(TEMPOITALIA.IT) Una verifica annuale ha rivelato che l’uso insolito di petrolio, carbone e gas naturale sta influenzando negativamente gli sforzi per mitigare i cambiamenti climatici. Questa valutazione, conosciuta come Bilancio Globale del Carbonio, mira a quantificare l’ammontare di anidride carbonica emessa nell’atmosfera a causa di attività umane e quanto di questa viene assorbita dalla Terra e dagli oceani.
Un incremento dell’1,1% delle emissioni da combustibili fossili rispetto all’anno precedente ha portato le emissioni totali a 36,8 miliardi di tonnellate metriche di anidride carbonica. Aggiungendo a questo le emissioni derivanti dalla deforestazione e dagli incendi stagionali, si arriva a un totale di 40,9 miliardi di tonnellate. Questo rappresenta un livello record, con un aumento che sembra allontanarci dagli obiettivi di contenimento del riscaldamento globale.
La concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, che contribuisce all’effetto serra e al riscaldamento del pianeta, è passata da 278 parti per milione nel 1750 a 420 parti per milione nel 2023. Questo ha portato a un aumento della temperatura superficiale globale di 1,2 gradi Celsius oltre la media, segnando l’anno più caldo mai registrato fino ad oggi.
Nonostante l’aumento delle emissioni, sorprende il ruolo degli oceani e della terra che continuano a assorbire circa la metà del carbonio emesso. Questo fenomeno, se da un lato frena il riscaldamento climatico, dall’altro causa l’acidificazione degli oceani e alterazioni negli ecosistemi terrestri.
La frazione di anidride carbonica rimasta nell’atmosfera si è mantenuta stabile negli ultimi 60 anni, nonostante l’aumento delle emissioni umane. Ci si interroga, però, sulla durata di questa stabilità, soprattutto alla luce di recenti studi che suggeriscono una possibile diminuzione della capacità degli oceani di assorbire CO2.
Il Bilancio Globale del Carbonio si avvale di diverse fonti per analizzare il ciclo del carbonio terrestre, includendo dati satellitari che stanno mostrando tendenze preoccupanti. Mentre in alcune regioni come l’Europa e gli Stati Uniti le emissioni di anidride carbonica sembrano diminuire, globalmente il quadro è di un aumento continuo, con l’India e la Cina come principali contributori.
In sintesi, i dati raccolti nel corso del 2023 sottolineano una crisi che si aggrava, con emissioni di anidride carbonica che mettono seriamente in pericolo gli obiettivi globali per il contenimento dei cambiamenti climatici. Nonostante la naturale resilienza di oceani e terre nel catturare parte di questo carbonio, è chiaro che senza un deciso cambiamento nelle politiche energetiche e ambientali, i sforzi per mantenere l’aumento della temperatura globale entro limiti gestibili saranno irraggiungibili. Le ricerche e le analisi continuano ad accumularsi, sottolineando l’urgente necessità di azioni concrete a tutti i livelli della società. (TEMPOITALIA.IT)






