
(TEMPOITALIA.IT) Quello che stiamo per vivere non ha precedenti recenti. Non capitava da qualche decennio che il giorno di Pasqua e Pasquetta portasse un caldo così marcato e un cielo così limpido su buona parte d’Italia. Le temperature toccheranno i 25°C anche in alcune località della Pianura Padana, oltre che in numerose città del Centro e del Sud. Sulle coste le brezze marine smorziranno parzialmente il caldo, complice un mare ancora freddo per il periodo, ma il quadro generale sarà quello di due giornate quasi estive, almeno durante il giorno, mentre le notti saranno ancora relativamente fresche.
Va detto con chiarezza: questo evento va classificato come un fenomeno meteorologico estremo. Arriva subito dopo una fase acuta di maltempo e di aria fredda che ha colpito il Centro-Sud con nevicate di forte intensità sull’Appennino centrale e meridionale, dalla Sila alla Majella, con accumuli che in alcuni punti hanno superato i 2 metri. Due estremi opposti, ravvicinati nel tempo in modo anomalo, che non possono essere liquidati come semplice variabilità stagionale.
Dopo Pasquetta cambia tutto: aria artico-marittima e burrasche
La parentesi soleggiata durerà poco. Già nei giorni successivi alle festività le condizioni meteorologiche cambieranno in modo deciso, con l’ingresso di aria artico-marittima che abbatterà le temperature sull’Italia in modo sensibile. Sono previste perturbazioni in transito con profonde aree di bassa pressione che colpiranno il Mediterraneo centrale, portando piogge, vento forte e mareggiate sulle coste più esposte. Il calo termico sarà particolarmente avvertito lungo la fascia alpina, mentre per il resto della Penisola gli effetti potrebbero distribuirsi in modo disomogeneo, con i settori centrali e orientali più coinvolti rispetto a quelli occidentali.
Attorno al 10 Aprile: neve a quote medio-basse
È attorno al 10 Aprile che la situazione potrebbe farsi più intensa e richiedere la massima attenzione. L’ingresso di aria fredda sul settore centro-orientale porterà nevicate forti sulle Alpi e Prealpi nord-orientali, dal Trentino verso il Veneto e il Friuli. La neve scenderà anche a quote medio-basse, favorita dal rovesciamento di aria fredda verso il suolo, un meccanismo che abbassa la quota neve ben al di sotto dello zero termico. Un evento insolito per la stagione, ma non impossibile in questo contesto atmosferico.
Su e giù senza tregua
Dopo il 10 Aprile il tempo tenderà a migliorare temporaneamente, ma senza stabilizzarsi. Le temperature scenderanno sotto la media su gran parte d’Italia e la variabilità resterà elevata, con nuove aree di bassa pressione pronte ad affacciarsi sul Mediterraneo e a rimescolare ancora una volta le carte. Il quadro complessivo è quello di una primavera ondulata: impennate termiche seguite da bruschi cali, fasi di sole alternate a perturbazioni anche intense, il tutto nel giro di pochi giorni. Arriveremo oltre la metà di Aprile senza che si intraveda una vera stabilità atmosferica.
Un aspetto che resta in sospeso riguarda le regioni settentrionali, dove le piogge primaverili diffuse e ricorrenti, quelle tipiche della stagione, stentano ancora a imporsi. Il passaggio perturbato sul settore orientale sarà temporaneo, non un cambio di regime vero e proprio.
Il Cambiamento Climatico dietro gli eccessi
C’è una chiave di lettura che vale la pena richiamare. La variabilità estrema che stiamo vivendo non è casuale né contraddittoria rispetto al Riscaldamento Globale. Le grandi nevicate appenninica di questi giorni non smentiscono il cambiamento climatico in atto: al contrario, la maggiore quantità di umidità atmosferica prodotta dall’aumento delle temperature globali favorisce proprio questo tipo di precipitazioni abbondanti e concentrate. Due estremi opposti ravvicinati, il maltempo freddo e il caldo quasi estivo, sono entrambi figli dello stesso fenomeno. Un sistema atmosferico sempre più energetico, capace di produrre contrasti rilevanti e fenomeni di forte intensità con una frequenza crescente.
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