Caldo estremo verso metà luglio, si arriva a 42 gradi
Prima il fuoco, poi l’acqua questo è l’argomento di questo articolo. Vi parleremo di quel filo sottile, anzi, quasi sottilissimo, che separa la calura da un maltempo sempre più brutale, accentuati, entrambi, dai cambiamenti climatici. Si profila una situazione estrema per l’Italia intorno alla metà del mese di Luglio, e nel suo insieme non è un dettaglio poco rilevante, anzi, è divenuto anche in Italia oggetto di programmi tv, servizi giornalistici.
Chi vive al Sud Italia e la Sicilia, però, in ampie aree, questo grande caldo non lo sta vivendo, perché è soprattutto al Nord Italia che per ora la calura è folle. Ma è questione di pochissimo tempo che il caldo si sposti anche verso il mezzogiorno italiano e la Sicilia.
Il gran caldo resterà padrone della scena ancora molti giorni, almeno fino a oltre metà mese, con valori di temperatura che potrebbero spingersi sopra i 42°C al Centro e al Sud, specie sulle Isole Maggiori, mentre al Nord si punta ai 40°C e localmente anche oltre, valore già registrato mercoledì 8 di questo luglio dal caldo infernale. Uno scenario che riporta alla mente la famigerata estate 2003, quella che ancora oggi resta il metro di paragone per capire fin dove può arrivare l’estate italiana. Le regioni più a rischio della fiammata sono già nel mirino dei modelli matematici.
Piuttosto, chi ci dice che nel 2003 fece caldo infernale per tre mesi di fila non ricorda bene cosa accadde. E’ innegabile che fu un’estate rovente, anzi, con dei record di caldo, ma ci furono anche delle modeste pause, quelle che noi questanno, specie per il Nord Italia non stiamo osservando.
Perché il Mediterraneo si trasforma in un braciere
Tra il 12 e il 15 Luglio una massa d’aria più fresca scivola in direzione delle Canarie e, come in un sistema di vasi comunicanti, richiama verso il Mediterraneo una risposta d’aria bollente di matrice africana. Un travaso che va a caricare il nostro mare Nostrum di calore. Non è la prima volta che succede in questa estate 2026, del resto: la nuova ondata di calore si aggancia a un mese di Giugno già chiuso tra record e afa.
Sole e caldo domineranno così in modo assoluto ancora per diversi giorni. Qualche eccezione si vedrà con un po’ di temporali sparsi tra il 10 e l’11 al settentrione, roba di passaggio più che una vera svolta.
Attorno al 16 e 17 Luglio l’anticiclone comincia a cedere
Fibalmente l’altra pressione inizierà ad incrinare la sua forza intorno al 16 e 17 Luglio, quando cominceranno a manifestarsi i primi segni di cedimento della struttura anticiclonica tra l’Europa centrale e l’arco alpino, marginalmente fino alla Valpadana. E qui viene il punto delicato, perché quel piccolo scricchiolio potrebbe innescare i primi potenti nubifragi proprio sul nostro settentrione e vere tempeste elettriche, ovvero temporali con impressionante quantità di fulmini.
Con tutto il calore e l’energia immagazzinati nei bassi strati, i fenomeni rischiano di risultare estremi tanto quanto lo è stato, fino a quel momento, il caldo.
I temporali nascerebbero sulle Alpi, salvo poi sfondare in Valpadana e assumere i tratti di veri e propri nubifragi. Non i soliti rovesci estivi, insomma: grandine e temporali con il Nord nel mirino, con la colonnina che crolla dove le celle riescono a organizzarsi.
Nubifragi al Nord, troppa energia. Tempeste elettriche, grandine
Quella descritta, sarebbe solo l’inizio. Avremo una flessione del campo barico in grado di favorire l’ingresso di un flusso instabile da ovest, con conseguente aumento dell’instabilità al Nord e, in misura minore, al Centro, in concomitanza con la terza decade di Luglio. Un’ipotesi che la media degli scenari dei modelli matematici più autorevoli ritiene credibile, e che i centri di calcolo continuano a monitorare giorno dopo giorno.
Al Sud, invece, non cambierebbe granché. Si continuerebbe a non vedere una goccia e a fare un caldo opprimente, come da copione in queste situazioni, inviando energia di calore verso il Nord Italia. Uno scenario simile lo vedemmo nella terza decade del luglio 2024 con temporali di violenza insolita.
Ma se davvero il quadro settentrionale evolvesse così, il Nord Italia potrebbe fare i conti con temporali pericolosi, tanta grandine e danni conseguenti. Del resto l’estate 2026 ci ha già abituati a questi ribaltoni, passando dal record termico al nubifragio nel giro di poche ore.
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