul nostro Paese, mentre il freddo sui paesi orientali del Continente sarà respinto via.
Cosa dobbiamo attenderci sull’Italia? Probabilmente il nostro Paese si troverà meteorologicamente diviso in due, un copione che abbiamo già visto, in effetti, ma che non smette mai di stupire per la sua violenza nei contrasti. Tutto questo non accadrà immediatamente, avremo ancora un weekend, quello del 2 e 3 Maggio, tutto sommato gestibile, ma la vera svolta, quella che rimescolerà le carte in tavola, è attesa a partire da Lunedì 4 Maggio.
Per capire la portata di questo cambio di circolazione dobbiamo allargare lo sguardo all’intero scacchiere atlantico. Fino ad ora, una robusta area di alta pressione ha agito come un solido scudo che ha generato un vero e proprio muro alle perturbazioni oceaniche, costrette a sbattere e a deviare la propria rotta lontano dal cuore del nostro Continente. Questo blocco, che ci ha protetto dalle perturbazioni, ben presto mostrerà evidenti segni di cedimento.
Si sblocca la circolazione, ecco il ritorno delle perturbazioni atlantiche
Non è un processo improvviso, intendiamoci, ma piuttosto una lenta erosione che permetterà al flusso instabile atlantico di riprendere vigore e di puntare dritto verso l’Europa centro-occidentale e, inevitabilmente, anche verso il Mediterraneo. Che significa questo per noi? È presto detto. Le masse d’aria umida e fresca, associate alle perturbazioni, torneranno a far visita alle nostre latitudini dopo una lunga assenza. Innanzitutto, a pagare il dazio più alto di questo cambio di circolazione sarà il Nord Italia.
Già dalle prime ore di Lunedì 4 Maggio, le prime piogge, inizialmente deboli, torneranno a bagnare diffusamente le regioni settentrionali a partire da ovest e tenderanno a intensificarsi rapidamente, trasformandosi in rovesci e temporali anche di forte intensità. L’aria fresca atlantica, scontrandosi con il relativo tepore accumulato precedentemente, fornirà l’energia necessaria per fenomeni localmente violenti. Non si tratterà della classica pioggerellina primaverile, ma di vere e proprie passate temporalesche, accompagnate talvolta da grandinate e forti raffiche di vento.
La novità sarà il ritorno in piena regola alle dinamiche perturbate sotto la regia delle classiche correnti da ovest e sud-ovest. Questo scenario sarà un toccasana per le riserve idriche che soffrono di una certa penuria su alcune aree del Nord, ma anche un potenziale pericolo per il territorio se le precipitazioni dovessero risultare troppo concentrate nel tempo e nello spazio. Anche le temperature subiranno un tracollo verticale rispetto al weekend, riportandosi su valori decisamente più consoni al periodo, se non addirittura inferiori alla media.
Caldo africano punterà il Sud, picchi oltre i 30 gradi
Non tutta Italia avrà lo stesso tempo, ma anzi al Sud la situazione sarà diametralmente opposta, quasi fossimo in un altro continente. Mentre il Nord farà i conti con ombrelli e giacche leggere, le regioni meridionali e le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, si troveranno sotto l’influenza diretta di un potente richiamo di aria calda di matrice subtropicale, stuzzicato proprio dall’ondulazione depressionaria presente più ad ovest. Questo accade perché, mentre la perturbazione affonda verso il Mediterraneo occidentale, richiama davanti a sé, per un gioco di correnti, masse d’aria direttamente dal deserto del Sahara.
Il risultato sarà un’impennata termica repentina e vigorosa. Non stiamo parlando di un semplice tepore, ma di temperature che saliranno ben oltre i 30°C, con punte che potrebbero addirittura avvicinarsi ai 35°C nelle zone interne delle isole maggiori e della Puglia. Non sarà certo questa la vera estate, ma il risultato combinato di masse d’aria calde sahariane che tra l’altro coloreranno i cieli di quelle tonalità tendenti al giallognolo, lattiginoso, a causa del grande carico di polvere desertica sospesa in atmosfera.
Italia nel bel mezzo di contrasti esplosivi
La vera insidia meteorologica non sta solo nelle piogge del Nord o nel caldo del Sud, bensì nella zona di confine tra queste due masse d’aria così diverse. In effetti, l’Italia centrale si troverà proprio nel mezzo di questo campo di battaglia atmosferico. È qui che i contrasti termici saranno più esasperati e dove, di conseguenza, il rischio di fenomeni violenti sarà più elevato, seppure probabilmente maggiormente localizzati. L’aria fresca atlantica cercherà di scalzare quella calda e umida preesistente, creando una miscela esplosiva.
Monitorare l’evoluzione in questa fascia sarà cruciale: temporali a supercella, grandine di grosse dimensioni e persino isolati fenomeni vorticosi non sono affatto da escludere dove il contrasto sarà maggiore, un’eventualità che, speriamo, rimanga solo teorica, ma che la meteorologia ci insegna a non sottovalutare mai quando ci sono in gioco energie termiche così elevate. Guardando oltre i primi giorni della settimana del 4 Maggio, sembra che questa dinamica, questa profonda spaccatura dell’Italia, possa persistere per gran parte della settimana, seppur con locali e temporanee oscillazioni del fronte instabile.
Il flusso atlantico appare, per il momento, piuttosto tonico, capace di inviare impulsi perturbati a ripetizione verso l’Europa occidentale, mantenendo attiva la circolazione depressionaria sul Mediterraneo centro-occidentale. Al contempo, il promontorio africano non sembra intenzionato a cedere facilmente il passo, continuando a pompare aria calda verso il Sud Italia. Un assetto barico che ci terrà col fiato sospeso, dove ogni piccolo spostamento dei centri di alta e bassa pressione potrebbe determinare cambiamenti significativi delle condizioni meteo al suolo.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (TEMPOITALIA.IT)








