Meteo: caldo in ritirata tra il 2 e il 3 luglio, poi rischia di tornare la fornace africana
Da ormai due settimane l’Europa è stretta nella morsa di un caldo eccezionale, con i record termici assoluti che cadono come birilli. L’aspetto più pesante è che la calura non concede tregua nemmeno di notte: il disagio resta diffuso e la sensazione di afa può diventare opprimente, soprattutto nelle grandi città e lungo le coste non raggiunte dalla ventilazione. Nemmeno i temporali sono finora bastati a spezzare in modo deciso questa fase rovente, e di un vero cambio di rotta si sente davvero il bisogno. Qualcosa, però, comincia a muoversi: nell’arco di questa settimana arriverà il tanto atteso ridimensionamento delle temperature, una boccata d’aria dopo i giorni di caldo africano che hanno messo a dura prova mezzo continente.
Tregua dalla calura, ma senza vera frescura
Mettiamo subito in chiaro un concetto, per non creare false aspettative: non ci sarà alcuna rinfrescata, solo un ridimensionamento dei valori, che torneranno su livelli più umani. Il caldo atroce degli ultimi giorni dovrebbe lasciare spazio a una calura maggiormente sopportabile, in particolare giovedì 2 e venerdì 3 luglio.
A dare la misura del cambiamento è il quadro termico atteso in Italia giovedì 2 luglio. Spariranno, per fortuna, i 38-40°C; al loro posto avremo temperature che nelle aree interne del Centro-Sud e in Val Padana si attesteranno tra 32 e 34°C. Calerà leggermente anche il tasso di umidità, e il caldo risulterà più gestibile soprattutto nelle ore notturne, quando l’afa aveva finora reso difficile persino il riposo. Restano, comunque, per la Valle Padana, valori sopra la media trentennale.
Sul fronte dei fenomeni, il copione cambia di giorno in giorno. Tra martedì e mercoledì sono attesi temporali puntiformi (sparsi) su alcuni settori del Nord e del Centro, mentre tra giovedì e venerdì i rovesci principali si dirigeranno verso il Sud Italia, e a quanto parrebbe, anche Sardegna e Sicilia, aprendo la strada a correnti relativamente meno calde da nord-ovest.
Cosa raccontano le mappe
Secondo le ultime emissioni dei modelli GFS ed ECMWF, l’inizio di luglio dovrebbe presentarsi con un quadro meno estremo. L’alta pressione continuerà comunque a dominare su buona parte dell’Europa occidentale, mantenendo condizioni favorevoli a nuovo caldo intenso. Sul nostro Paese, però, inizieranno a farsi strada infiltrazioni di aria un po’ più fresca e instabile in arrivo dai quadranti nord-occidentali.
È bene sottolinearlo: questo cambiamento non determinerà un crollo termico, ma contribuirà a riportare le temperature su valori più gestibili, almeno nella prima fase, accompagnati da tassi di umidità molto bassi. L’ingresso di correnti più instabili aumenterà inoltre il rischio di temporali sparsi, in particolare nelle zone interne e montuose, con qualche possibile sconfinamento verso i settori orientali del Paese e anche tra pianura e costa. È proprio l’umidità, del resto, uno dei parametri da monitorare per capire quanto sarà sopportabile la calura nei giorni a venire.
Un caldo comunque estivo, soprattutto al Sud e sulle Isole Maggiori
Come detto, nel complesso il caldo dovrebbe mantenersi su livelli più accettabili, ma non si potrà certo parlare di frescura. Le temperature potranno risultare ancora elevate e fastidiose, in particolare sulle Isole Maggiori e al Sud, dove il beneficio delle correnti fresche sarà praticamente nullo e si assisterà, al massimo, a un modesto ricambio d’aria. Qualche temporale di calore resterà comunque attivo lungo le Alpi e la dorsale appenninica, limitatamente alle ore pomeridiane.
Il rischio di una nuova ondata di caldo entro la fine della prima decade di luglio
Cosa potrebbe accadere in seguito? Durante la seconda settimana di luglio sembra probabile un nuovo rinforzo dell’alta pressione, che rischia di preparare il terreno a un’altra ondata di caldo per l’Italia e per gran parte del nostro Continente. Purtroppo non si intravedono novità significative sulla vastità delle condizioni anticicloniche, destinate a seguitare a imperare sull’Europa.
Le tendenze a medio-lungo termine sono al limite. Il modello matematico americano prospetta caldo feroce, quello europeo più contenuto. Ma i valori andranno di nuovo frequentemente sopra i 35°C, e nella condizione migliore per noi, la grande fornace africana, ma sopratutto il noto Heat Dome, quell’alta pressione che comprime l’aria e la surriscalda, dovrebbe mantenersi abbastanza vicina all’Italia. Però, come ho detto, il modello matematico americano è un delirio di calura, prospettando temperature innominabili.
La Spagna verrà colpita in pieno. Rischia moltissimo la Francia. Ma è difficile, al momento stabilire se la prossima ondata sarà intensa ed estrema come la precedente, o persino peggiore: però, se a me le proiezioni americane appaiono quasi fantascientifiche per i valori fuori scala ipotizzati, con numeri che, qualora si realizzassero, porterebbero record storici nel Nord Italia, ovvero valori mai misurati prima. Siamo però nella fase in cui attendiamo conferme, e a queste distanze le certezze restano poche. Però, quello che mi lascia sgomento è leggere previsioni così assurde, numeri che fanno preoccupare. Insomma, le stagioni estive stanno diventano un’emergenza che ci obbligherà a modificare lo stile di vita e del lavoro.
Il caldo potrebbe essere comunque pesante dall’8 luglio, con i modelli matematici che continuano a oscillare tra una breve tregua e il ritorno della fornace. Dopo settimane in cui l’Italia è scivolata in pieno verso il picco dell’anticiclone, la parentesi più vivibile che stiamo iniziando ad assaporare rappresenta un respiro prezioso. Resta da capire quanto durerà, anche se i modelli matematici vanno visti se ne deve tener conto.
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