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Sabbia nei cieli, supercelle e grandine. Caldo con picchi a 45°C

Una massa d'aria rovente si scontra con impulsi freschi in quota: tra mercoledì 15 e il fine settimana attesi nubifragi, grandinate e downburst, mentre il caldo diventa un pericolo concreto per la salute.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
14 Lug 2026 - 11:58
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Italia tra estremi meteo: supercelle e grandine al Nord, ed il termometro che vola verso i 45°C in alcune aree. Vivremo un picco di estremizzazione climatica

Un’estremizzazione climatica di portata eccezionale sta per abbattersi sull’Italia. Da un lato una calura insolita, forse da record. Dall’altro, una serie di impulsi freschi in quota pronti ad accendere tempeste elettriche, nubifragi, grandinate anche di grosse dimensioni e violente raffiche di vento, i temuti downburst. Due facce della stessa medaglia, in fondo: più energia c’è in gioco, più i contrasti termici diventano brutali. E di energia, in questi giorni, l’atmosfera ne sta accumulando parecchia, come conferma anche il quadro del caldo africano in ulteriore rinforzo su gran parte del Paese.

 

Supercelle, ecco le zone più esposte

Le correnti più fresche in arrivo da ovest nordovest punteranno un settore ben preciso del Paese, sia nella serata di mercoledì 15 luglio che poi nel fine settimana del 18 e 19 luglio. L’area più vulnerabile? Quella compresa tra l’est della Lombardia, con la bassa Bergamasca, il Bresciano attorno a Brescia, il Pavese, il Lodigiano, il Cremonese di Cremona, il Mantovano di Mantova e, in misura marginale, la Brianza e l’est di Milano. Poi, soprattutto, il Veneto, località di mare comprese, da Verona fino a Venezia, passando per il basso Trentino e il delta del Po.

Su tutte queste zone i modelli convergono. E non su scenari banali: segnalano una situazione di forte rischio nubifragi con grandine, raffiche di vento violentissime e intense fulminazioni. Il momento più delicato sarà con ogni probabilità quello di mercoledì 15, quando al cospetto di una massa d’aria molto calda e umida si presenterà da ovest, con una sorta di effetto tunnel, una linea di instabilità capace di attivare autentici mostri temporaleschi a supercella. Strutture in grado di colpire duro, esattamente come accaduto nei recenti episodi di grandine grossa al nord. Sul resto del settentrione, invece, solo fenomeni più rapidi e di entità meno rilevante, salvo casi particolari ma isolati.

Ultima foto satellitare. Si noti la polvere in sospensione che risale dal Sahara verso le Baleari, la Sardegna ed il Mar Tirreno. A nord delle Alpi scorre una violenta area temporalesca

Il fine settimana ripropone lo stesso copione

Stessa configurazione barica, sabato e domenica. Ma con una differenza: l’energia accumulata fino a quel momento si sarà in parte dissipata. Attenzione, però, perché il rischio di eventi rilevanti sulle medesime aree resterà comunque alto, e sul Triveneto si temono davvero fenomeni incisivi e pericolosi.

C’è poi il capitolo temperature. Se mercoledì 15 il passaggio temporalesco non avrà grosse conseguenze sul piano termico, nel fine settimana, alle spalle dei temporali sulle Venezie, si insinuerà per tutti aria più fresca. Un calo almeno moderato, più sensibile lungo il versante adriatico, capace di persistere per qualche giorno e che potrebbe rappresentare il preludio a un refrigerio più deciso entro dieci giorni. Il centro sud, alla luce degli attuali aggiornamenti, resterà invece sostanzialmente ai margini: qualche fugace temporale lungo il medio Adriatico e la dorsale appenninica entro lunedì 20 luglio, nulla di più.

 

Caldo pericoloso, giovedì e venerdì le giornate peggiori

Seconda parte della settimana da pura emergenza climatica, ma saranno le autorità preposte a parlarne in maniera esplicita. Diciamolo senza giri di parole: il caldo da estremo potrebbe diventare pericoloso per la salute umana e per la biodiversità che ci circonda, con valori oltre i 40°C su molte regioni e picchi verso i 43°C e 45°C. Serviranno gli accorgimenti che comunità scientifica e Protezione Civile ripetono come un mantra e che, troppo spesso, vengono ignorati o snobbati, quasi a sbeffeggiarne l’utilità, specialmente nei luoghi di lavoro.

Ma diciamo, non solo. Osservare chi fa la corsetta alle 16:00 del pomeriggio in una città del Centro Nord è pura incoscenza, si può morire di colpo di calore.

Giovedì 16 luglio, nel pomeriggio, sono attesi 43°C nelle aree interne della Sardegna, dove il forno sarà rovente anche attorno a Cagliari, e 41°C nelle zone interne della Sicilia. La soglia dei 40°C verrà raggiunta sulla Pianura Padano Veneta, sulla pianura emiliana, nelle zone interne di Toscana e Lazio, sull’Umbria, sul Foggiano e sulla Lucania. Dove non si arriverà a 40°C, si registreranno comunque 37°C, 39°C diffusi, con l’eccezione delle coste dove però il tasso di umidità sarà elevato. Un dettaglio che cambia tutto, in effetti: l’afa appiccicosa può risultare persino più logorante del caldo secco.

La giornata più critica sul fronte del caldo pericoloso sarà però venerdì 17 luglio. Nel pomeriggio si prevedono 45°C nelle aree interne della Sardegna, 42°C nell’entroterra siciliano, 41°C su Pianura Padano Veneta, Romagna, parte dell’Umbria, Foggiano e bassa Lucania, mentre 40°C toccheranno le aree interne di Toscana e Marche, il Lazio e le zone interne dell’Abruzzo. Numeri che confermano quanto già ipotizzato dalle stime del modello europeo nei giorni scorsi.

 

Un cenno di svolta

Anche sabato 18 luglio si annuncia una giornata di caldo pericoloso, specie al centro e al sud. Poi qualcosa inizierà a muoversi. Domenica 19 le temperature dovrebbero cominciare a calare a partire dal nord, primo segnale di un cambiamento che merita di essere seguito con attenzione. Ne riparleremo.

 

 

Credit

  • World Meteorological Organization
  • Copernicus Climate Change Service
  • European Severe Storms Laboratory
  • NOAA
  • ECMWF
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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