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Dome di calore in arrivo, si tratta di un evento meteo estremo

I modelli ECMWF e GFS confermano una lunga ondata di caldo. Africana? Sì!

Davide Santini di Davide Santini
23 Mag 2026 - 09:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) La situazione meteo è ormai chiara. Siamo in balia di un fortissimo anticiclone che condiziona il tempo su centinaia di migliaia di chilometri quadrati. Si tratta di una cupola enorme, caratterizzata da geopotenziali eccezionalmente elevati per il mese di Maggio, capaci di favorire condizioni di forte stabilità e un marcato aumento delle temperature. In alcune aree, tra cui Spagna, Francia, Regno Unito e pure l’Italia del nord, si potranno raggiungere valori decisamente anomali per il periodo, con un caldo ormai pressoché del tutto estivo.

 

Cupola di calore

Alla base di questo fenomeno c’è il cosiddetto meccanismo della “cupola di calore”. All’interno dell’anticiclone, infatti, l’aria tende lentamente a scendere verso il basso. Durante la discesa si comprime e, di conseguenza, si riscalda ulteriormente. Questo processo è noto come subsidenza. È proprio grazie a questa dinamica che si possono registrare temperature elevate, quasi estreme, anche in periodi non ancora pienamente estivi. Inutile parlare di pioggia e nuvole, perché con questo pattern meteo non si forma assolutamente nulla.

 

Potente Dome di calore nei prossimi giorni. Si tratta di qualcosa di abbastanza inconcepibile fino a mezzo secolo fa, nel cuore di maggio ovviamente. Sarebbe stato normale o comunque più fattibile tra metà luglio e metà agosto.

 

Ma si può davvero parlare di anticiclone africano?

La risposta è sì. Il promontorio anticiclonico si estende dal Nord Africa verso l’Europa centrale e occidentale, assumendo quindi una chiara matrice subtropicale nordafricana. Attenzione, però: questo non significa necessariamente che tutta la massa d’aria coinvolta sia costituita da aria sahariana pura. Ecco perché non si può parlare di anticiclone delle Azzorre, sia perché non raggiunge mai certe temperature, sia perché la massa d’aria non è prettamente oceanica delle medie latitudini.

 

L’origine è un Atlantico subtropicale e, durante il tragitto, la massa d’aria cambia caratteristiche, modificandosi gradualmente a contatto con superfici marine e terrestri differenti. Ecco perché spesso la distinzione tra massa d’aria oceanica tropicale e africana non è del tutto netta.

 

Anche se ci sono delle caratteristiche intrinseche

L’aria continentale africana è generalmente molto secca e già molto calda all’origine, mentre quella tropicale marittima o subtropicale atlantica tende a essere più umida e, almeno in una fase iniziale, meno estrema come temperature. Però anche quest’ultima può subire un forte riscaldamento durante il percorso verso l’Europa, soprattutto quando viene interessata da intensi fenomeni di subsidenza. Ecco perché non è affatto detto che per avere temperature record bisogna essere invasi da una massa sahariana.

 

Va inoltre ricordato che tutti i grandi anticicloni che interessano l’Europa centro-meridionale hanno una natura subtropicale. La distinzione tra anticiclone africano e anticiclone delle Azzorre dipende sia dalla provenienza della massa d’aria sia dalla configurazione della pressione al suolo. In questi casi, tuttavia, fare una distinzione netta è difficile e si tende a parlare di anticiclone ibrido. È esattamente quello che è successo, ad esempio, nella feroce ondata di calore del Giugno 2025, quando alcuni organi di informazione avevano erroneamente diffuso la notizia che si trattasse di un anticiclone azzorreano.

 

Ciò che conta è l’effetto finale al suolo

Ricordiamo quindi che, anche quando non si è in presenza di una massa d’aria sahariana a tutti gli effetti, queste mastodontiche Cupole anticicloniche possono comunque provocare ondate di caldo molto intense, specialmente se si prolungano nel tempo. Non è tutto. Il Riscaldamento Globale ha di fatto aumentato le temperature medie in qualunque situazione. La differenza tra aria oceanica e aria africana continua a esistere e continuerà sempre a farlo, ma sappiamo che, a livello mondiale, le condizioni meteo-climatiche sono sempre più calde rispetto al passato.


Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • World Meteorological Organization – Extreme heat grips Europe
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Nature / Communications Earth & Environment – Three-dimensional analysis reveals diverse heat wave types in Europe
  • NCBI / Climate Dynamics – How will southern hemisphere subtropical anticyclones respond to global warming?
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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