
Prematuro parlarne? No, a nostro avviso non lo è. Perché da tempo stiamo valutando, con estrema attenzione, i possibili scenari meteo climatici sulla base delle complesse dinamiche atmosferiche.
Dovete darci atto che quanto mostrato ad oggi dai modelli fisico matematici rispecchia la nostra idea circa la prima metà di gennaio. Ricordate? Si parlò di rapide incursioni artiche, incisive, che avrebbero potuto mantenere il tempo fortemente invernale. E’ quel che sta accadendo e che accadrà anche nei prossimi giorni.
Ora però è giunto il momento di iniziare a contemplare quel che potrebbe accadere nella seconda metà del mese, soprattutto nel corso dell’ultima decade. Anche in questo caso abbiamo un’idea, un’opinione, una tesi. Tenete conto che stiamo parlando di un qualcosa su un arco temporale estremamente ampio, pertanto passibile di pesante rivisitazione.
Tuttavia, lo ripetiamo, da adesso in poi dovrebbero iniziare a manifestarsi gli effetti propagativi dello sconquasso atmosferico e in tal senso qualcosa già s’intravede. Per l’ultima decade di gennaio crescono le probabilità di un’ondata di gelo proveniente dalla Russia, addirittura dalla Siberia. Un’ondata ampia, cattiva, che potrebbe puntare anche il Mediterraneo. Quindi l’Italia. Ovvio che una simile dinamica darebbe luogo a condizioni meteo climatiche inusuali, fortemente invernali.
Ma c’è anche un’ultima possibilità, ossia che arrivi aria gelida polare. In quest’ultimo caso la traiettoria più settentrionale potrebbe portarci effetti perturbati e quindi precipitativi ben più incisivi. Ma lo ripetiamo, trattandosi di dinamiche a lungo raggio occorrerà procedere stp by step.
