
Che succede? La Primavera si è rotta?
(TEMPOITALIA.IT) Il meteo del nuovo clima ormai tipico di Maggio non molla facilmente la presa. Almeno per i primi giorni della finestra previsionale, diciamo sino al 20, l’Italia dovrà fare i conti con una circolazione atmosferica tutt’altro che placida e soleggiata, ma sarà alimentata da correnti oceaniche che non sembrano intenzionate a lasciare il campo senza resistenza. Insomma, il caldo di fine mese intende arrivare, ma troppo improvviso, e potrebbe anche subire poi dei repentini rallentamenti con intrusioni d’aria fresca.
Nell’ultima emissione, il modello matematico europeo traccia uno scenario articolato, con due fasi ben distinte che si succederanno nel corso delle prossime due settimane, segnate da un passaggio progressivo dall’instabilità primaverile, anche se quella di oggi 15 Maggio ha connotati quasi da fine Inverno al Nord Italia, per poi traslare verso i primi segnali di caldo preoce. Dirà chi vive soprattutto al Nord Italia, che la Primavera si è rotta con la neve sui rilievi oltre i 1200 metri circa, le grandinate, la pioggia, il freddo che fa in pianura, tanto che città come Milano e Torino oggi pomeriggio segnano 10°C con pioggia.
La prima fase meteo del 16, 17 e 18 Maggio: la Primavera prova a guarire, ma con ombrelli aperti di frequente
Sabato 16 Maggio l’Italia si troverà sotto l’influenza di un flusso perturbato proveniente dall’Atlantico, con una saccatura capace di approfondirsi anche sul Mediterraneo occidentale e di portare acute conseguenze su diverse regioni della Penisola. La pressione al suolo risulterà in calo su buona parte del territorio, con i valori di geopotenziale in quota che confermeranno un’ondulazione ciclonica marcata alle medie latitudini. In sintesi, se oggi 15 Maggio è il Nord ad avere tempo di frequente perturbato, sabato il tempo instabile con piogge e temporali andrà a toccare Sardegna e parte della Penisola italiana.
Le regioni più esposte, però, saranno quelle settentrionali, in particolare il versante alpino e prealpino, dove i fenomeni potranno assumere carattere di rovescio anche temporalesco nelle ore pomeridiane. Non mancheranno precipitazioni sul versante tirrenico, dalla Toscana alla Campania, mentre il meridione e la Sicilia resteranno almeno in parte ai margini del flusso perturbato più attivo, con tempo variabile e senza fenomeni particolarmente organizzati.
Domenica 17 Maggio si annuncia come la giornata più critica. L’Italia settentrionale e parte di quella centrale dovranno fare i conti con precipitazioni anche intense, accompagnate da wind shear significativo in quota, condizione che favorisce lo sviluppo di celle convettive organizzate (temporali).
Gli accumuli dei rovesci di pioggia previsti su Piemonte, Lombardia e Veneto potranno risultare localmente rilevanti, soprattutto sulle aree pedemontane. In questo contesto, la ventilazione al suolo assumerà carattere meridionale sulla Penisola, con raffiche che potranno toccare valori degni di attenzione lungo le coste esposte.
Lunedì 18 Maggio porterà un graduale miglioramento da ovest, con la perturbazione in progressivo allontanamento verso i Balcani. Le temperature, che nella fase più perturbata avranno subito un temporaneo calo alla quota di 850 hPa (circa 1.500 metri), torneranno ad avvicinarsi ai valori medi stagionali già nel corso della giornata. Sulle pianure del Nord, le massime si riporteranno intorno ai 20°C, o poco oltre, con la sensazione che la primavera stia cercando di riprendere in mano la situazione. Insomma, forse sembra esserci questo miglioramento parziale.
Andiamo a vedere la seconda metà di Maggio: verso la transizione
Dal 19 al 20 Maggio, un’altra perturbazione, stavolta, però meno strutturata rispetto alla precedente ma comunque attiva, potrebbe interessare le regioni centro-settentrionali. Insomma, non ci sarà molto spazio per tirare il fiato. I modelli indicano per questo periodo un ulteriore passaggio instabile, con precipitazioni concentrate soprattutto nelle ore diurne e carattere più temporalesco che frontale. I valori di CAPE (energia convettiva disponibile) risulteranno sufficienti per alimentare temporali localmente intensi, specie sull’arco alpino e sull’Appennino settentrionale. Ma terrei a questo punto d’occhi la Valle Padana, che seppur con valori di CAPE inferiore, è sovente quella maggiormente battuta in questo periodo dell’anno, dai temporali.
Terza settimana di Maggio: l’alta pressione si fa vedere in Italia
Superata la soglia del 21 Maggio, qui entriamo in un territorio dove le previsioni meteo sono da confermare vista la distanza previsionale, le ultime elaborazioni del modello matematico ECMWF disegnano uno scenario in progressiva evoluzione verso la stabilità atmosferica, insomma, il miglioramento del tempo.
Un promontorio anticiclonico di matrice subtropicale comincerà ad espandersi dalla Penisola Iberica verso il Mediterraneo centrale, portando con sé condizioni di tempo via via più soleggiato e temperature in deciso aumento. È, diciamolo, il classico segnale di una primavera che inizia a cedere spazio alle dinamiche meteo estive. Onestamente ad affermarlo serve coraggio, perché questa tendenza, nonostante sia fortemente prospettata dai super elaboratori, la vorrei confermare nei prossimi giorni.
Tra il 22 e il 24 Maggio, la pressione atmosferica al suolo tornerà a salire con decisione su tutta la Penisola, e i valori di geopotenziale in quota rifletteranno un campo anticiclonico robusto, capace di respingere le perturbazioni atlantiche verso latitudini più settentrionali.
Le temperature massime diurne raggiungeranno e supereranno i 25°C in Pianura Padana e sulle principali pianure del Centro, mentre al Sud e sulle Isole Maggiori si avvicineranno ai 28°C o oltre, con punte più significative nelle vallate interne della Sicilia e della Sardegna. Insomma, ci siamo, i 30°C in qualche località potranno essere raggiunti, e con la conoscenza che abbiamo del clima della Valle Padana, qui i valori si avvicineranno a tale entità termometrica. Insomma, ci stiamo avviando verso la calda stagione estiva.
Ed eccovi il caldo africano in arrivo
La fase che si profila tra il 25 e il 30 Maggio è quella che cambia davvero le carte in tavola, premesso che la previsione va sempre confermata. Nell’ultima emissione, il modello matematico ECMWF delinea ancora una volta, e con crescente coerenza con le precedenti previsioni, l’espansione di un campo anticiclonico di origine nordafricana, che potrebbe portare sull’Italia i primi veri calori della stagione, con temperature che in alcune aree del Centro-Sud e delle pianure padane potrebbero spingersi ben oltre i 30°C.
E qui, cari miei, inizieranno le lamentele, anche perché l’avvento del caldo sarà troppo improvviso, in 10 giorni, città come Milano e Torino passeranno dai 10°C di oggi ai 28-30°C. Meno drastico il rialzo altrove, ma sul meteo che fa c’è sempre motivo per lamentarsi.
Le anomalie termiche positive alla quota di 850 hPa risulteranno particolarmente marcate sul versante tirrenico e al Sud Italia, con valori che si discostano sensibilmente dalla media climatologica del periodo. Si tratterà, con buona probabilità, di un assaggio di ciò che l’estate 2026 potrebbe riservarci, anche se è prematuro parlare di ondata di calore strutturata. Per parlare di ondata di calore è necessario il rispetto di alcuni parametri.
Per ora, parliamo di fase di caldo precoce, e oserei dire, anche fastiosa.
Non mancheranno delle condizioni di instabilità pomeridiana sull’arco alpino, dove i contrasti termici tra le masse d’aria rimaste più fresche in quota e il caldo accumulato in pianura potranno ancora innescare temporali locali – fenomeno quasi fisiologico per la stagione. Ma nel complesso, il quadro sarà quello di una Penisola sotto l’abbraccio di una stabilità atmosferica sempre più solida.
Concludo rammentando che tutte le indicazioni relative alla fase compresa tra il 20e il 30 Maggio rappresentano una tendenza da sottoporre a verifica nelle prossime emissioni.
Credit: (TEMPOITALIA.IT)








