(TEMPOITALIA.IT) Nel corso del 2023, l’Italia ha registrato un tasso di vaccinazione contro il Covid-19 estremamente basso, posizionandosi come uno dei paesi con la minore copertura vaccinale in Europa, con solo il 13% della popolazione vaccinata. Questa situazione ha portato a 10.000 decessi e 82.000 ricoveri, prevalentemente tra le categorie più vulnerabili come anziani, malati cronici e immunodepressi, molti dei quali non erano vaccinati. Le società scientifiche italiane, Siti e Simit, hanno espresso preoccupazione per questi dati e hanno proposto cinque azioni urgenti per migliorare la situazione in vista della prossima campagna vaccinale.
Le azioni proposte mirano a ottimizzare la preparazione e l’efficacia della campagna vaccinale per il 2024-2025, con l’obiettivo di raggiungere una copertura del 75% tra i pazienti più a rischio. Tra le misure suggerite, vi è l’importanza di stabilire chiaramente le popolazioni target, i tempi e le modalità di svolgimento della campagna entro il mese di maggio. È fondamentale anche garantire l’approvvigionamento adeguato di vaccini e assicurare che tutte le opzioni disponibili, sia mRna che proteico adiuvato, siano accessibili per permettere una scelta più adatta a ciascun individuo.
Un altro punto cruciale è l’informazione e la formazione degli operatori sanitari coinvolti nella campagna vaccinale, oltre a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della vaccinazione, specialmente tra i soggetti fragili. La co-somministrazione di vaccini viene anche vista come un’opportunità da non trascurare.
Roberta Siliquini, presidente di Siti, ha sottolineato come una cattiva informazione e una organizzazione inefficace abbiano contribuito a rendere l’Italia una delle nazioni meno protette in termini di vaccinazione per anziani e soggetti fragili. Ha espresso l’auspicio che, con il contributo di tutti, la prossima campagna vaccinale possa essere più efficace nel prevenire una malattia che rimane severa per questi gruppi di popolazione.
Roberto Parrella, presidente di Simit, ha ricordato che il Covid-19 continua a rappresentare una minaccia significativa per il Servizio Sanitario Nazionale, nonostante non sia più considerato un’emergenza come negli anni passati. Ha evidenziato come i dati su decessi e ospedalizzazioni mostrino una prevalenza di casi di severità moderata e grave tra le popolazioni più anziane e a rischio. Parrella ha anche messo in luce le possibili conseguenze del Long Covid, ribadendo che la vaccinazione rimane lo strumento più efficace per la prevenzione della malattia e sottolineando l’importanza di effettuarla nei mesi autunnali, prima di un potenziale periodo critico di diffusione del virus.
In sintesi, l’Italia si trova di fronte a una sfida significativa per migliorare la copertura vaccinale contro il Covid-19, specialmente tra le categorie più vulnerabili. Le azioni proposte dalle società scientifiche mirano a una migliore preparazione e organizzazione della prossima campagna vaccinale, con l’obiettivo di proteggere efficacemente la popolazione e ridurre il rischio di gravi conseguenze sanitarie. (TEMPOITALIA.IT)










