
La Protezione Civile ha disposto per la giornata di oggi, domenica 16 agosto, un’allerta meteo in numerose regioni d’Italia, toccando circa dieci territori regionali. Il motivo va cercato nel rischio idraulico che deriva dalla formazione di temporali che potrebbero assumere quindi forte intensità. Il bollettino di criticità, aggiornato ogni pomeriggio, resta consultabile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile.
Un’allerta gialla ad agosto, con i temporali che vanno e vengono, è quasi ordinaria amministrazione. Eppure c’è un dettaglio che cambia la lettura di questo bollettino, e vale la pena spiegarlo bene.
Quando la pioggia cade su un terreno che non la vuole
Da considerare che questi temporali giungono su molte regioni in una condizione di vera siccità. Quindi c’è la possibilità che gli acquazzoni, ovvero i rovesci di pioggia piuttosto violenta, generino situazioni di allagamento, perché l’acqua non riesce ad essere assorbita dal terreno riarso dal sole.
. Dopo settimane di sole battente, gli strati superficiali si compattano e formano una sorta di crosta, sottile ma efficacissima nel respingere l’acqua. La capacità di infiltrazione dell’acqua è molto scarsa. Se un temporale scarica 30 o 40 e oltre millimetri in venti minuti – e ne bastano molti meno per creare problemi – quell’acqua non scende in profondità: scorre. Corre lungo le pendenze, si raccoglie nei fossi, entra nei tombini che nel frattempo si sono riempiti di polvere e foglie secche, e riemerge dove non dovrebbe.
Un campo arato e umido beve; un campo cotto dal sole no, restituisce. Il Riscaldamento Globale ha reso questo meccanismo molto più frequente di un tempo, e il tema è stato affrontato anche in una ricerca sul mix letale tra siccità e ondate di calore pubblicata nei mesi scorsi.
Le aree in allerta meteo gialla oggi 16 agosto
Vediamo qui l’elenco delle aree che sono state indicate di criticità, e quindi di allerta meteo gialla, leggendo la mappa diffusa dal Dipartimento.
Al Nord le zone puntinate di giallo riguardano la Lombardia, con i settori alpini e prealpini e alcune fasce di pianura: dalla Valtellina che sale verso Sondrio fino ai laghi e all’alta pianura, a ridosso di Milano e Bergamo. Coinvolto anche il Trentino-Alto Adige, dove il giallo si concentra sui settori più settentrionali, quelli che guardano il confine austriaco e le vallate a monte di Trento.
Scendendo lungo la dorsale, l’attenzione si sposta sull’Appennino centrale. Interessata l’Umbria, con le aree interne intorno a Perugia, e l’Abruzzo, dove il giallo copre la Marsica e i bacini montani. Subito accanto il Molise, praticamente per intero, da Campobasso verso il Matese e l’alto Volturno.
Il Sud è la porzione più estesa della mappa. Basilicata, con i rilievi attorno a Potenza; Puglia, dal Tavoliere fino al Salento, passando per l’area di Bari; Calabria, sia sul versante tirrenico sia su quello ionico, con Catanzaro nel mezzo. Chiudono le Isole Maggiori: la Sicilia, coinvolta su buona parte del territorio, Palermo compresa, e la Sardegna, dove il giallo abbraccia i settori centro-meridionali fino alle porte di Cagliari.
Dieci regioni, dunque, spalmate lungo tutta la Penisola. Un’allerta a macchia di leopardo, che ricalca da vicino quanto già osservato nei giorni scorsi con i temporali sparsi e la grandine.

Il motore di questi fenomeni
Nessuna perturbazione atlantica, sia chiaro sta per interessare l’Italia. Quelli che avremo, in buona parte sono temporali figli del calore accumulato nei bassi strati: il suolo si scalda per tutta la mattinata, riscalda l’aria a contatto, quella bolla si carica di umidità e comincia a salire. In quota condensa, e il gioco è fatto. Il vapore che alimenta la macchina arriva da un Mar Mediterraneo che quest’anno è più caldo del normale, e questo si traduce in celle temporalesche compatte, capaci di scaricare molto in poco tempo.
Il rovescio della medaglia? Sono fenomeni brevi, spesso localizzatissimi, e questo li rende infidi. Due paesi vicini possono vivere pomeriggi opposti: uno sotto il diluvio, l’altro con il sole. Ne abbiamo già avuto un assaggio con i temporali improvvisi di inizio mese, e chi frequenta la montagna in questi giorni farebbe bene a rileggere cosa succede sulle Alpi d’agosto, dove un cielo limpido alle undici del mattino non dice nulla su come sarà alle tre del pomeriggio.
Cosa significa, in pratica, allerta gialla
Il giallo indica ordinaria criticità, non è un allarme, è un invito alla prudenza. Significa che i fenomeni previsti possono produrre allagamenti localizzati, rigurgiti dai tombini, brevi interruzioni della viabilità, torrenti in secca che si gonfiano nel giro di mezz’ora.
Qualche accorgimento, dettato dal buon senso più che dai manuali. Evitare sottopassi e strade incassate quando piove forte. Non attraversare guadi, nemmeno con pochi centimetri d’acqua. Tenersi lontani dagli alvei asciutti, che nelle aree interne del Sud e delle Isole possono trasformarsi in fiumi in tempi rapidissimi. E in spiaggia, occhio all’orizzonte: le celle nate sull’entroterra scivolano verso la costa più in fretta di quanto si creda.
Va detto, infine, che questa allerta arriva durante una fase di caldo che dura da settimane, con punte fino a 42°C sulle aree interne del Centro-Sud. Quando l’atmosfera è così carica di energia, ogni piccolo innesco può produrre un temporale anche intenso. È il paradosso delle estati recenti: si soffre la sete per mesi, poi l’acqua arriva tutta insieme e diventa un problema. Se ne è discusso anche guardando al cambiamento atteso dopo il 24 agosto e nell’analisi sulla presunta burrasca di Ferragosto.
Per oggi, comunque, il consiglio resta uno solo: tenere d’occhio il cielo nel pomeriggio, e gli aggiornamenti del bollettino. Perché con questi terreni così secchi, anche mezz’ora di pioggia intensa può bastare per generare disagi, allagamenti come descritto.
Credi
- Protezione Civile italiana
- European Commission JRC – Worsening drought and record heat grip Europe
