
Maltempo in Italia fino al 17 maggio
(TEMPOITALIA.IT) Il modello matematico europeo ECMWF disegna per l’Italia un mese di maggio articolato e con un cambio di scena netto, quasi teatrale. Alla fase fredda e perturbata già in atto succederà, entro la terza decade del mese, una rimonta anticiclonica capace di riportare sole e caldo su buona parte della Penisola. Il quadro che emerge è quello di un mese di transizione stagionale particolarmente vivace, in cui i contrasti termici tra masse d’aria di origine artica e l’aria subtropicale giocheranno un ruolo decisivo. Un mese di maggio con due facce, insomma, che non mancherà di sorprendere.
Il quadro sinottico di partenza
Nella giornata di mercoledì 13 maggio il modello matematico ECMWF mostra sull’Europa occidentale una struttura depressionaria in quota ancora piuttosto attiva. La pressione al suolo sull’Italia settentrionale si attesterà intorno a 1006 hPa, con il campo barico che risulterà piatto e privo di strutture anticicloniche ben organizzate. Un primo impulso instabile porterà piogge intermittenti su Liguria, versante alpino occidentale e sul settore tirrenico, tra Toscana e Lazio. Le temperature massime rimarranno contenute, difficilmente superiori ai 18-19°C sulle pianure del Nord, mentre al Sud si potrà ancora registrare qualche grado in più, con punte vicino ai 20-21°C in Sicilia e Calabria.
La mappa del geopotenziale a 500 hPa confermata dal modello matematico europeo mostra per questi giorni una saccatura in discesa dal Nord Europa, con valori di geopotenziale piuttosto bassi sull’Europa centrale. L’asse instabile si orienterà in modo tale da favorire ripetuti afflussi di aria relativamente fresca, con temperature alla quota di 850 hPa – corrispondente a circa 1.500 metri – che si manterranno intorno ai 4-6°C sul Nordovest e attorno ai 6-8°C sul resto del paese. Anomalie termiche in quota sensibilmente sotto la media stagionale su tutto il territorio nazionale. Sul fronte delle precipitazioni, le giornate di mercoledì 13 e giovedì 14 maggio non porteranno fenomeni particolarmente eccezionali, ma contribuiranno a mantenere un’atmosfera instabile e mutevole, tipica di questa fase di ingresso di correnti fresche atlantiche. Per le previsioni dettagliate su Milano e Torino è possibile consultare le pagine dedicate.
L’irruzione fredda del 15-17 maggio: il passaggio più intenso
Questo è senza dubbio il passaggio più significativo dell’intera sequenza previsionale. Tra venerdì 15 e sabato 16 maggio il modello matematico ECMWF mostra la formazione di un nucleo depressionario al suolo particolarmente profondo sull’Europa occidentale, con la pressione al suolo in discesa fino a 1000-1001 hPa sul Golfo del Leone. Questa struttura ciclonica richiamerà correnti fredde e instabili direttamente dal Nord Europa, innescando un deterioramento meteo rapido e deciso su tutta la Penisola.
Le precipitazioni coinvolgeranno in primo luogo le regioni settentrionali: Genova e l’intera Liguria, il Piemonte, la Lombardia e tutto il versante alpino saranno esposti a piogge abbondanti, localmente molto intense sulle zone costiere liguri e prealpine. Il flusso perturbato si spingerà poi verso il Centro, con temporali che interesseranno Toscana, Umbria, Marche e Lazio. L’irruzione fredda raggiungerà infine anche il Meridione, dove regioni come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sperimenteranno rovesci e temporali, in alcuni casi di forte intensità. L’aria fredda in quota creerà i presupposti per una marcata instabilità convettiva, con possibilità di grandinate nelle aree più esposte.
A livello di pressione al suolo, il minimo ciclonico si approfondirà ulteriormente nella giornata di sabato, quando il sistema perturbato raggiungerà il suo picco d’intensità. I venti di Maestrale e Tramontana soffieranno con raffiche che localmente supereranno i 100 km/h sulle coste di Sardegna, Liguria e sui rilievi appenninici. Sul Mar Ligure e sul Tirreno settentrionale il moto ondoso aumenterà in modo considerevole. Le proiezioni del modello matematico europeo indicano venti particolarmente intensi anche sulle coste tirreniche centrali, con raffiche che potranno raggiungere e superare i 80-90 km/h nelle aree più esposte.
Per le previsioni aggiornate su Roma, Napoli, Venezia e Bologna si rimanda alle rispettive pagine locali.
Temperature in caduta e neve in quota sulle Alpi
Tra i fenomeni più degni di nota associati a questa intensa irruzione fredda ci sarà il crollo termico. Le temperature alla quota di 850 hPa – circa 1.500 metri – si porteranno a valori compresi tra 0°C e 4°C sul Nord Italia, con un’anomalia negativa rispetto alla media climatologica 1991-2020 che, secondo le proiezioni del modello matematico ECMWF, potrà raggiungere i 10-15°C sotto la norma. Un valore anomalo per la seconda metà di maggio, che ricorda più un’irruzione tardo-invernale che un episodio primaverile.
Al suolo, le temperature massime nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 maggio faticheranno a superare i 15-16°C sulle pianure del Nord, toccando valori più tipici di aprile inoltrato. Sulle vallate alpine più esposte e nelle zone interessate da precipitazioni intense, i termometri potranno scendere fino a 12-13°C nel corso del pomeriggio. Anche al Centro e al Sud si registrerà un calo sensibile, con massime che difficilmente supereranno i 18-20°C nelle zone costiere e potranno risultare ancora più basse nelle aree interne.
Il modello matematico europeo prevede per questi giorni nevicate sull’Arco Alpino a partire da quote comprese tra 1.500 e 2.000 metri, con apporti nevosi anche rilevanti oltre i 2.000 metri nelle Alpi occidentali e centrali. Non è escluso che la neve faccia capolino anche su alcuni valichi dell’Appennino tosco-emiliano, una presenza rarissima in questo periodo stagionale. Le precipitazioni cumulate sull’arco della perturbazione risulteranno significative, con accumuli che sull’Arco Alpino e sulle Prealpi potranno superare i 100-150 millimetri nell’arco delle 48-72 ore di maltempo più intenso.
La svolta tra il 18 e il 20 maggio
Superato il momento più critico, il modello matematico ECMWF indica per domenica 17 maggio un progressivo spostamento del sistema depressionario verso est, in direzione dei Balcani. La pressione al suolo sull’Italia settentrionale inizierà a risalire, tornando verso valori compresi tra 1013 e 1020 hPa. Questo cambio di configurazione porterà un graduale miglioramento, a partire dalle regioni nordoccidentali e poi via via verso est e verso sud.
Tra lunedì 18 e mercoledì 20 maggio il campo barico assumerà un assetto più orientato verso la stabilità. La pressione al suolo registrerà un rialzo diffuso, con cellule anticicloniche in progressivo rinforzo sull’Europa occidentale. Il geopotenziale a 500 hPa in quota salirà verso valori nettamente superiori, segnalando l’avanzata di strutture più calde in troposfera. Le temperature inizieranno a recuperare terreno dopo il crollo della settimana precedente, riportandosi progressivamente verso valori stagionali. Non mancheranno ancora locali temporali pomeridiani sulle zone prealpine e appenniniche, alimentati dal riscaldamento diurno su un’atmosfera che rimarrà comunque instabile nei bassi strati. Si tratterà però di fenomeni di breve durata e localizzati, ben diversi dall’organizzazione perturbata dei giorni precedenti.
La terza decade: anticipo d’estate sull’Italia
La fase più attesa e interessante dell’intera sequenza previsionale si concentrerà nella terza decade di maggio. A partire da giovedì 21 maggio il geopotenziale a 500 hPa in quota assumerà valori molto elevati sull’intero continente europeo, con la struttura anticiclonica che si consoliderà in modo deciso. La pressione al suolo raggiungerà valori compresi tra 1028 e 1032 hPa sull’Europa centrale e sull’Italia, segnalando una poderosa espansione anticiclonica di matrice africana e subtropicale. Un blocco barico di notevole solidità, che il modello matematico ECMWF mostra già con sufficiente chiarezza nelle sue proiezioni.
In questo contesto, le temperature in quota a 850 hPa – circa 1.500 metri – saliranno progressivamente verso valori di 10-13°C sulle regioni settentrionali e 13-15°C al Centro-Sud, con anomalie termiche positive rispetto alla media che il modello matematico europeo stima nell’ordine di +3°C, +4°C rispetto alla norma climatologica 1991-2020. Tra le più marcate dell’intera sequenza mensile. Al suolo, le temperature massime inizieranno ad avvicinarsi e poi a superare i 25°C sulle pianure del Nord Italia: le pianure padane di Milano e Bologna potranno toccare picchi intorno ai 26-28°C. Al Centro, le vallate interne del Lazio e della Toscana si spingeranno verso valori simili, mentre Roma vedrà massime intorno ai 24-26°C.
Il Meridione sarà il settore più caldo della Penisola: a Napoli, sulla Puglia e sulle Isole Maggiori le temperature massime potranno avvicinarsi o superare i 28-30°C, con punte localmente superiori nelle vallate interne di Sicilia e Calabria. A Palermo e nelle aree interne siciliane si potranno registrare picchi anche superiori ai 30°C. La conformazione barica mostrata dal modello matematico ECMWF per questo periodo non lascia dubbi: si tratterà di un anticipo d’estate a tutti gli effetti. Il modello matematico europeo segnala come possibile elemento da monitorare, verso la fine della finestra previsionale, un eventuale disturbo proveniente dall’Atlantico che potrebbe lambire le regioni settentrionali tra venerdì 22 e sabato 23 maggio, portando qualche temporale sulle Alpi e sulle Prealpi. L’attendibilità di questa possibilità rimane ancora parziale a questa distanza temporale.
Quanto pioverà
Sull’arco dell’intero periodo di previsione, dal 13 al 27 maggio, il modello matematico ECMWF mostra accumuli pluviometrici particolarmente significativi nelle zone più esposte alle perturbazioni. L’Arco Alpino risulterà il settore più piovoso in assoluto, con accumuli che in alcune zone delle Alpi occidentali e delle Prealpi lombarde potranno superare i 280-440 millimetri nel totale del periodo. La Liguria e la fascia appenninica settentrionale si confermeranno tra le aree a maggiore apporto precipitativo, con quantitativi dell’ordine dei 120-280 millimetri.
Le regioni del Centro Italia riceveranno precipitazioni moderate, con accumuli tra i 40 e gli 80 millimetri, concentrate soprattutto nel periodo della perturbazione del 15-17 maggio. Al Sud Italia e in Sicilia gli apporti saranno più contenuti, nell’ordine dei 20-50 millimetri, a testimonianza di come l’asse principale del maltempo si concentrerà nelle aree centro-settentrionali della Penisola. La Sardegna presenterà accumuli variabili, con le zone montane che riceveranno quantitativi superiori rispetto alle coste. Un quadro che rispecchia pienamente la struttura sinottica descritta dal modello matematico europeo, con il flusso perturbato atlantico-polare che privilegia le regioni esposte ai venti da nordovest e il settore alpino e prealpino.








