(TEMPOITALIA.IT) Siamo nel pieno dell’irruzione. Già da questa mattina i temporali si attiveranno sulle Alpi, sulle Prealpi e sulle pianure del Triveneto, con rovesci che si intensificheranno nel corso della giornata estendendosi progressivamente alle pianure di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. La svolta tanto annunciata è arrivata, e sta facendo sentire il suo peso.
Il responsabile di questo trambusto è un nucleo d’aria instabile e fredda proveniente dall’Europa Orientale, legato a una vasta saccatura artica che ha scalzato l’anticiclone dal fianco settentrionale. L’aria più fresca scende di latitudine con decisione, innescando forti contrasti con la massa d’aria ancora mite preesistente. Il risultato è una fase di marcata instabilità che nella giornata odierna si concentra soprattutto al Nord, mentre il Centro-Sud assiste ancora a una prevalenza di sole, interrotta da qualche rovescio pomeridiano sulle aree interne e sull’Appennino.
Giovedì 30: la sferzata colpisce il Centro-Sud
Il fronte perturbato non si fermerà al Nord. Nella giornata di Giovedì 30 Aprile la perturbazione scorrerà verso le regioni centro-meridionali, portando variabilità e temporali intermittenti con grandinate locali, fenomeni più frequenti sui versanti adriatici e sulle zone interne appenniniche. Le aree affacciate sull’Adriatico saranno tra le più esposte, investite in pieno dal flusso di Bora e Grecale che accompagnerà l’ingresso dell’aria fredda. Al Nord intanto la situazione migliorerà gradualmente, con sole in arrivo e solo qualche precipitazione residua sul Piemonte occidentale.
Il dato che colpisce di più è quello termico. Il calo sarà brusco, di quelli che si sentono addosso: oltre 10°C in meno rispetto ai valori registrati a inizio settimana, con le regioni adriatiche e le conche interne appenniniche a subire le perdite più consistenti. Sull’Appennino centrale, soprattutto in Abruzzo, qualche spruzzata di neve potrebbe raggiungere le quote più elevate, generalmente oltre i 1500-1800 metri. I termometri faticheranno a superare i 15°C sulle coste più esposte ai fenomeni. Un’aria pesante, fredda, rafforzata da venti sostenuti che renderanno la percezione termica ancora più acuta.
L’origine di questa irruzione
Vale la pena capire cosa sta accadendo a scala più ampia. L’anticiclone, pur recuperando quota sull’Europa centro-occidentale, non riesce a spingersi abbastanza verso est, lasciando aperto un varco sul Mediterraneo centrale alle correnti fredde continentali da nordest. Il fulcro della depressione transita lontano dall’Italia, sulle regioni danubiane e balcaniche, il che spiega perché le precipitazioni, pur presenti, non risulteranno abbondanti e diffuse come ci si potrebbe aspettare da un’irruzione fredda di questa portata. Una rasoiata, in sostanza, più che una perturbazione strutturata. Intensa, rapida, e destinata a esaurirsi in fretta.
Dal 1° Maggio: torna il sole
La sferzata fredda avrà vita breve. Già a partire da Venerdì 1° Maggio la pressione tornerà a salire con decisione, il sole si imporrà sul grosso del Paese e solo tra Calabria e Sicilia insisteranno gli ultimi residui di instabilità. Venti settentrionali ancora sostenuti manterranno le temperature su valori frizzanti, ma il peggio sarà alle spalle.
Nel corso del Ponte del 1° Maggio l’anticiclone abbraccerà di nuovo l’intero Paese. Le temperature risaliranno in modo deciso nelle aree più colpite dai fenomeni nei giorni precedenti, ma non si tornerà ai valori quasi estivi del passato weekend. Sarà un weekend di piena primavera, ma senza eccessi, e per molti è una notizia più che benvenuta.
Questa tregua anticiclonica, però, non sembra destinata a durare. Già all’inizio della settimana successiva il promontorio di alta pressione potrebbe essere scalzato dal ritorno di perturbazioni atlantiche con flussi umidi da ovest, una svolta che potrebbe condizionare sensibilmente il meteo della prima decade di Maggio. Ma questa è un’altra storia.









