La meraviglia nascosta di Giza
La piana di Giza, in Egitto, è conosciuta in tutto il mondo per le sue imponenti piramidi, tra cui spiccano quelle di Cheope, Chefren e Micerino, e per la maestosa Sfinge, il leone dalla testa umana che veglia su questi antichi monumenti. Ogni anno, migliaia di turisti si recano in questo luogo affascinante per ammirare queste meraviglie dell’ingegneria e dell’architettura antica. Tuttavia, c’è un altro sito che, nonostante sia meno noto, merita di essere scoperto e apprezzato: il Tempio della Valle di Chefren.
Il Tempio della Valle di Chefren
Chefren, faraone della IV dinastia egizia e vissuto circa 2500 anni prima di Cristo, non si accontentò di costruire una piramide, ma volle anche erigere un tempio funerario a valle e la Sfinge, creata a sua immagine e somiglianza. Il Tempio della Valle, per lungo tempo, è rimasto nascosto sotto la sabbia del deserto, finché non è stato riportato alla luce da una spedizione archeologica internazionale all’inizio del Novecento.
La struttura del tempio
Il tempio presentava due ingressi sul lato orientale, uno rivolto a Nord e l’altro a Sud. Le cerimonie rituali per la sepoltura del faraone si svolgevano due volte, simboleggiando il suo dominio sul Basso e sull’Alto Egitto. Il Tempio della Valle era collegato al tempio funerario di Chefren tramite una rampa lunga 494 metri e aveva una struttura imponente, realizzata con blocchi di granito rosso di Assuan, decorata solo da alcune iscrizioni geroglifiche.
Il rituale funebre
All’interno del tempio si trovava una grande sala a forma di “T” rovesciata, con 16 pilastri di granito rosso che sorreggevano le architravi. Le pareti erano rivestite di lastre di granito nero e la pavimentazione era in alabastro. Qui si svolgeva la cerimonia di imbalsamazione e il rituale di apertura della bocca, durante il quale i sacerdoti utilizzavano strumenti d’oro per permettere al ka (lo spirito) del faraone di uscire dalla salma e garantirgli la vita eterna.
A cosa serviva il tempio
Il Tempio della Valle era stato costruito appositamente per la cerimonia di imbalsamazione del faraone. Oltre alla sala principale, il tempio comprendeva altre camere, corridoi, vestiboli e atrii, dove venivano conservate le barche solari, imbarcazioni concepite per trasportare i faraoni defunti nell’Aldilà.
La scoperta che ha riscritto la storia
Il Tempio della Valle di Chefren è l’unico tempio a valle che si sia conservato fino ai giorni nostri in buono stato di conservazione. Nonostante sia stato violato fin dall’antichità, la sua scoperta ha permesso di riscrivere la storia dell’archeologia egizia. Fu l’esploratore Giovanni Battista Belzoni a notare per primo un ammasso di pietre nel 1800, che si rivelò essere l’ingresso della piramide di Chefren. Successivamente, l’egittologo britannico John Shae Perring entrò nella piramide di Cheope nel 1837 e, quasi un secolo dopo, il team internazionale riuscì ad accedere anche al tempio.