(TEMPOITALIA.IT) Dall’inizio della primavera l’Italia attende piogge organizzate, quelle vere, diffuse e prolungate che bagnano i campi per ore e riempiono gli invasi. Quello che c’è stato, in effetti, è stata una sequenza di temporali intensi ma localizzati, capaci di scaricare decine di millimetri su pochi chilometri quadrati lasciando completamente all’asciutto le zone vicine. L’unico peggioramento davvero strutturato risale alla prima metà di Aprile. Da allora, sole e ancora sole, con qualche rovescio estivo fuori stagione. Ora i modelli meteorologici vengono interrogati su cosa succederà a Maggio, e le loro risposte divergono in modo significativo.
GFS: tra anticiclone e instabilità
Le ultime emissioni del modello americano GFS dipingono uno scenario caratterizzato da un timido ritorno delle correnti occidentali, con saccature atlantiche però poco incisive. Dopo il periodo di instabilità legata al passaggio perturbato di fine Aprile, il modello vede il transito di una saccatura atlantica tra il 4 e il 6 Maggio e poi una rimonta anticiclonica africana a partire dal 7-8 Maggio, che potrebbe però lasciare spazio a infiltrazioni umide provenienti dal Mediterraneo, con conseguente instabilità sparsa specie al Centro-Nord e qualche veloce temporale. La porta atlantica, in questo scenario, rimarrebbe semi-sbarrata, l’instabilità sarebbe portata da zone debolmente cicloniche presenti nel basso Mediterraneo, le temperature rimarrebbero sopra la norma del periodo.
ECMWF e ICON: una saccatura atlantica apre uno spiraglio
Il modello europeo ECMWF, affiancato in questa lettura dal tedesco ICON che si muove su posizioni analoghe, racconta una storia diversa. Secondo queste simulazioni, attorno al 4-5 Maggio l’anticiclone potrebbe subire un cedimento più deciso, aprendo uno varco alle correnti atlantiche verso il Mediterraneo. Una saccatura oceanica riuscirebbe a fare breccia investendo in primo luogo il Nord Italia con piogge diffuse, rovesci e temporali. Una finestra che potrebbe estendersi anche all’Europa occidentale, con Francia e Spagna coinvolte da un flusso perturbato più organizzato.
Va però chiarito subito un aspetto: anche nello scenario più favorevole disegnato da ECMWF, si tratterebbe di una saccatura a carattere estivo, rapida e concentrata. Qualche giornata di maltempo intenso, magari con temporali forti, ma senza quella continuità che servirebbe a recuperare davvero il deficit accumulato. Le precipitazioni sarebbero comunque benvenute, ma non risolutive.
Divergenza tra modelli: la causa
La distanza tra GFS da un lato e ECMWF con ICON dall’altro non è una normale oscillazione previsionale. Riflette un’incertezza reale sulla struttura del pattern circolatorio europeo nelle prime settimane di Maggio, una fase in cui piccole differenze nella posizione dell’anticiclone determinano scenari molto diversi. Dopo il passaggio perturbato di fine Aprile, l’atmosfera si troverà in una condizione di transizione delicata, e i modelli faticano a trovare un accordo su dove si posizionerà l’equilibrio.
Quello che è certo è che la posta in gioco supera la semplice comodità di un fine settimana asciutto o piovoso. Le piogge di Maggio sono fondamentali per gli invasi idrici, per le colture agricole e per i ghiacciai alpini, dove eventuali nevicate tardive costituiscono un prezioso manto protettivo prima dell’arrivo del caldo estivo. Perdere anche questa finestra primaverile significherebbe arrivare all’estate con un deficit idrico difficile da gestire.
Per il momento occorre attendere i prossimi aggiornamenti. Se ECMWF e ICON manterranno la loro posizione, lo scenario di una svolta atlantica attorno al 5-6 Maggio guadagnerà credibilità. Se invece dovessero convergere verso la soluzione GFS, ci si dovrà accontentare di una vivace instabilità ma a macchia di leopardo. Nei prossimi giorni il quadro dovrebbe diventare più nitido.









