Il super tifone Bavi si è rapidamente intensificato fino alla categoria 5 nell’Oceano Pacifico occidentale e ha toccato terra sull’isola di Rota, circa 95 chilometri a nord-est di Guam, alle 9 del mattino di lunedì ora locale (le 19 di domenica ora della costa orientale statunitense).
La tempesta ha colpito con venti massimi vicini ai 290 km/h. Sulle isole si segnalano danni diffusi. Ora che il sistema si sta allontanando, le condizioni miglioreranno lentamente nel corso della giornata. Le isole restano però sotto la minaccia di gravi inondazioni, con oltre 500 millimetri di pioggia previsti.
Dove si trova ora il super tifone Bavi
Bavi è diventato tempesta tropicale nella tarda serata di mercoledì e già all’alba di venerdì si è rafforzato in tifone, il nome con cui vengono chiamati gli uragani nell’Oceano Pacifico occidentale a nord dell’equatore. In giornata la tempesta ha poi raggiunto l’intensità di super tifone.
Il centro si trova all’incirca 160 chilometri a nord-est di Guam e si muove verso ovest-nord-ovest a una velocità compresa tra 15 e 25 km/h.
Bavi è ancora un super tifone, con venti intorno ai 265 km/h.
Dove è diretto il super tifone Bavi
Come mostra la mappa previsionale, il super tifone Bavi dovrebbe proseguire lungo la sua traiettoria verso ovest-nord-ovest nei prossimi giorni.
Bavi dovrebbe avvicinarsi a Taiwan nel corso della settimana, prima di toccare terra lungo le coste della Cina.
Grazie a un’ampia distesa di acque profonde e calde, ai venti in quota che si allontanavano dal sistema e a un wind shear in diminuzione, Bavi si è rapidamente intensificato fino a diventare un tifone equivalente alla categoria 5 già venerdì, con venti da super tifone di circa 260 km/h. Domenica (nella prima mattinata di lunedì ora locale) la tempesta presentava venti sostenuti di 290 km/h. Le previsioni indicano che resterà un super tifone nei prossimi giorni.
Cosa sapere sui tifoni di Guam e delle Marianne
L’Oceano Pacifico occidentale a nord dell’equatore è la zona più attiva del pianeta per i cicloni tropicali.
In un anno medio si formano da 25 a 26 tempeste tropicali nel Pacifico nord-occidentale, 16 delle quali diventano tifoni. Si tratta di circa una dozzina di tempeste in più e di nove uragani (tifoni) in più rispetto a una stagione media degli uragani atlantici.
Guam e le Isole Marianne Settentrionali vengono colpite da tempeste tropicali o tifoni, in genere, sei o sette volte l’anno.
Sebbene i tifoni possano formarsi nel bacino del Pacifico occidentale in qualsiasi periodo dell’anno, per le Marianne la stagione va di norma da giugno a dicembre.
Negli ultimi tempi le isole sono state colpite da tifoni intensi. Meno di tre mesi fa il super tifone Sinlaku, di categoria 4, ha devastato le Isole Marianne Settentrionali e Guam con venti distruttivi, mareggiate e allagamenti dovuti alle piogge, come già raccontato in analisi sul comportamento sempre più estremo di questi fenomeni.
Nel maggio 2023 il tifone Mawar, di categoria 4, ha provocato danni estesi ai villaggi, spinto onde di tempesta fino a 4 metri e scaricato da 30 a 60 centimetri di pioggia su Guam.
Alla fine di ottobre 2018 il super tifone Yutu, di categoria 5, si è abbattuto sulle isole di Saipan e Tinian con venti a 280 km/h, il tifone più violento mai registrato in prossimità di quelle isole per velocità del vento.
Due persone hanno perso la vita e oltre cento sono rimaste ferite; numerose abitazioni ed edifici hanno riportato danni, compreso l’aeroporto internazionale di Saipan, mentre in alcune zone delle isole la vegetazione è stata completamente spazzata via.
Credit
- Joint Typhoon Warning Center (JTWC)
- National Weather Service – Guam
- NOAA – National Hurricane Center
- Yale Climate Connections