• Privacy
martedì, 14 Luglio 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Jet Stream, perché è importante nelle previsioni meteo

Non solo gelo invernale: quando la corrente a getto rallenta e si blocca, arrivano anche ondate di calore, siccità prolungate e piogge alluvionali che insistono per settimane sulle stesse zone.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
14 Lug 2026 - 18:15
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Wiki Meteo
Share on FacebookShare on Twitter

Jet Stream, il fiume di vento che governa il meteo in ogni stagione

A quasi dieci chilometri sopra le nostre teste scorre un fiume. Non d’acqua, ovviamente, ma di vento. Si chiama jet stream, in italiano corrente a getto, ed è una fascia relativamente stretta di venti fortissimi che trascina enormi masse d’aria da ovest verso est, condizionando il tempo su mezzo pianeta. E attenzione: non è una faccenda che riguarda solo gli inverni. Il getto lavora dodici mesi l’anno, e quando cambia umore lo fa in qualsiasi stagione.

 

Dove nasce e come funziona

Le correnti a getto si formano tra i 9 e i 16 chilometri di quota, appena sotto la tropopausa, quel confine invisibile che separa la troposfera – lo strato dove viviamo e dove accade tutto il meteo – dalla stratosfera. Il meccanismo, in fondo, è semplice: dove due masse d’aria con temperature molto diverse si toccano, lì il vento accelera. Il caso più classico è il confine tra l’aria gelida della regione polare e quella più tiepida che staziona a sud. Più il contrasto termico è marcato, più il getto corre veloce e dritto.

E quando corre dritto, le cose filano lisce. Le perturbazioni atlantiche seguono binari ordinati, il freddo artico resta al suo posto, le stagioni di Europa e Nord America scorrono senza troppi scossoni.

 

Il getto che “ondeggia”: dal gelo invernale alle estati bloccate

Il problema nasce quando il flusso perde compattezza. Il Riscaldamento Globale sta scaldando l’Artico a un ritmo molto più rapido rispetto alle medie latitudini, e questo riduce proprio quel contrasto di temperatura che tiene in tensione la corrente. Risultato: il getto rallenta, si piega, comincia a disegnare ampie onde. Gli scienziati parlano di “wandering jet stream”, un getto vagabondo, per l’appunto.

D’inverno la conseguenza è nota: le saccature – le grandi pieghe verso sud del flusso – permettono a fronti freddi di origine artica di sprofondare fin nel cuore delle medie latitudini, portando gelo e nevicate da record che insistono per settimane.

Ma d’estate? Il copione cambia attori, non regia. Un getto lento e ondulato favorisce i cosiddetti blocchi atmosferici: configurazioni in cui un anticiclone, o una depressione, resta letteralmente inchiodato sulla stessa area perché il flusso che dovrebbe spazzarlo via non ha più la forza di farlo. Se sotto l’onda si incastra una cupola di alta pressione, ecco l’ondata di calore che non molla, con temperature oltre i 40°C, notti tropicali, suoli che si spaccano per la siccità. Se invece a bloccarsi è una goccia fredda, le piogge battono per giorni sugli stessi bacini, e il rischio alluvionale schizza verso l’alto. Le grandi ondate di caldo europee degli ultimi anni, così come certe alluvioni improvvise, portano quasi sempre questa firma.

Per l’Italia, stretta nel Mediterraneo, il discorso vale doppio. Un blocco estivo può trasformare Luglio in una fornace di settimane, mentre in autunno la stessa dinamica alimenta piogge torrenziali concentrate su aree ristrette. Primavera e autunno, del resto, non fanno eccezione: gelate tardive e caldi anomali fuori stagione nascono dagli stessi meandri del getto.

 

Una lezione da tenere a mente

C’è un paradosso che vale la pena sottolineare: un pianeta mediamente più caldo produce, a tratti, eccessi in entrambe le direzioni. Non è una contraddizione, è fisica dell’atmosfera. Il getto vagabondo mescola le carte in ogni stagione, e il meteo delle medie latitudini diventa meno prevedibile, più nervoso, più incline a fermarsi sugli estremi. In effetti, capire come evolverà la corrente a getto nei prossimi decenni è una delle grandi sfide della climatologia moderna. Perché lassù, a dieci chilometri di quota, si scrive buona parte del tempo che troveremo aprendo la finestra, in Gennaio come in pieno Agosto.

 

Credit

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • NASA Earth Observatory
  • Polarpedia – European Polar Board
  • Met Office
  • Nature Climate Change
Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Le temperature degli Oceani frenano la siccità globale

Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

Jet Stream, perché è importante nelle previsioni meteo

14 Luglio 2026

Le temperature degli Oceani frenano la siccità globale

14 Luglio 2026

Domenica 19 Luglio: possibile svolta, temporali e crollo termico

14 Luglio 2026

Sabbia nei cieli, supercelle e grandine. Caldo con picchi a 45°C

14 Luglio 2026

Caldo africano, ma si accentua il rischio di forti e temporali africani

14 Luglio 2026

Caldo, settimana dei record. Isolati temporali con grandine grossa

13 Luglio 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.