(TEMPOITALIA.IT) La siccità in Italia è sempre più preoccupante e mette a rischio l’approvvigionamento idrico di molte regioni del Paese. Secondo i dati del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), tra il 6% e il 15% della popolazione italiana vive in aree esposte a una siccità severa o estrema. Inoltre, secondo l’Associazione Nazionale dei Consorzi di Bacino (ANBI), almeno 3,5 milioni di italiani non possono più considerare l’acqua dal rubinetto come un dato scontato.
L’Osservatorio ANBI sulle risorse idriche ha dichiarato che la situazione peggiora settimanalmente, anche in attesa di piogge che, comunque, sembrano non essere sufficienti per risolvere il problema. La mancanza di precipitazioni ha peggiorato la situazione anche nelle zone tirreniche dell’Italia centrale. Le temperature miti del mese in corso hanno causato una riduzione del già scarso manto nevoso nelle regioni alpine.
In particolare, il fiume Po registra portate al di sotto del minimo storico e la situazione è drammatica lungo tutto il corso d’acqua. La portata dell’Aniene è meno della metà della media storica, così come i fiumi Sacco e Liri. In Centro Italia, il fiume Tevere sta diminuendo costantemente dal Umbria fino alla foce. Il lago di Bracciano è a un livello più basso di 14 centimetri rispetto al 2022. Anche i livelli dei fiumi in Campania stanno diminuendo e i volumi negli invasi artificiali della Basilicata subiscono una piccola contrazione. Al contrario, le riserve d’acqua invasata nei serbatoi nel Nord della Puglia stanno aumentando.
Il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano, ha sottolineato come sia necessario intervenire per aumentare le riserve d’acqua. Gargano propone di effettuare un efficientamento delle opere esistenti e la realizzazione di nuovi bacini multifunzionali, come previsto dal Piano Laghetti proposto da ANBI e Coldiretti.
La situazione in Italia non è un caso isolato, ma si sta verificando in molte altre zone d’Europa. In Francia, alcune zone del Paese sono sull’orlo del razionamento idrico, mentre in Gran Bretagna è già iniziato il contingentamento negli acquisti di alcuni prodotti agricoli. Anche al Sud dell’Italia, gli invasi non sono più in grado di contenere quantitativi d’acqua così esuberanti e le autorità locali sono costrette a rilasciare in mare una quantità di acqua maggiore del solito.
La situazione richiede interventi immediati e incisivi per garantire un futuro sostenibile alle risorse idriche. È necessario non solo intervenire per aumentare le riserve d’acqua, ma anche per promuovere una maggiore sensibilizzazione sull’importanza del risparmio idrico e dell’uso sostenibile delle risorse idriche. (TEMPOITALIA.IT)




