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Dai 40 gradi verso la svolta meteo tanto attesa: i temporali

Il picco del caldo africano coincide con i primi violenti temporali sulla pianura. Energia atmosferica da record, grandine e nubifragi spianano la strada a un cambiamento atteso da settimane.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
29 Giu 2026 - 10:15
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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I primi tuoni hanno già rotto il silenzio dell’afa. Lungo l’estremo lembo occidentale dell’Italia, nel Torinese alle porte di Torino e in Valle d’Aosta, i temporali serali sono tornati a farsi vedere dopo giorni di calura asfissiante. Fenomeni classici, in fondo: infiltrazioni d’aria più fresca in quota che vanno a sbattere contro il caldo africano insediatosi nel cuore del Mediterraneo. Le prime avvisaglie, insomma. Di un peggioramento che entrerà nel vivo proprio in questo lunedì 29 giugno.

 

Temporali pronti a colpire anche la pianura

Sarà un avvio di settimana turbolento, dal nord al sud. Ma intendiamoci subito: niente perturbazione vera e propria, e nemmeno quella rinfrescata che tutti, diciamolo, ci aspetteremmo a questo punto. Le temperature resteranno altissime, in certi casi addirittura estreme, e al Nord la giornata sarà bollente, con punte fino a 40°C. Un contrasto da brividi, se ci pensate, perché è proprio sotto questa cappa rovente che esploderanno i temporali pomeridiani e serali. E non saranno solo fenomeni di montagna. Celle attive su colline e pianure, a partire dalla Val Padana, dove il pomeriggio si annuncia turbolento e a tratti violento.

 

Energia esplosiva sulla Val Padana

Gli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo raccontano una storia precisa: numerose celle temporalesche pronte a scaricarsi sulle pianure tra Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Fenomeni isolati, sì, ma potenzialmente cattivi, capaci di sfornare grandine di grosse dimensioni, raffiche di vento oltre i 100 km/h e nubifragi improvvisi. Tutti i classici ingredienti dei temporali estivi, con una differenza che fa la differenza: stavolta avranno a disposizione una quantità di carburante fuori scala. Le proiezioni indicano un CAPE spropositato su gran parte della Val Padana, in alcune zone oltre i 3000 J/kg, un valore che dà la misura dell’energia in gioco e che può alimentare fenomeni davvero estremi. Non a caso la Protezione Civile ha già diramato un’allerta gialla per la giornata odierna.

 

Occhi puntati anche sul Centro-Sud

Da non sottovalutare nemmeno quel che accadrà più a meridione. Nel pomeriggio piccole ma insidiose celle temporalesche prenderanno vita su Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e sulle zone interne di Calabria e Sicilia, pronte a scaricare forti piogge e grandinate lampo. Le aree più esposte restano comunque quelle padane, tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, seguite dalla fascia tirrenica e dagli Appennini. La rinfrescata? Solo un’illusione momentanea, circoscritta alle zone bagnate dai temporali. Subito dopo il termometro riprende a salire, perché per una vera svolta serve un ricambio d’aria ben più organizzato, capace di abbracciare l’intera penisola.

 

Cambio di rotta dal 1° luglio

Siamo al culmine del grande caldo, su questo non c’è dubbio. Ma il quadro è destinato a mutare, e in fretta. Mentre la bolla rovente investe ancora Italia ed Europa centrale, più a ovest, tra Regno Unito e Francia, sono già arrivati i temporali rinfrescanti dopo giorni di clima infuocato. Il promontorio anticiclonico subtropicale comincerà a perdere colpi all’inizio della settimana, in un contesto che resterà comunque afoso, con punte di 40°C e umidità alle stelle nelle prossime 48 ore. Poi il colpo di scena. Il transito di un fronte temporalesco, associato a un vortice d’aria fresca in quota, esalterà i contrasti a metà settimana, con precipitazioni localmente molto intense in estensione a gran parte del Paese e un netto calo dei valori. La frustata di temporali raggiungerà entro la sera di mercoledì 1° luglio le pianure di Lombardia, Triveneto ed Emilia-Romagna. La svolta si completerà giovedì 2 luglio, quando il fronte sfilerà verso le regioni centrali e meridionali, accompagnato da nubifragi e grandinate di grossa taglia sull’Adriatico e sul Meridione. Al Nord, invece, cielo più sereno e aria finalmente più respirabile.

 

Qualche giorno di tregua, poi il ritorno del caldo

Refrigerio diffuso, certo, anche se le temperature torneranno semplicemente verso le medie del periodo, non sotto. Un sospiro, più che un vero break d’estate. E l’anticiclone africano? Non sparirà affatto: si ritirerà solo in parte, restando proteso a ovest dell’Italia, pronto a rifarsi vivo. Già negli ultimi giorni della prossima settimana una nuova espansione dell’anticiclone subtropicale tenderà ad allungarsi dalla Penisola Iberica verso la Francia meridionale, lambendo di nuovo il nostro Paese con le sue propaggini più orientali. Insomma, l’inizio di una fase calda destinata a rafforzarsi dal 6-7 luglio, pur senza l’intensità eccezionale che ha segnato la fine di questo giugno rovente.

 

Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti dei modelli ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e del Global Forecast System (GFS).

 

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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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