
(TEMPOITALIA.IT) Quasi un mese di blocco. L’Alta Pressione ha dominato il Mediterraneo con una tenacia fuori dal comune, e il risultato lo conosciamo bene: perturbazioni atlantiche deviate verso nord, piogge organizzate praticamente assenti, qualche temporale violento e localizzato ogni tanto. Roba che scarica trenta millimetri in venti minuti su un comune lasciando all’asciutto quello a cinque chilometri di distanza. Non è questo il tipo di pioggia che serve.
Pioggia che arriva di colpo, scarica tutto in pochi minuti e se ne va. Il terreno non fa in tempo ad assorbirla, le falde restano dove sono, i bacini pure. Nel frattempo si va avanti con le riserve accumulate in inverno, ma prima o poi anche quelle finiscono. Il Ponte del 1° Maggio soleggiato e caldo ha fatto contenti i vacanzieri, ma sul fronte idrico non ha spostato nulla.
Il Nord paga il conto più salato
Al Nord Italia le settimane passano e il deficit pluviometrico cresce. Siamo nel periodo in cui di solito piove di più, quello in cui le risaie del Vercellese e del Novarese si allagano, il mais mette radici e le falde si riempiono in vista dell’estate. Quest’anno il calendario dice Maggio ma l’acqua non c’è. La Lombardia è la regione messa peggio, soprattutto nella pianura orientale. Piemonte e Valle d’Aosta hanno qualche riserva in più grazie alle nevicate invernali e a qualche pioggia in montagna, ma non è che la situazione sia tranquilla neanche lì.
I piccoli cedimenti dell’anticiclone finora non hanno cambiato le carte in tavola. Qualche temporale sparso, intenso dove si è abbattuto, poi di nuovo sereno. Non basta.
Dal 4-5 Maggio qualcosa si muove,
Attorno al 4-5 Maggio il blocco anticiclonico potrebbe finalmente cedere. La porta atlantica si riaprirebbe, con correnti umide da ovest dirette verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo centro-settentrionale. Fin qui i modelli concordano. Poi le strade divergono.
ECMWF vede una ferita abbastanza profonda nel blocco, con precipitazioni diffuse al Nord per due o tre giorni, più abbondanti su Alpi, Prealpi e zone pedemontane di Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, con estensione alle Marche e alla Toscana. Anche GFS vede il peggioramento atlantico ma in maniera meno accentuata.
L’Italia che si divide
Secondo ECMWF lo schema sarebbe quello tipico delle grandi piovute alpine: piogge abbondanti al Nord e su parte del Centro, quasi nulla sotto il Lazio. Al Sud e sulle Isole Maggiori l’anticiclone terrebbe ancora, con giornate soleggiate e temperature che non accennano a scendere. In sostanza, due situazioni opposte nello stesso Paese: chi aspetta la pioggia da settimane e chi invece fa i conti con il caldo.
Nel quadro europeo, tra i Balcani e la Russia staziona un vortice freddo, mentre da ovest spinge una rimonta calda. L’Italia è in mezzo, sfiorata dai refoli freddi ma non investita. Tutto dipende da quanto la depressione islandese riuscirà a farsi strada verso est: se ci riuscirà, il flusso atlantico arriverà con una certa decisione. Se invece l’anticiclone reggerà, lo spiraglio si richiuderà rapidamente.
GFS per ora non si convince e punta su perturbazioni rapide e poco incisive. Nei prossimi aggiornamenti si capirà quale dei due modelli ha visto giusto. Nel frattempo Maggio avanza, e ogni giorno senza pioggia organizzata è un giorno in meno per ricaricare invasi, falde e ghiacciai alpini prima che arrivi l’estate.








