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Via il maltempo: la data d’inizio dell’Estate 2026 è già confermata

Il modello matematico europeo ECMWF delinea un maggio diviso in due fasi: prima una perturbazione fredda con neve in quota e temporali diffusi, poi una rimonta anticiclonica con temperature sopra la norma e anticipo di estate nell'ultima parte del mese.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
12 Mag 2026 - 18:46
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Il maltempo chiude i battenti il 17 Maggio: l’Estate 2026 ha già una data d’inizio

Maltempo in Italia fino al 17 maggio

Il modello matematico europeo ECMWF disegna per l’Italia un mese di maggio articolato e con un cambio di scena netto, quasi teatrale. Alla fase fredda e perturbata già in atto succederà, entro la terza decade del mese, una rimonta anticiclonica capace di riportare sole e caldo su buona parte della Penisola. Il quadro che emerge è quello di un mese di transizione stagionale particolarmente vivace, in cui i contrasti termici tra masse d’aria di origine artica e l’aria subtropicale giocheranno un ruolo decisivo. Un mese di maggio con due facce, insomma, che non mancherà di sorprendere.

 

Il quadro sinottico di partenza

Nella giornata di mercoledì 13 maggio il modello matematico ECMWF mostra sull’Europa occidentale una struttura depressionaria in quota ancora piuttosto attiva. La pressione al suolo sull’Italia settentrionale si attesterà intorno a 1006 hPa, con il campo barico che risulterà piatto e privo di strutture anticicloniche ben organizzate. Un primo impulso instabile porterà piogge intermittenti su Liguria, versante alpino occidentale e sul settore tirrenico, tra Toscana e Lazio. Le temperature massime rimarranno contenute, difficilmente superiori ai 18-19°C sulle pianure del Nord, mentre al Sud si potrà ancora registrare qualche grado in più, con punte vicino ai 20-21°C in Sicilia e Calabria.

La mappa del geopotenziale a 500 hPa confermata dal modello matematico europeo mostra per questi giorni una saccatura in discesa dal Nord Europa, con valori di geopotenziale piuttosto bassi sull’Europa centrale. L’asse instabile si orienterà in modo tale da favorire ripetuti afflussi di aria relativamente fresca, con temperature alla quota di 850 hPa – corrispondente a circa 1.500 metri – che si manterranno intorno ai 4-6°C sul Nordovest e attorno ai 6-8°C sul resto del paese. Anomalie termiche in quota sensibilmente sotto la media stagionale su tutto il territorio nazionale. Sul fronte delle precipitazioni, le giornate di mercoledì 13 e giovedì 14 maggio non porteranno fenomeni particolarmente eccezionali, ma contribuiranno a mantenere un’atmosfera instabile e mutevole, tipica di questa fase di ingresso di correnti fresche atlantiche. Per le previsioni dettagliate su Milano e Torino è possibile consultare le pagine dedicate.

 

L’irruzione fredda del 15-17 maggio: il passaggio più intenso

Questo è senza dubbio il passaggio più significativo dell’intera sequenza previsionale. Tra venerdì 15 e sabato 16 maggio il modello matematico ECMWF mostra la formazione di un nucleo depressionario al suolo particolarmente profondo sull’Europa occidentale, con la pressione al suolo in discesa fino a 1000-1001 hPa sul Golfo del Leone. Questa struttura ciclonica richiamerà correnti fredde e instabili direttamente dal Nord Europa, innescando un deterioramento meteo rapido e deciso su tutta la Penisola.

Le precipitazioni coinvolgeranno in primo luogo le regioni settentrionali: Genova e l’intera Liguria, il Piemonte, la Lombardia e tutto il versante alpino saranno esposti a piogge abbondanti, localmente molto intense sulle zone costiere liguri e prealpine. Il flusso perturbato si spingerà poi verso il Centro, con temporali che interesseranno Toscana, Umbria, Marche e Lazio. L’irruzione fredda raggiungerà infine anche il Meridione, dove regioni come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sperimenteranno rovesci e temporali, in alcuni casi di forte intensità. L’aria fredda in quota creerà i presupposti per una marcata instabilità convettiva, con possibilità di grandinate nelle aree più esposte.

 

A livello di pressione al suolo, il minimo ciclonico si approfondirà ulteriormente nella giornata di sabato, quando il sistema perturbato raggiungerà il suo picco d’intensità. I venti di Maestrale e Tramontana soffieranno con raffiche che localmente supereranno i 100 km/h sulle coste di Sardegna, Liguria e sui rilievi appenninici. Sul Mar Ligure e sul Tirreno settentrionale il moto ondoso aumenterà in modo considerevole. Le proiezioni del modello matematico europeo indicano venti particolarmente intensi anche sulle coste tirreniche centrali, con raffiche che potranno raggiungere e superare i 80-90 km/h nelle aree più esposte.

Per le previsioni aggiornate su Roma, Napoli, Venezia e Bologna si rimanda alle rispettive pagine locali.

 

Temperature in caduta e neve in quota sulle Alpi

Tra i fenomeni più degni di nota associati a questa intensa irruzione fredda ci sarà il crollo termico. Le temperature alla quota di 850 hPa – circa 1.500 metri – si porteranno a valori compresi tra 0°C e 4°C sul Nord Italia, con un’anomalia negativa rispetto alla media climatologica 1991-2020 che, secondo le proiezioni del modello matematico ECMWF, potrà raggiungere i 10-15°C sotto la norma. Un valore anomalo per la seconda metà di maggio, che ricorda più un’irruzione tardo-invernale che un episodio primaverile.

Al suolo, le temperature massime nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 maggio faticheranno a superare i 15-16°C sulle pianure del Nord, toccando valori più tipici di aprile inoltrato. Sulle vallate alpine più esposte e nelle zone interessate da precipitazioni intense, i termometri potranno scendere fino a 12-13°C nel corso del pomeriggio. Anche al Centro e al Sud si registrerà un calo sensibile, con massime che difficilmente supereranno i 18-20°C nelle zone costiere e potranno risultare ancora più basse nelle aree interne.

 

Il modello matematico europeo prevede per questi giorni nevicate sull’Arco Alpino a partire da quote comprese tra 1.500 e 2.000 metri, con apporti nevosi anche rilevanti oltre i 2.000 metri nelle Alpi occidentali e centrali. Non è escluso che la neve faccia capolino anche su alcuni valichi dell’Appennino tosco-emiliano, una presenza rarissima in questo periodo stagionale. Le precipitazioni cumulate sull’arco della perturbazione risulteranno significative, con accumuli che sull’Arco Alpino e sulle Prealpi potranno superare i 100-150 millimetri nell’arco delle 48-72 ore di maltempo più intenso.

 

La svolta tra il 18 e il 20 maggio

Superato il momento più critico, il modello matematico ECMWF indica per domenica 17 maggio un progressivo spostamento del sistema depressionario verso est, in direzione dei Balcani. La pressione al suolo sull’Italia settentrionale inizierà a risalire, tornando verso valori compresi tra 1013 e 1020 hPa. Questo cambio di configurazione porterà un graduale miglioramento, a partire dalle regioni nordoccidentali e poi via via verso est e verso sud.

Tra lunedì 18 e mercoledì 20 maggio il campo barico assumerà un assetto più orientato verso la stabilità. La pressione al suolo registrerà un rialzo diffuso, con cellule anticicloniche in progressivo rinforzo sull’Europa occidentale. Il geopotenziale a 500 hPa in quota salirà verso valori nettamente superiori, segnalando l’avanzata di strutture più calde in troposfera. Le temperature inizieranno a recuperare terreno dopo il crollo della settimana precedente, riportandosi progressivamente verso valori stagionali. Non mancheranno ancora locali temporali pomeridiani sulle zone prealpine e appenniniche, alimentati dal riscaldamento diurno su un’atmosfera che rimarrà comunque instabile nei bassi strati. Si tratterà però di fenomeni di breve durata e localizzati, ben diversi dall’organizzazione perturbata dei giorni precedenti.

 

La terza decade: anticipo d’estate sull’Italia

La fase più attesa e interessante dell’intera sequenza previsionale si concentrerà nella terza decade di maggio. A partire da giovedì 21 maggio il geopotenziale a 500 hPa in quota assumerà valori molto elevati sull’intero continente europeo, con la struttura anticiclonica che si consoliderà in modo deciso. La pressione al suolo raggiungerà valori compresi tra 1028 e 1032 hPa sull’Europa centrale e sull’Italia, segnalando una poderosa espansione anticiclonica di matrice africana e subtropicale. Un blocco barico di notevole solidità, che il modello matematico ECMWF mostra già con sufficiente chiarezza nelle sue proiezioni.

 

In questo contesto, le temperature in quota a 850 hPa – circa 1.500 metri – saliranno progressivamente verso valori di 10-13°C sulle regioni settentrionali e 13-15°C al Centro-Sud, con anomalie termiche positive rispetto alla media che il modello matematico europeo stima nell’ordine di +3°C, +4°C rispetto alla norma climatologica 1991-2020. Tra le più marcate dell’intera sequenza mensile. Al suolo, le temperature massime inizieranno ad avvicinarsi e poi a superare i 25°C sulle pianure del Nord Italia: le pianure padane di Milano e Bologna potranno toccare picchi intorno ai 26-28°C. Al Centro, le vallate interne del Lazio e della Toscana si spingeranno verso valori simili, mentre Roma vedrà massime intorno ai 24-26°C.

 

Il Meridione sarà il settore più caldo della Penisola: a Napoli, sulla Puglia e sulle Isole Maggiori le temperature massime potranno avvicinarsi o superare i 28-30°C, con punte localmente superiori nelle vallate interne di Sicilia e Calabria. A Palermo e nelle aree interne siciliane si potranno registrare picchi anche superiori ai 30°C. La conformazione barica mostrata dal modello matematico ECMWF per questo periodo non lascia dubbi: si tratterà di un anticipo d’estate a tutti gli effetti. Il modello matematico europeo segnala come possibile elemento da monitorare, verso la fine della finestra previsionale, un eventuale disturbo proveniente dall’Atlantico che potrebbe lambire le regioni settentrionali tra venerdì 22 e sabato 23 maggio, portando qualche temporale sulle Alpi e sulle Prealpi. L’attendibilità di questa possibilità rimane ancora parziale a questa distanza temporale.

 

Quanto pioverà

Sull’arco dell’intero periodo di previsione, dal 13 al 27 maggio, il modello matematico ECMWF mostra accumuli pluviometrici particolarmente significativi nelle zone più esposte alle perturbazioni. L’Arco Alpino risulterà il settore più piovoso in assoluto, con accumuli che in alcune zone delle Alpi occidentali e delle Prealpi lombarde potranno superare i 280-440 millimetri nel totale del periodo. La Liguria e la fascia appenninica settentrionale si confermeranno tra le aree a maggiore apporto precipitativo, con quantitativi dell’ordine dei 120-280 millimetri.

 

Le regioni del Centro Italia riceveranno precipitazioni moderate, con accumuli tra i 40 e gli 80 millimetri, concentrate soprattutto nel periodo della perturbazione del 15-17 maggio. Al Sud Italia e in Sicilia gli apporti saranno più contenuti, nell’ordine dei 20-50 millimetri, a testimonianza di come l’asse principale del maltempo si concentrerà nelle aree centro-settentrionali della Penisola. La Sardegna presenterà accumuli variabili, con le zone montane che riceveranno quantitativi superiori rispetto alle coste. Un quadro che rispecchia pienamente la struttura sinottica descritta dal modello matematico europeo, con il flusso perturbato atlantico-polare che privilegia le regioni esposte ai venti da nordovest e il settore alpino e prealpino.

 

Credit

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts – ECMWF
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Met Office – UK Meteorological Service
  • World Meteorological Organization – WMO
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Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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