• Privacy
martedì, 12 Maggio 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Neve sulle Alpi e maltempo ovunque: l’irruzione fredda sull’Italia non si ferma

Il modello matematico europeo ECMWF conferma un'intensa irruzione di aria fredda artica che investirà l'Italia tra il 13 e il 17 maggio. Forti temporali, crollo delle temperature ben al di sotto della media stagionale, venti violenti e neve abbondante sull'Arco Alpino, con il limite nivale in calo fino a 1.500 metri.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
12 Mag 2026 - 19:15
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
Share on FacebookShare on Twitter
Nuova irruzione fredda sull’Italia: le Alpi si imbiancano e il maltempo si fa sentire

(TEMPOITALIA.IT) Il modello matematico europeo ECMWF delinea per l’Italia uno scenario meteo decisamente insolito per la seconda metà di maggio. Una poderosa irruzione di aria fredda di origine artica si abbatterà sulla Penisola in più fasi distinte, portando con sé un corredo completo di fenomeni avversi: temporali anche violenti, un brusco crollo delle temperature, venti forti su più regioni e, sulle Alpi, nevicate tardive ma abbondanti che riporteranno la neve fino a quote relativamente basse. Le regioni più a rischio saranno quelle settentrionali e quelle tirreniche, ma l’instabilità non risparmierà nemmeno il Centro-Sud. Un episodio che il modello matematico ECMWF mostra con notevole coerenza nelle sue proiezioni e che vale la pena analizzare nel dettaglio, giorno per giorno.

 

Il meccanismo dell’irruzione: la Porta del Rodano e la saccatura atlantica

Per comprendere quanto sta per accadere, occorre partire dal quadro sinottico su scala europea. Il modello matematico ECMWF mostra, a partire da mercoledì 13 maggio, la progressiva discesa verso il Mediterraneo di una saccatura depressionaria proveniente dall’Atlantico settentrionale, con valori di geopotenziale a 500 hPa – in quota – particolarmente bassi sull’Europa occidentale. Questa configurazione favorirà l’attivazione di un meccanismo ben noto ai meteorologi: l’ingresso di aria fredda attraverso la cosiddetta Porta del Rodano, il corridoio di bassa pressione che si apre tra il Massiccio Centrale francese e le Alpi, permettendo alle correnti fredde settentrionali di scivolare verso il Golfo del Leone e di lì verso il Mar Ligure e l’Italia.

La pressione al suolo sul settore franco-ligure scenderà rapidamente tra giovedì 14 e venerdì 15 maggio, con il nucleo depressionario che si approfondirà fino a valori di 1.000-1.001 hPa sul Golfo del Leone nella giornata di sabato 16. Si tratterà di un minimo barico al suolo di tutto rispetto per il mese di maggio, capace di organizzare intorno a sé un flusso perturbato esteso e persistente. Il freddo polare rovescerà il meteo di questo mese in modo deciso, con un’anomalia termica in quota tra le più marcate registrate in questo periodo dell’anno.

 

13-14 maggio: il primo impulso freddo

Le prime avvisaglie dell’irruzione si faranno sentire già nelle giornate di mercoledì 13 e giovedì 14 maggio. Il modello matematico ECMWF mostra per questi giorni una pressione al suolo intorno a 1.006-1.007 hPa sul Nord Italia, con un campo barico ancora indeciso ma già orientato verso il peggioramento. Le correnti, provenienti da nordovest, inizieranno a trasportare aria fresca verso la Penisola, con temperature alla quota di 850 hPa – corrispondente a circa 1.500 metri – già comprese tra 4°C e 6°C sul settore nordoccidentale. Un’anomalia negativa rispetto alla norma stagionale già nell’ordine di 4-8°C sotto la media climatologica 1991-2020.

Le precipitazioni di questi due giorni riguarderanno principalmente la Liguria, le Alpi occidentali e i versanti tirrenici del Centro. Non si tratterà di fenomeni eccezionali, ma saranno il preludio di quanto arriverà nel weekend. Per Milano e Torino si prevedono cieli coperti con piogge intermittenti, temperature massime non oltre i 17-18°C, ben al di sotto dei valori attesi per questo periodo.

 

Il picco del maltempo tra il 15 e il 16 maggio

Questa è la fase più intensa e preoccupante dell’intera sequenza previsionale. Tra venerdì 15 e sabato 16 maggio il modello matematico ECMWF mostra il minimo depressionario al suolo raggiungere la sua massima profondità, con 1.000-1.001 hPa sul Golfo del Leone. L’aria fredda, incanalata attraverso la Porta del Rodano, dilagherà con forza verso il Mar Ligure e poi verso tutta la Penisola, dando il via a una fase di maltempo diffuso e organizzato.

Le precipitazioni colpiranno in modo particolare la Liguria, le aree prealpine di Piemonte, Lombardia e Veneto, nonché il versante adriatico da Venezia a Trieste. Proprio il comparto nord-orientale si prospetta tra i più esposti: le proiezioni del modello matematico ECMWF indicano accumuli di pioggia nelle 24 ore di sabato 16 nell’ordine dei 27-47 millimetri sull’intero arco alpino, con punte che nell’area di Trieste e delle Alpi Giulie potranno raggiungere i 74-94 millimetri. Un quantitativo eccezionale per una singola giornata di maggio. Sulla Liguria e sull’Appennino settentrionale gli accumuli giornalieri si attesteranno tra i 22 e i 44 millimetri, con i tratti più esposti alla corrente umida di libeccio che potranno ricevere anche 50-60 millimetri. Per Genova si preannuncia una giornata particolarmente intensa, con temporali localmente violenti nel corso della sera e della notte tra venerdì e sabato.

Il flusso perturbato si estenderà poi verso il Centro: Toscana, Umbria, Marche e Lazio riceveranno precipitazioni diffuse tra i 22 e i 32 millimetri nelle 24 ore più attive. Per Roma si prevedono rovesci e temporali, con accumuli nell’ordine dei 15-25 millimetri. Anche il Sud non sarà risparmiato: Campania, Calabria e settori orientali della Sicilia si troveranno esposti a temporali, localmente intensi, favoriti dall’incontro tra l’aria fredda in quota e l’aria più calda e umida ancora presente sui bassi strati del Mediterraneo. Per Napoli e Palermo si prevedono fenomeni discontinui ma localmente significativi, con possibilità di grandinate nelle aree interne.

 

Il crollo termico: temperature da inizio aprile

Il modello matematico ECMWF è inequivocabile sul crollo termico associato a questa irruzione fredda. Alla quota di 850 hPa – circa 1.500 metri – le temperature si porteranno tra i 4°C e gli 8°C sul Nord Italia nella giornata di sabato 16 maggio, con un’anomalia negativa rispetto alla media climatologica 1991-2020 stimata tra i 10°C e i 15°C sotto la norma. Si tratta di valori che il modello matematico europeo indica come tra i più anomali per questo periodo: una massa d’aria fredda più simile a quella tipica di marzo inoltrato che non della seconda decade di maggio.

Al suolo, le ricadute saranno immediate e pesanti. Le temperature massime di sabato 16 e domenica 17 maggio faranno fatica a spingersi oltre i 14-16°C sulle pianure del Nord Italia, con Milano e Bologna che si attesteranno su valori non superiori ai 15°C durante le fasi di pioggia più intensa. Nelle valli alpine i termometri caleranno ulteriormente, scendendo anche sotto i 10°C nelle ore più fredde. Al Centro le massime rimarranno comprese tra i 15°C e i 17°C, con le aree appenniniche che potranno scendere anche sotto i 13°C nelle fasi di precipitazione. Al Sud il calo sarà meno drastico ma comunque percettibile, con massime generalmente comprese tra i 17°C e i 19°C.

Le minime notturne sul Nord Italia si porteranno tra i 10°C e i 13°C sulle pianure, ma nelle vallate alpine ben esposte alla corrente fredda i valori potranno scendere verso 0°C e, nelle aree di alta quota, abbondantemente sotto zero. Un crollo che il modello matematico ECMWF restituisce con chiarezza anche attraverso le mappe dell’anomalia termica a 2 metri dal suolo, che mostrano l’intera Penisola immersa in un’area di anomalia negativa persistente per tutta la durata dell’evento.

 

La neve sull’Arco Alpino: accumuli eccezionali per maggio

Uno degli aspetti più spettacolari di questa irruzione fredda riguarda le nevicate sull’Arco Alpino. Il modello matematico ECMWF mostra accumuli di manto nevoso già rilevanti nella giornata di venerdì 15 maggio, con la neve che inizierà a cadere sulle Alpi occidentali – le Alpi Pennine, il Monte Bianco e il Monte Rosa – a partire da quote di 2.000-2.200 metri, per poi abbassarsi progressivamente nel corso della notte e della mattinata di sabato 16, quando il limite della neve scenderà fino a circa 1.500 metri di quota.

Le proiezioni di accumulo del manto nevoso indicate dal modello matematico ECMWF sono significative anche per gli standard alpini. Nelle aree più esposte delle Alpi occidentali e centrali – con particolare riferimento alle zone comprese tra il Gran Paradiso, il Monte Rosa e le valli prealpine del Verbano-Cusio-Ossola – lo spessore del manto nevoso fresco potrà raggiungere i 40-67 centimetri entro la sera di sabato 16 maggio. Alcune stazioni di alta quota supereranno i 100 centimetri di neve al suolo, tenendo conto anche del manto residuo già presente. Sulle Alpi orientali – Dolomiti, Alpi Carniche e Alpi Giulie – la neve si depositerà a partire da 1.600-1.800 metri, con accumuli di 20-40 centimetri alle quote superiori. Nevicate saranno possibili, seppure meno abbondanti, anche sulle cime più elevate dell’Appennino tosco-emiliano, un fenomeno raro per la stagione che il modello matematico europeo mostra come concreto, seppur con minore certezza rispetto ai settori alpini.

 

I venti: raffiche violente sulle creste alpine e sulla costa ligure

L’irruzione fredda porterà con sé anche venti di notevole intensità, un elemento che il modello matematico ECMWF mette in risalto in modo particolare per la giornata di venerdì 15 maggio e le prime ore di sabato 16. Le raffiche di vento più violente interesseranno i settori alpini e prealpini, dove le correnti nordoccidentali accelereranno lungo i principali corridoi orografici. Sulle creste e i valichi delle Alpi occidentali le raffiche potranno superare i 130-185 km/h, raggiungendo intensità degne di una vera e propria tempesta. Un dato che emerge chiaramente dalle mappe di vento a 10 metri elaborate dal modello matematico ECMWF, che mostrano per questi settori valori estremi prolungati per diverse ore.

Lungo la costa della Liguria e sul Mar Ligure soffieranno venti di Maestrale con raffiche che supereranno i 80-111 km/h nelle fasi più intense dell’irruzione. Genova e l’intera riviera ligure si troveranno esposte a condizioni meteo-marine particolarmente severe, con moto ondoso in rapido aumento. Venti forti, anche con carattere di Tramontana, coinvolgeranno la Sardegna e le coste del Tirreno centrale. Per la navigazione e per le attività in mare aperto si prospettano condizioni difficili per almeno 36-48 ore.

 

17 maggio: l’attenuazione e i fenomeni residui

Con la giornata di domenica 17 maggio il modello matematico ECMWF mostra il lento spostamento del nucleo depressionario verso est, in direzione dei Balcani. La pressione al suolo sull’Italia settentrionale inizierà a risalire, ma l’instabilità non si esaurirà bruscamente. Le precipitazioni residue si concentreranno soprattutto sul settore nord-orientale: le Alpi Giulie, il Friuli-Venezia Giulia e la zona di Trieste continueranno a ricevere piogge anche intense, con accumuli nelle 24 ore che il modello matematico ECMWF stima ancora nell’ordine dei 30-45 millimetri per le aree più esposte al flusso da est-nordest. Il versante adriatico, da Venezia verso sud, e parte delle regioni centrali sperimenteranno ancora rovesci e qualche temporale nel corso della giornata, prima di una progressiva attenuazione serale.

Al Sud e nelle Isole Maggiori i fenomeni residui si faranno più sporadici, anche se il contesto rimarrà instabile con passaggi nuvolosi e locali acquazzoni fino alla sera. La neve sull’Arco Alpino si manterrà a quote intorno ai 1.600-1.800 metri, con possibili nevicate a tratti anche nelle prime ore della giornata prima del graduale rialzo termico. Il manto nevoso depositato nelle giornate precedenti rimarrà comunque consistente, in particolare sulle Alpi occidentali, dove gli accumuli supereranno ancora i 50-100 centimetri nelle zone di alta quota.

 

Le precipitazioni cumulate nel periodo anche ingenti

Il bilancio complessivo delle precipitazioni sull’arco dei cinque giorni dell’evento freddo – dal 13 al 17 maggio – sarà pesante, in particolare per le regioni settentrionali. Il modello matematico ECMWF indica accumuli totali sull’Arco Alpino compresi tra 100 e 280 millimetri nelle zone più esposte, con punte locali che nelle Prealpi lombarde e nelle Alpi Giulie potranno avvicinarsi ai 280-440 millimetri. Per la Liguria e la fascia appenninica settentrionale si prevedono accumuli complessivi tra i 60 e i 150 millimetri. Le regioni del Centro Italia riceveranno quantitativi più contenuti, generalmente tra i 25 e gli 80 millimetri, mentre al Sud gli apporti si fermeranno su valori inferiori, tra i 10 e i 30 millimetri. Un evento meteo di rilievo, che il modello matematico europeo ECMWF descrive con sufficiente coerenza e che sarà da seguire con attenzione nei prossimi aggiornamenti.

  (TEMPOITALIA.IT)

Credit

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts – ECMWF
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Via il maltempo: la data d’inizio dell’Estate 2026 è già confermata

Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

Leggi anche questi Articoli

Il maltempo chiude i battenti il 17 Maggio: l'Estate 2026 ha già una data d'inizio
A La notizia del Giorno

Via il maltempo: la data d’inizio dell’Estate 2026 è già confermata

12 Maggio 2026
Freddo fuori stagione prima di una svolta
A La notizia del Giorno

Crollo termico e neve tardiva, ma la prossima settimana ci sarà una svolta

12 Maggio 2026
Per la prima volta nella storia, un satellite NASA cattura uno tsunami dall'alto
A La notizia del Giorno

Lo tsunami visto dallo spazio: il satellite NASA cattura immagini mai viste prima

12 Maggio 2026
Nuova irruzione fredda sull'Italia: le Alpi si imbiancano e il maltempo si fa sentire

Neve sulle Alpi e maltempo ovunque: l’irruzione fredda sull’Italia non si ferma

12 Maggio 2026
Il maltempo chiude i battenti il 17 Maggio: l'Estate 2026 ha già una data d'inizio

Via il maltempo: la data d’inizio dell’Estate 2026 è già confermata

12 Maggio 2026
Freddo fuori stagione prima di una svolta

Crollo termico e neve tardiva, ma la prossima settimana ci sarà una svolta

12 Maggio 2026
Per la prima volta nella storia, un satellite NASA cattura uno tsunami dall'alto

Lo tsunami visto dallo spazio: il satellite NASA cattura immagini mai viste prima

12 Maggio 2026
Dal fondo degli Oceani sale il metano: l'effetto sul clima è più grave del previsto

Metano dagli Oceani: la bomba silenziosa che aggrava il cambiamento climatico

12 Maggio 2026

Meteo: qualche raggio di Sole, ma non durerà

12 Maggio 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.