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Da alcuni giorni la nostra attenzione è focalizzata su un possibile cambiamento del pattern meteo verso la fine della prima settimana di ottobre. I lettori più attenti avranno notato che, nei giorni scorsi, i modelli avevano previsto un possibile cambio di scenario tra il 2 e il 4 ottobre, ma gli ultimi aggiornamenti hanno spostato più in là la svolta di qualche giorno. Prima di analizzare con precisione quello che potrebbe accadere, facciamo un’introduzione utile a spiegare il concetto.

Il flusso atlantico

Spesso ne sentiamo parlare. Si tratta delle correnti di origine oceanica associate alle perturbazioni, che rappresentano il principale meccanismo capace di riportare precipitazioni diffuse sul nostro Paese. Se ci pensiamo bene, l’autunno fino ad adesso è completamente saltato: pochissimi giorni di pioggia, tanto sole e temperature spesso e volentieri ancora molto alte per il periodo. E infatti, fino alla fine di settembre, non sono attesi cambiamenti evidenti. L’anticiclone continuerà a dominare la scena, ostacolando l’ingresso delle piogge autunnali sull’Italia.

Un cambiamento molto lento

Nel corso della prossima settimana, soprattutto tra giovedì e venerdì, l’imponente struttura anticiclonica dovrebbe però avviare una lenta migrazione verso l’Europa orientale. Contemporaneamente, le correnti occidentali potrebbero portare un po’ più di dinamicità tra Francia e Penisola Iberica. Questa è una manovra importante, perché si tratta di un primo tentativo di scardinare la roccaforte anticiclonica che ormai da quattro mesi staziona sull’Europa occidentale.

L’anticiclone non sparirà, ma sposterà il proprio centro d’azione verso il Nord-Est europeo, mantenendo comunque un certo dominio anche sulla nostra Penisola. In questa situazione, con l’alta pressione che migra verso le zone nord-orientali e una bassa pressione sulla Penisola Iberica, il nostro Paese si troverà nel mezzo e vivremo la cosiddetta lacuna barica. È un termine tecnico che indica una situazione in cui non ci sono né profonde depressioni né forti anticicloni: saremo, insomma, stretti tra due fazioni opposte.

Modesto calo della pressione sul comparto europeo occidentale; sull’Italia molte nubi, cieli grigi e qualche debole pioggia sparsa, dal 5-6 ottobre in poi

Correnti atlantiche deboli

È importante sottolineare che soprattutto il modello europeo non riesce a intravedere un vero e proprio cambio di pattern. Avremo sicuramente un aumento della nuvolosità e la possibilità di alcune piogge, ma non saranno né diffuse né persistenti, almeno fino al 7-8 ottobre. Detto questo, tale manovra non sarà inutile, perché potrebbe fare da apripista verso un periodo più instabile e ricco di precipitazioni. Le incursioni delle correnti atlantiche potrebbero infatti riuscire a indebolire ulteriormente la struttura anticiclonica, grazie al minimo profondo sull’Europa occidentale. Qualora quest’ultimo traslasse verso di noi, sarebbe la vera occasione per avere le prime condizioni di stampo davvero autunnale. Anche perché, fino ad adesso, le depressioni sono scomparse dalla circolazione. Non resta altro che aspettare e rimanere aggiornati sulle prossime tendenze meteo, perché abbiamo realmente bisogno di piogge abbondanti e durature sul nostro Paese.

Anche verso il 7-8 Ottobre il modello europeo ECMWF vede grigiore, piogge deboli e umidità alta, ma i veri fronti atlantici restano lontani…

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

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