Cambia tutto, e in fretta. Dopo giorni passati a boccheggiare sotto il sole, Milano si concede una piccola parentesi. Niente di clamoroso, intendiamoci – ma quel che basta per riaprire le finestre la sera senza pentirsene. Il calo termico c’è, si avverte, e arriva insieme a un dettaglio che molti non si aspettavano: qualche temporale.
Mercoledì 1 luglio il cielo resta quasi sereno, percorso però da raffiche che a tratti si fanno vivaci. Le temperature oscillano tra i 25°C e i 35°C, mentre il vento soffia debole da Ovest/Nord-Ovest, attorno ai 9 chilometri orari, con punte fino a 50 nelle ore più ventose. La probabilità di pioggia? Settanta per cento. Insomma, l’ombrello in borsa non guasta.
Poi la situazione si stabilizza. Giovedì 2 e venerdì 3 tornano il sereno e un’aria più asciutta, con massime sui 34°C e venti contenuti, prima da Nord-Est, poi da Sud/Sud-Ovest. Niente di fastidioso, almeno per ora. Il fine settimana scorre tranquillo: sabato 4 quasi sereno, massime sui 33°C; domenica 5 cielo limpido ma il termometro che ricomincia a salire, fino a 36°C. Ecco, il segnale.
Diciamolo chiaramente. Quella della prossima settimana non è una semplice fluttuazione. Lunedì 6 il caldo si conferma deciso, con valori intorno ai 35°C e una possibilità di rovesci che torna ad affacciarsi – settanta per cento, di nuovo -. Martedì 7 porta invece una svolta più netta: cielo nuvoloso, rovesci probabili al novanta per cento, una manciata di millimetri d’acqua attesi e massime che scendono ai 32°C. Una boccata d’ossigeno breve, forse troppo.
Perché il copione, a quel punto, conosciamo già come va a finire. Mercoledì 8 e giovedì 9 l’atmosfera resta instabile, tra nubi e schiarite, ma le temperature non mollano la presa: si resta abbondantemente sopra i 30°C. E venerdì 10? Cielo coperto, eppure il termometro che riprende quota fino ai 35°C. Il caldo non se n’è andato. Ha solo fatto un passo indietro per prendere la rincorsa.
Chi vive in città lo sa bene: a luglio l’afa milanese ha un suo carattere, appiccicoso, che ti resta addosso anche dopo il tramonto. La pianura non aiuta, l’umidità nemmeno. E quando il caldo torna dopo una pausa, la sensazione di disagio sembra quasi raddoppiare, come se il corpo avesse perso l’abitudine in pochi giorni.
Resta l’incognita dei temporali. Sono quelli estivi, capricciosi, che scoppiano nel pomeriggio e se ne vanno in un’ora lasciando l’asfalto fumante. Difficili da prevedere con precisione, capaci di scaricare in poco tempo quantità d’acqua notevoli oppure di mancare del tutto un quartiere mentre quello accanto finisce sott’acqua. La meteorologia, in queste settimane, lavora sui dettagli.
Una cosa pare comunque ragionevolmente delineata. La tregua di inizio mese è reale, ma ha il fiato corto. Il Riscaldamento Globale continua a spingere le estati italiane verso picchi che fino a qualche decennio fa avremmo definito eccezionali, e che oggi – purtroppo – somigliano sempre più alla norma. Tenete d’occhio il cielo. E magari anche il termometro di casa.
