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L’estate mediterranea è finita. Come mai abbiamo quella africana

Un tempo bastava l'anticiclone delle Azzorre a regalarci un caldo gentile e cieli tersi. Poi qualcosa si è rotto, e oggi a comandare le nostre estati è tutt'altra figura.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
01 Lug 2026 - 15:58
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Cambiamento Climatico
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Ricordate giugno? Le condizioni della prima metà del mese, intendo. Lo chiedo perché in meteorologia la memoria è sempre troppo corta, e dimentichiamo in fretta.

Fu un periodo davvero fuori dall’ordinario, segnato da un’instabilità atmosferica che mise sotto scacco molte regioni. Temporali a raffica, parecchi dei quali scaricarono al suolo quantità d’acqua impressionanti nel giro di pochissimo. E si arrivava, per giunta, da un maggio eccezionalmente piovoso: terreni già zuppi, incapaci di assorbire un’altra goccia. Insomma, la frittata era servita.

 

Giugno bagnato e la prima vampata di calore

Dopo quella parentesi umida arrivò la prima intensa ondata di caldo. Durò il giusto, per fortuna. Nessuno, in quei giorni, avrebbe scommesso su un luglio interamente plasmato dall’anticiclone africano, e in tanti si chiedevano che ne sarebbe stato dell’estate 2026.

Eccola, la risposta. Il meteo africano “salverà” l’estate 2026. Avevate qualche dubbio? Noi no. Non a caso, già da maggio avevamo delineato un quadro mensile dominato in lungo e in largo dall’anticiclone africano, con picchi inesplorati e caldo record. Puntare sul gran caldo di matrice sahariana, del resto, è ormai una scommessa che si vince quasi sempre.

Nessuna sfera di cristallo, sia chiaro. Quell’ipotesi nasceva da un lavoro paziente di lettura dei pattern climatici, segnali che già dallo scorso inverno lasciavano intravedere l’andamento di primavera ed estate. Certo, dire che il meteo africano “salverà” la stagione fa un po’ sorridere, ed è proprio lì che stiamo ironizzando: chi nutriva dubbi sull’andamento stagionale, beh, dovrà ricredersi. Luglio, e con ogni probabilità anche agosto, ci ricorderanno cosa vuol dire fare i conti con l’anticiclone subtropicale.

 

Estate mediterranea, quella di una volta non torna

I più giovani non lo sanno. Le estati non erano questa fornace. Chi è nato negli anni Duemila ha conosciuto soltanto l’anticiclone africano, e crede che sia la normalità.

E invece no. La normalità sarebbe un’altra… Ve lo ricordate, l’anticiclone delle Azzorre? Ecco, quella era l’estate mediterranea, quella che il mondo intero ci invidiava. Tutti sognavano di venire in Italia, o comunque in un angolo qualsiasi del Mediterraneo, perché il termometro non toccava mai vette insopportabili. Gradevoli forse è dir troppo, faceva caldo eccome, e spesso si sfondavano i 30°C. Ma le punte di 35°C? Roba rara, da segnare sul calendario, e allora sì che si parlava di caldo eccessivo.

Poi le carte in tavola sono cambiate. Il Riscaldamento Globale e i cambiamenti climatici che ne discendono hanno bussato anche alle porte del Mediterraneo. Risultato: la normalità è stata riscritta. L’anticiclone delle Azzorre ha ceduto il passo all’anticiclone africano, e quest’ultimo si è preso la scena senza più mollarla.

 

Un tempo veniva a trovarci due o tre volte l’anno, giusto qualche giornata e poi via. Oggi, quando arriva, difficilmente lascia spazio ad altro.

Ecco perché parliamo di un meteo che non c’è più. L’estate mediterranea non la si vede da un pezzo, e chissà quando tornerà. Anzi, viene da chiedersi se tornerà mai, perché il processo di riscaldamento macina chilometri e, finché non si cambierà registro, sarà sempre l’anticiclone africano a dettare legge sopra le nostre teste.

 

Credit

  • World Meteorological Organization
  • Copernicus Climate Change Service
  • World Weather Attribution
  • Nature
  • EU Space Programme
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Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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