
Mediterraneo fino a 8°C sopra media è una bomba ad orologeria, l’innesco è dietro l’angolo e si chiama aria oceanica, ma non solo
Analizziamo delle anomalie in particolare. Perché la mappa che avete davanti, aggiornata al 13 agosto 2026, descrive informazioni che vanno ben oltre il bagno piacevole di Ferragosto: le temperature estremamente anomale in superficie su tutto il Mediterraneo e, tra le altre cose, a ridosso delle coste europee, possono intensificare sensibilmente le perturbazioni che giungeranno da ovest. Non è un dettaglio da bollettino meteo, questo. Ma stiamo parlando del carburante che è presente nei mari, e che alimenterà burrasche, temporali violenti nelle prossime settimane.
Il Blob freddo dell’Atlantico settentrionale
Una curiosità si intravede in questa mappa. Il cosiddetto blob, o cold blob dell’Atlantico settentrionale, dove abbiamo temperature inferiori alla media: quell’area blu che si trova sulla sinistra della foto, in alto, è l’area dove scorre la Corrente del Golfo di cui abbiamo parlato numerose volte. Un pezzo di Oceano che va controcorrente rispetto a un pianeta che si scalda, e che continua a far discutere gli oceanografi.
Ovviamente, nella mappa europea troverete altre aree blu. Forse a tratti inspiegabili.
Quelle macchie blu che sembrano un controsenso
Uno sguardo al Mar Egeo, qui vedete temperature sotto la media. Effettivamente è successo questo, che tutta quella parte dell’Europa ha avuto temperature, durante l’estate, estremamente piacevoli. Non caldo estremo, solo brevi ondate di calore che si sono estese dall’Italia verso i Balcani, ma si sono estinte molto rapidamente. La Russia europea ha avuto temperature sotto la media per lunghi periodi, così anche gran parte della Scandinavia, ad esempio: infatti i mari attorno alla Scandinavia segnano temperature sotto la media.
Il grande caldo che ha interessato le Isole Britanniche, soprattutto al centro-sud, e parte dell’Irlanda, come vedete ha prodotto i suoi effetti, con la temperatura superficiale dell’Oceano Atlantico estremamente più calda rispetto alla media. Si parla anche di 4-5°C sopra la norma. Molto superiore alla media, insomma.
Poi andiamo sul fondo scala, addirittura, sul Mar Mediterraneo. Qui abbiamo picchi superiori alla media anche di 8°C a ridosso del Golfo Ligure e del Golfo del Leone. Un aspetto molto, molto importante e da non trascurare.
Il maestrale che non si è fatto vedere
E questo è il Golfo del Leone, dove normalmente scorrerebbe il maestrale. È mancato totalmente un maestrale fresco verso la Sardegna, ad esempio, che è afflitta da temperature atroci: parliamo di valori che ormai da settimane, in alcune località, vanno sopra i 40°C, e di diffusissime, tantissime località sui 35-38°C.
Ma vogliamo parlare del Nord Italia? Pianura Padana: le temperature sono state diffusamente, per tutta l’estate, sopra i 35°C, e in alcuni casi tocchiamo anche i 40°C. In Italia centrale ci sono poi dei picchi anche di 42°C in alcune vallate. Meno interessati dall’ondata di caldo il Sud Italia e la Sicilia, dove tuttavia vediamo temperature superficiali del mare sopra la norma. Un quadro che abbiamo già raccontato parlando del caldo record in Europa e delle sue conseguenze.
Perché un mare così caldo può rendere violente le perturbazioni
Cosa succederà su tutto questo? E’ molto semplice: quando le perturbazioni giungeranno ci saranno contrasti termici considerevoli, e questi contrasti termici, soprattutto nel Mediterraneo con un mare così caldo, possono procurare eventi temporaleschi violenti. Ad esempio, anche il famoso Derecho che si era verificato in Corsica alcuni anni fa fu innescato da un contrasto termico con un mare molto caldo. Un episodio che ha lasciato il segno nella meteorologia.
Quindi, e comunque, qui si parla sempre di possibilità, non di certezza, che questi fenomeni possano succedere. Noi vi parliamo del carburante che c’è (mare caldo), ma serve l’innesco (un impulso d’aria fresca). E l’innesco viene ostacolato dalle alte pressioni: se le alte pressioni ostacolano l’ingresso di perturbazioni, e addirittura anche di impulsi di aria oceanica, di aria fresca, non si sviluppano aree temporalesche e non ci sono precipitazioni nelle proiezioni delle piogge. È il meccanismo che spiega, in fondo, la prima vera rottura dell’estate e il perché tarda ad arrivare.
Le piogge di settembre e i limiti delle proiezioni
Abbiamo visto che queste sono concentrate soprattutto per Settembre al Nord Italia, specialmente sulle regioni alpine e prealpine, un po’ poi verso le aree adriatiche. Sono previsioni a lunghissimo termine, e queste non intercettano mai fenomeni singoli: cioè intrusioni di aria fredda che possono poi scatenare questi fenomeni temporaleschi, magari di breve durata, tipo temporali marittimi ad esempio. Vale la pena tenerlo a mente ogni volta che si guarda una mappa stagionale, come quando si discute della possibile burrasca di Ferragosto.
Comunque la situazione meteo che si profila è molto interessante da studiare. Ci auguriamo che non si realizzino eventi meteorologici estremi che possano procurare danni ingenti.
Abbiamo la memoria corta, chi si rammenta le mareggiate degli scorsi mesi?
E abbiamo presentato un articolo che parla delle tempeste che si sono verificate durante il semestre freddo: sono state parecchie, e hanno procurato ingentissimi danni in Italia. Non parliamo di altri Paesi, parliamo dell’Italia, ovviamente.
La nostra mente tende a dimenticare questi eventi meteorologici. Però in Italia ci sono state delle mareggiate particolarmente gravi, che hanno procurato danni ai porti e danni alle infrastrutture. Tutto questo è stato originato dai forti contrasti termici, gli stessi che oggi, con un bacino surriscaldato come non mai, tornano a bussare alla porta. Ma stavolta, il mare è ancora piàù caldo di un anno fa. Parliamo di temperature record.
Credit
- Mercator Ocean International – Marine heatwave bulletin, 1 agosto 2026
- Copernicus Marine Service – Mediterranean Heat Waves Monitoring Service
- EU Space – Above-average sea surface temperatures across European seas at the end of June 2026
- Copernicus Climate Change Service – European State of the Climate 2025, Ocean
