
(TEMPOITALIA.IT) Il picco dell’ondata di caldo è atteso attorno a metà settimana, quando si raggiungeranno valori termici veramente esagerati soprattutto sulle regioni settentrionali italiane, ma anche in parte del centro Italia e della Sardegna si avranno punte massime che supereranno i 35°C, ed è questo l’apice massimo che si dovrebbe toccare. C’è il rischio che alcune località possano persino superare il valore record finora raggiunto nel mese di giugno, parliamo ovviamente di temperature registrate da termometri in stazioni meteorologiche ufficiali. Si attendono picchi massimi record per le città di Torino e di Milano, ad esempio, e probabilmente anche di Parma. Questa ondata di caldo sta facendo strage di temperature record in Francia e in Spagna, dove ormai ci si avvicina alla quota dei 40°C.
Una preoccupazione crescente fra gli esperti
La situazione meteorologica sostanzialmente continua a destare una certa preoccupazione fra gli esperti, anche perché questa impennata termica dimostra come le condizioni atmosferiche, anche in Europa, siano diventate ormai estreme, ovvero con periodi di fresco anche consistente e di caldo esagerato. Tutto questo sfugge anche ai modelli matematici stagionali, che non riescono a intercettare gli eventi meteorologici estremi, bensì tracciano linee di tendenza in una visione d’insieme. Questo grande caldo non era previsto dai modelli matematici stagionali, anche se poi alla fine hanno indicato un trend verso un aumento della temperatura. Tuttavia, si tratta di situazioni estreme che si verificano solo per alcune giornate, anche se in questo caso l’ondata di caldo avrà una durata di circa una settimana.
Mappe GFS (modello matematico americano) che illustrano l’eloquente espansione in quota dell’Alta Pressione Nord Africana, ovvero sub-tropicale.
Le ondate di calore e il clima che cambia
Purtroppo, notiamo che sempre più spesso le ondate di caldo vengono sottovalutate, soprattutto per ragioni politiche oppure per altri motivi. Ma questo grande caldo, come spiegano gli scienziati, e non riportiamo che ciò che la scienza afferma, è in gran parte favorito dal cambiamento climatico e innescato da configurazioni sinottiche particolarmente aggressive che, in assenza di un clima che cambia, non si sarebbero verificate. Sappiamo molto bene che il clima è sempre cambiato negli anni, ma qui parliamo di qualcosa di diverso, di una variazione della temperatura che avviene in tempi estremamente brevi. È sufficiente la sola memoria umana per ricordare come le condizioni meteorologiche si stiano evolvendo rapidamente. Ma stanno cambiando anche altri fenomeni, come ad esempio la pioggia, la neve, la nuvolosità; stanno cambiando le stagioni e, soprattutto, in mesi che in un certo senso erano considerati tranquilli si stanno verificando condizioni atmosferiche fuori scala, come accade appunto a maggio.
Perché si parla di Heat Dome
A maggio, ondate di calore importanti si sono verificate nel passato sul centro-sud Italia a causa di irruzioni sciroccali, ovvero vento proveniente dall’Africa, precedute molto spesso da basse pressioni in arrivo da ovest: erano condizioni atmosferiche temporanee. In questo caso, invece, è tutt’altra cosa: c’è un’alta pressione che si espande dall’Africa settentrionale, quindi dalle regioni subtropicali, e che poi in Europa trova terreno fertile, generando un secondo picco anticiclonico nelle aree continentali, con pressione atmosferica in quota molto elevata che va a comprimere l’aria nei bassi strati, causando temperature estremamente fuori media. Queste si chiamano ondate di calore generate da un fenomeno atmosferico chiamato Heat dome, un termine che esiste da molti anni e che viene utilizzato frequentemente in America: e dato che noi qui in Italia utilizziamo molto spesso termini anglosassoni, perché non usarlo anche da noi? In questo modo è molto più chiaro il motivo per cui fa caldo. Fa caldo non solo perché c’è una matrice nordafricana, ma perché quella massa d’aria calda, che ha avuto origine nordafricana, sul nostro continente si surriscalda ulteriormente. Questa è la definizione più precisa che dobbiamo darvi, non delle sciocchezze in cui si dice che non è l’anticiclone africano a innescare questi eventi atmosferici: si tratta semplicemente di disinformazione, per motivi che non ci sono noti. (TEMPOITALIA.IT)













