Gli ultimi aggiornamenti del satellite Copernicus sulle temperature superficiali del Mar Mediterraneo hanno tutto il sapore del campanello d’allarme: le acque risultano enormemente più calde della norma, complice quell’ondata di caldo che da oltre due settimane tiene sotto scacco più di mezza Europa. Numeri clamorosi, che raccontano ben più di una semplice estate rovente.
Mediterraneo rovente, ecco dove si concentra il caldo
Da giorni il cuore del promontorio subtropicale si è piazzato tra il nord Italia, il Mediterraneo occidentale, la Francia e l’Europa centrale. Ed è proprio lì, su quelle terre arroventate, che si registrano le temperature più elevate, con ripercussioni pesantissime sul mare sottostante. La mappa delle anomalie di temperatura parla da sola. Una zona, in particolare, mette i brividi: il Mediterraneo settentrionale, quel tratto compreso tra la Costa Azzurra e il Mar Ligure. Anomalie spaventose, un problema serio in vista dei prossimi mesi e delle perturbazioni che potrebbero investire il Mare Nostrum tra la fine dell’estate e l’autunno.
Fino a otto gradi sopra la media
Otto gradi. Avete letto bene. Su questi tratti di mare le temperature arrivano a toccare valori fino a 8°C oltre le medie tipiche del periodo, cifre a dir poco esorbitanti che si traducono, detta in soldoni, in acque fino a 28 o 29°C nello strato superficiale. Non è affatto normale che a fine Giugno il Mediterraneo settentrionale sfoderi numeri del genere. E lo è ancora meno se pensiamo a ciò che ci attende: davanti a noi restano due mesi buoni di potenziali ondate di calore, durante i quali il mare continuerà a immagazzinare calore e a scaldarsi ulteriormente. Un serbatoio che si ricarica, giorno dopo giorno.
Cosa comporta un mare così caldo
In questo periodo dell’anno il Mar Ligure dovrebbe aggirarsi sui 22°C. Dovrebbe. La realtà, in effetti, racconta tutt’altra storia, con valori prossimi ai 29°C che ribaltano le carte in tavola. Perché un mare così caldo, diciamolo, non è soltanto una curiosità da bollettino. Quando dall’Atlantico faranno capolino le prime ondate di maltempo, tutto quel calore si trasformerà in un’enorme riserva di energia, pronta a essere colta al balzo dalle perturbazioni. E indovinate un po’ cosa accade quando questa energia incontra l’aria fresca in arrivo dall’oceano? Più carburante a disposizione significa nubifragi più probabili, precipitazioni più intense, temporali potenzialmente più violenti. Il solito circolo che, negli ultimi anni, abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene: mare bollente, aria instabile dall’alto, e lo scontro partorisce fenomeni di tutt’altra caratura rispetto ai normali temporali di calore.
Un’estate complessa
La situazione, insomma, è già pesante di suo. E pensare che siamo appena ai nastri di partenza. Colpisce pure il basso Tirreno, dove si sfiorano già i 30°C: temperature da mar dei Caraibi, altro che Mediterraneo. Chi si è tuffato in questi giorni lo ha percepito sulla pelle, quell’acqua che non rinfresca più come un tempo. Tutto questo, ripetiamo, con Luglio e Agosto ancora interamente da affrontare. Due mesi che, se le premesse reggeranno, rischiano di consegnarci una delle estati più lunghe e roventi degli ultimi anni. Il mare, purtroppo, non racconta bugie.