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Caldo, brutte notizie dal 6 Luglio: torna l’afa africana. Il Mediterraneo bolle

Andrea Meloni di Andrea Meloni
02 Lug 2026 - 07:07
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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La tregua dal gran caldo durerà pochissimo: dal 6 Luglio l’anticiclone africano tornerà a ruggire, alimentato da un Mediterraneo rovente che diventa un pericolo per l’intera Estate.

Non ci sono buone notizie per gli amanti del fresco. Mentre scrivo queste righe le temperature stanno scendendo su tutto il Nord Italia e a breve l’aria più fresca nord-atlantica dilagherà anche sul resto della penisola, ma questa tregua dal caldo intenso non durerà a lungo. L’attenzione si sposta già inevitabilmente alla prossima ondata di caldo, che minaccia il Mediterraneo.

 

Dal 6 Luglio torna il caldo africano

I principali centri di calcolo, in particolar modo l’americano GFS, mostrano un’evoluzione meteo abbastanza chiara per la prossima settimana, già a partire dal 6 Luglio: il caldo africano, quello intenso, afoso e fastidioso, tornerà su tante nostre città, a cominciare proprio dal Nord Italia, ovvero il settore che più a lungo ha dovuto fare i conti con le altissime temperature in queste ultime tre settimane.

La pausa dal gran caldo durerà appena tre giorni, con temperature un po’ più gradevoli e soprattutto molta meno umidità, che renderà per l’appunto la calura molto più sopportabile e umana, con punte anche di 10 gradi in meno rispetto ai picchi dei giorni scorsi.

 

Una tregua molto breve

Che poi, a dirla tutta, non saranno nemmeno temperature così basse, visto che tra il 3 e il 4 Luglio registreremo di nuovo valori massimi fino a 32 o 33°C su molte città del nord e sul medio-alto Tirreno. Senza dubbio sono valori decisamente inferiori rispetto a quelli estremi dei giorni scorsi, ma restano pur sempre temperature elevate e superiori alle medie tipiche del periodo. In sintesi: caldo più contenuto, afa meno opprimente, umidità in calo, ma una parentesi limitata a circa tre giorni, come confermano anche le prime analisi sulla durata di questa attenuazione.

 

Le regioni che torneranno per prime nella morsa del caldo

Il nuovo exploit del caldo africano arriverà da lunedì 6 Luglio. Al momento lo confermano tutti i principali centri meteo. L’ultima analisi dei vari modelli da me effettuata è abbastanza lampante per quanto riguarda le regioni del nord-ovest: su Liguria, Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta comincerà a far molto caldo da lunedì 6 Luglio, tanto che la colonnina di mercurio potrebbe spingersi di nuovo al di sopra dei 35°C. Inoltre tornerà ad aumentare con vigore l’umidità su pianure e valli, segno che il settentrione sarà nuovamente invaso da un lembo del promontorio subtropicale. In altre parole: pochissimo vento, tanto caldo, tanto sole e tanta afa, uno scenario che rischia di risultare persino peggiore di quello di Giugno.

 

Centro-Sud?

Le regioni del centro e del Sud potrebbero godere di qualche giorno in più di tregua, ma dall’8 Luglio sembra proprio che il caldo africano riconquisterà anche queste zone. Insomma, la prossima settimana potrebbe riservarci una nuova intensa ondata di calore, con temperature in aumento e afa destinata a diventare sempre più fastidiosa.

 

Il Mediterraneo è bollente e peggiora il caldo

Ci troviamo all’inizio di Luglio dopo un lungo periodo dal meteo davvero rovente, date le temperature elevate e la presenza di un robusto anticiclone di matrice nord-africana. Il Mar Mediterraneo ha inevitabilmente mostrato un’accelerazione preoccupante nell’aumento delle temperature superficiali delle acque. Questo fenomeno, ben visibile dalle rilevazioni satellitari e dalle boe meteo-oceanografiche, si sta configurando come uno dei segnali più chiari del Riscaldamento Globale in atto, con ripercussioni meteo che potrebbero risultare critiche già a breve, non solo nel prosieguo dell’Estate.

Il peggioramento atteso nelle prossime ore può quindi essere ulteriormente enfatizzato dal mare caldo e l’attuale incursione temporalesca che già interessa le regioni settentrionali può ricevere ulteriore carburante, con il rischio concreto di grandine e temporali violenti. Siamo nel momento dell’anno di massima radiazione solare e pertanto questo riscaldamento marino ha sfruttato tutte le potenzialità del periodo, complici giornate molto calde, soleggiate e con scarsa ventilazione in mare aperto.

Lungo tutte le coste dell’Italia, dalla Liguria alla Calabria, passando per Sardegna, Sicilia e l’intera fascia adriatica, le temperature dell’acqua stanno superando di 4-5 gradi le medie climatologiche del periodo. In alcune zone del Mar Tirreno centro-meridionale si registrano già picchi oltre i 27-28°C, mentre in alcuni tratti tra il Mar Ligure e le coste meridionali francesi le anomalie arrivano fino a 7 gradi.

 

I rischi legati alle acque marine già così calde all’inizio dell’Estate

Questi valori sono del tutto eccezionali per il periodo, ma sarebbero molto elevati anche nella fase di massimo riscaldamento marino che generalmente riscontriamo nella prima parte di Agosto. Il caldo esagerato del bacino mediterraneo non è solo un dato numerico, ma modifica radicalmente il comportamento delle masse d’aria, influenzando in modo diretto le dinamiche atmosferiche e aprendo la strada a scenari potenzialmente estremi.

Acque marine più calde comportano un’evaporazione più intensa, aumentando il contenuto di umidità nell’aria. In sostanza percepiamo più caldo nell’ambiente e soprattutto sulle coste si smorza l’effetto piacevole che dovrebbe essere garantito dalle brezze marine. Questo surplus di vapore acqueo diventa carburante per i temporali, che possono evolvere in fenomeni violenti: grandinate, nubifragi, downburst e trombe d’aria. Tutti questi eventi trovano nell’aria calda e umida il terreno perfetto per svilupparsi e il mare può contribuire non poco. Inoltre, il Mediterraneo funziona da “mare chiuso” ed è quindi più sensibile a ogni variazione termica: l’innalzamento delle temperature marine rende più probabili i regimi di blocco tipici delle ondate di calore, anche quando in gioco c’è l’Alta Pressione delle Azzorre.

 

Proiettandoci nell’evoluzione meteo dei prossimi giorni, il previsto ingresso di una goccia fredda in pieno Mediterraneo destabilizzerà l’atmosfera e potrà usufruire del calore marino già notevole. C’è quindi la possibilità di meteo instabile più marcato non solo sulla terraferma, ma occasionalmente anche in mare aperto. Inutile dire che, di questo passo, il Mar Mediterraneo potrà scaldarsi ulteriormente, arrivando verso fine Estate in una situazione ancora più insidiosa, con il calore che si trasmetterà anche negli strati più profondi. Tutto questo non depone bene in vista delle eventuali incursioni d’aria fredda e dei peggioramenti attesi verso fine stagione, che potrebbero assumere potenzialità ancora più estreme.

 

Credit:

  • ECMWF – GFS (NOAA)
  •  Copernicus Marine Service
  •  Copernicus Climate Change Service
  •  European Environment Agency
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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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