
(TEMPOITALIA.IT) Ancora forte maltempo nei prossimi giorni. Le condizioni meteo sull’Italia rimangono particolarmente instabili e perturbate. L’arrivo di aria fresca e instabile in quota, collegata a un vortice depressionario presente sul Nord Europa, darà luogo a fenomeni temporaleschi di una certa intensità. Oltre alle precipitazioni abbondanti, aumenterà anche il rischio di grandinate, fenomeni che potrebbero risultare localmente intensi a causa della grande energia presente in atmosfera.
Quali saranno le regioni più colpite
Prima di tutto, dopo le violente grandinate di Lunedì 11 Maggio, prepariamoci a nuovi rischi tra Giovedì 14 e Venerdì 15. IU modelli ECMWF e GFS lo vedono entrambi. In linea generale, anche se mancano ancora alcune ore, le prime aree coinvolte saranno le zone alpine di Piemonte e Lombardia. In particolare, l’attenzione è rivolta al Biellese, al Verbano e all’alto Vercellese, oltre che alle province di Varese e Como, dove si potrebbero sviluppare sistemi temporaleschi di lunga durata e soprattutto ricchi di chicchi di ghiaccio. Il maltempo si spingerà verso levante, con i nuclei temporaleschi pronti a spostarsi verso le pianure del Nord Italia e in particolare verso il Nord-est.
Non dimentichiamoci poi dei rischi tra la Liguria di levante e l’alta Toscana, aree per le quali viene indicato un rischio elevato di nubifragi e possibili grandinate. In Lombardia il pericolo sarà particolarmente marcato tra pianure e Prealpi, favorito anche dai fenomeni da stau. Il Triveneto, soprattutto sulle alte pianure, sarà esposto a temporali forti con possibilità di rovesci intensi.

Attenzione alle supercelle
Gli esperti non escludono la formazione di supercelle. Si tratta di fenomeni meteo particolarmente violenti, capaci di produrre grandine di grosse dimensioni, forti raffiche di vento e precipitazioni molto intense in poco tempo. Purtroppo sono temporali che si possono prevedere solo a pochissime ore dall’evento, e in questo articolo è possibile trattare unicamente il rischio.
Come si forma la grandine
La grandine nasce all’interno dei cumulonembi, le grandi nubi temporalesche che si sviluppano verticalmente fino a quote molto elevate. All’interno di queste nubi si generano potenti correnti ascensionali che trasportano verso l’alto gocce d’acqua e piccoli cristalli di ghiaccio. Nelle zone più fredde della nube, dove le temperature scendono ben sotto lo zero, le gocce d’acqua congelano formando i primi chicchi di grandine.
Quando diventano grandi
Questi piccoli nuclei ghiacciati vengono continuamente spinti verso l’alto e poi ricacciati verso il basso dalle correnti interne alla nube. Più volte compiono questo percorso su e giù, più crescono di dimensioni. La grandine cade al suolo quando il suo peso supera la forza delle correnti che la sostengono. In presenza di forte instabilità atmosferica – con aria fredda in quota e aria calda e umida nei bassi strati – i chicchi possono raggiungere dimensioni notevoli: la spinta verso l’alto è talmente forte che, prima di cadere, possono compiere molti cicli, ingrandendosi progressivamente.
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