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Caldo record a Milano: quale è la temperatura più alta mai registrata

Tra l'aeroporto di Linate e l'osservatorio del centro storico il primato cambia di quasi due gradi: c'entrano l'isola di calore urbana e una vecchia siepe. Ma è giusto annullare un dato meteo per una siepe?

Andrea Meloni di Andrea Meloni
28 Giu 2026 - 12:52
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Cronaca Meteo
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Qual è stata la giornata più rovente nella storia di Milano? Domanda semplice, risposta meno scontata di quanto sembri. La cosa è davvero assurda per Linate, dove un fatto discusso parecchio nei primi anni ‘2000, ha persino annullato un dato meteo che potrebbe essere il vero record di tale stagione meteo.

Insomma, sembra una ironia, ma il record di Milano Linate, autorevole stagione meteo, risulta da autorevoli fonti, annullato per una siepe. E ricordo benissimo gli eventi.

 

Linate, il dato ufficiale

Partiamo dal riferimento più solido. La stazione aeroportuale di Linate – codice WMO 16080, con una serie di dati estremi che parte dal lontano 1946 – mette a verbale il suo massimo storico il 2 agosto 2017: 37,8°C. Tanti, certo. Ma forse meno di quanto in molti immaginano. E si, essendo annullato il record storico registrato nel 2003, ma da chi? Da molti appassionati di meteo che riuscirono anche a far tagliare una siepe che avrebbe potuto invalidare le misurazioni. Ma c’è da chiedersi, ai giorni d’oggi, quanto possa aver invalidato il dato, per altro in aumento del valore termico, una siepe, che semmai lo abbasserebbe dato che si parla di diffondere il verde nei centri urbani.

Nell’estate del 2003, quella dell’ondata di calore che mise in ginocchio mezza Europa, a Linate si lessero valori più alti, fino a 39,3°C l’11 agosto. Cifre importanti, rilevati da una stazione meteo autorevole.

Eppure è stato considerato un valore sovrastimato e quindi non viene considerato, ma solo citato. Infatti, nei pressi della capannina meteorologica, in quegli anni, era cresciuta una siepe che si sosteneva falsasse le misure. Il problema, raccontano le ricostruzioni, andò avanti dalla metà degli anni Novanta fino al 2004.

Ecco perché le fonti come Wikipedia continuano a indicare quei 37,8°C come primato assoluto della stazione. Ma il dubbio che si esageri con la storia della siepe resta, specie ai giorni d’oggi.

 

A Milano centro storico si ebbero oltre 39 gradi

Spostiamoci di qualche chilometro, verso il cuore della città. Qui la musica cambia. L’Osservatorio Meteorologico Milano Duomo (OMD), erede di una serie storica che affonda le radici addirittura nel 1763, racconta tutt’altra estate. Il suo record? Si aggira sui 39,8°C, sempre in quell’arroventato 11 agosto 2003 rimasto negli annali.

Ecco, però, osservando ad oggi la numerosa serie di stazioni meteo tra campagna e centro città di Milano, si osserva spesso che in campagna prevalgono temperature massime superiori all’area urbana, mentre sono le minime ad essere decisamente superiori, determinando l’isola di calore urbano. Ovviamente, parliamo di stazioni meteo ubicate secondo quando prescritto dal WMO, non di certo installate su un marciapiede o su una strada arroventata dal sole. Tale analisi l’ho svolta osservato i dati meteo di ARPA Lombardia sopratutto. Dati meteo che vengono criticati da molti appassionati di meteo.

Vista la situazione di quel 2003, si fecero delle elaborazioni, frutto dell’omogeneizzazione dei dati di altre centraline meteo, ed il record storico viene abbassato per Milano città a 38,3°C: la stessa cifra che spunta anche per una torrida giornata di inizio secolo, il 7 luglio 1902.

Ma Fondazione OMD, che gestisce la stazione di Milano Centro ospitata oggi all’Università Statale, resta però sui 39,8°C. Numeri superiori di un grado e mezzo rispetto alla noia del caldo di chi calcola al ribasso le temperature. Insomma, un bel caos per Milano sul record storico.

 

Credit

  • World Meteorological Organization – World Weather & Climate Extremes Archive
  • World Meteorological Organization – Extreme Heat
  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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