• Privacy
domenica, 12 Luglio 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Temporali a sorpresa nella settimana più rovente dell’Estate

L'onda calda nordafricana più potente della stagione punta dritta verso la Penisola, con picchi vicini ai 45°C tra Sardegna, Sicilia e Puglia interna, mentre al Nord tornano di uovo improvvisi temporali capaci di scaricare grandine e acquazzoni violenti.

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
12 Lug 2026 - 17:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
Share on FacebookShare on Twitter

Caldo africano: picco tra il 15 e il 19 luglio

Verso il Mediterraneo centrale sta puntando dritta un’onda rovente di matrice nordafricana. Forse la più sostanziosa dell’intera estate, o comunque tra le più cattive, considerato che da qui a fine Agosto potrebbero arrivarne altre. L’aria bollente sale dal cuore desertico compreso tra Algeria e Tunisia, e con sé porta una struttura di alta pressione dai numeri fuori scala: geopotenziali altissimi in quota, quelli che disegnano una colonna d’aria calda come se ne vedono di rado.

Insomma, fa caldo e c’è poco da girarci attorno. Secondo il modello europeo ECMWF, la fase più torrida si concentrerà tra Mercoledì 15 e Domenica 19 Luglio, con il cuore dell’anticiclone africano che va a piazzarsi proprio tra Tunisia, Sardegna, Sicilia e il sud della Penisola. Da lì in avanti sarà un crescendo. Farà caldo già prima, soprattutto sulla Sardegna, e probabilmente anche dopo. Ma quei cinque giorni restano, allo stato, i più roventi.

Quanto in alto salirà la colonnina? Sulla gran parte delle pianure interne, colline comprese, i valori si muoveranno diffusamente tra 35°C e 40°C. Sulle coste un po’ meno, grazie alla fisiologica mitigazione del mare, però con tassi di umidità elevati soprattutto nelle ore serali e notturne: quella percezione appiccicaticcia che toglie il respiro.

 

Come lavora davvero l’anticiclone

C’è un equivoco da smontare. Gli anticicloni estivi, noti come africani non se ne stanno al suolo con massimi clamorosi: è in quota che si manifestano. Ed è sempre lassù che, ogni tanto, qualcosa si incrina. Bastano piccoli cedimenti della pressione in quota per far scivolare aria più fredda verso i bassi strati.

Da quei cedimenti nascono i cosiddetti moti ascensionali, il vento che spira dal basso verso l’alto. Trascina con sé aria calda e umida che, salendo, si condensa in nubi. E più sale, più quelle nubi si gonfiano, fino a diventare cumulonembi: le fabbriche dei temporali, capaci di scatenare maltempo su un fazzoletto di territorio mentre a poche centinaia di metri splende il sole. Le solite fasi di instabilità, tipiche di queste strutture, come raccontato di recente parlando dei classici temporali di calore.

 

Temporali sparsi al Nord Italia tra il 14 e il 17 luglio

Le nubi temporalesche torneranno a farsi vedere sul finire della prossima settimana. Intorno a Martedì 14 e, con buona probabilità, fino a Venerdì 17 Luglio, le regioni settentrionali vivranno quel cedimento della pressione in quota che apre la porta a nuove aree temporalesche a carattere sparso.

Attenzione però: non parliamo dei grandi peggioramenti di un tempo, quelli che scaricavano pioggia a secchiate su Alpi e Prealpi. Qui si tratta di fenomeni localizzati. Al radar appaiono proprio così, come puntini isolati, circondati da zone dove la pioggia sembra debole.

I temporali si accenderanno soprattutto sui rilievi, tra Alpi e Prealpi, per poi allungarsi verso le pianure ai piedi delle montagne. E qualche città densamente abitata finisce puntualmente nel mirino. Torino, per dire, ne viene coinvolta molto più spesso di Milano, incollata com’è ai piedi delle Alpi; il capoluogo lombardo, di norma, se la cava con qualche sfioramento. Grossi temporali bersagliano spesso anche la Brianza, la terra dei laghi a nord di Milano. Poi, a sorpresa, sovente non intercettati dai modelli matematici, si manifestando in Emilia Romagna, mentre di frequente tra Veneto e Friuli.

Non è escluso, poi, che questo calo di pressione in quota accenda rovesci isolati anche lungo la Penisola, persino nelle zone interne della Sardegna. Il sud, stavolta, resterà a bocca asciutta: lì comanda la cappa rovente africana, e non fa sconti. Chi vuole capire quali aree staranno peggio farà bene a seguire gli aggiornamenti giorno per giorno.

 

Grandine e acquazzoni, come nasce la furia

Localizzati sì, ma non per questo innocui. Questi temporali possono assumere intensità violenta, con rovesci torrenziali e grandinate anche importanti, chicchi grossi che rovinano le automobili, le colture, tutto ciò che trovano. Non è detto che ogni temporale grandini, sia chiaro: per la grandine serve una dinamica precisa. Ci sono grandinate modeste, mischiate alla pioggia, che arrivano al suolo ormai sciolte.

Avrete notato, chi i temporali li ha vissuti da vicino, che all’inizio cadono le gocce più grosse. Il motivo è semplice: sono pesanti, e a un certo punto il vento ascensionale non ce la fa più a trattenerle. Le molla di colpo, tutte insieme, ed ecco l’acquazzone torrenziale. Spesso anche la grandine si scarica proprio in apertura, come già osservato in episodi recenti.

 

Le zone più roventi: Sardegna, Sicilia e Puglia interna

Torniamo al gran caldo, perché è lì la vera notizia. Le pianure più bollenti saranno quelle interne della Sardegna, quelle della Sicilia centrale e centro meridionale, e i settori interni del Foggiano, del Materano, del Barese e del Tarantino settentrionale. Su queste aree le punte massime potranno spingersi, in diversi casi, tra 40°C e 45°C. Con qualche picco estremo persino oltre, localmente, tra Sardegna e Sicilia.

La Sardegna, del resto, è già partita. Il caldo forte è arrivato subito, con punte sui 40°C fin da questo fine settimana, destinate a salire ancora da Lunedì e ovunque da Martedì. Per le aree della Penisola, invece, il picco vero è atteso tra Giovedì 17 e Sabato 19 Luglio.

 

Anche in montagna si soffre il caldo

Fa un caldo anomalo pure in quota. Le proiezioni parlano di isoterme intorno ai 1.500 metri comprese mediamente tra +20°C e +25°C, con punte di +28°C e +29°C sulle Isole Maggiori e, a tratti, di +27°C e +28°C sul sud peninsulare. Numeri da pianura estiva, portati fin lassù. Un’onda calda eccezionale, non c’è altro modo di dirla.

 

ECMWF e GFS a confronto

E qui la faccenda si fa interessante. Perché stiamo pur sempre parlando di stime dei modelli matematici, e non sempre vanno d’accordo. Il centro europeo, l’ECMWF, vede un’ondata di calore molto marcata; il modello americano GFS è più cauto sui picchi estremi, e non disegna un’escalation così esagerata. Chi avrà ragione? Lo vedremo. Fatto sta che pure l’americano tiene le temperature molto alte, con massime diffuse oltre i 35°C.

C’è di più. L’ECMWF insiste anche su un’instabilità piuttosto diffusa, con una vivace escalation temporalesca soprattutto sul settore occidentale e sulla Lombardia. Molti temporali, dunque. Il condizionale, però, resta d’obbligo: sono previsioni a più lungo termine, fuori dal bollettino a breve, quello davvero affidabile. Serviranno conferme nei prossimi giorni.

 

Uno sguardo fino a fine agosto

Allarghiamo lo sguardo. Le proiezioni a lunghissimo termine, quelle che arrivano a 45 o 46 giorni di validità, spingono lo scenario fino a fine Agosto. E il quadro è chiaro: pur con l’alta pressione africana saldamente al comando, ci sarà spazio per nuove fasi temporalesche. Senza veri refrigeri, però.

Non aspettiamoci giornate piacevoli dopo ogni temporale. Il sollievo c’è, ma è locale e dura poco: subito dopo la colonnina riparte verso l’alto. Anzi, questi fenomeni hanno pure la controindicazione di alzare l’umidità, e quindi di rendere il caldo ancora più afoso. Perché il caldo torrido, quello secco, è un’altra faccenda. Quella che ci aspetta dopo le pause instabili sarà una nuova ondata di calore decisamente appiccicosa, figlia di un’estate ormai plasmata da un meteo che ha cambiato pelle rispetto a quello di un tempo, sotto la spinta del Riscaldamento Globale.

 

Credit

  • NOAA Global Forecast System
  • ECMWF Charts
Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Geoingegneria: possiamo raffreddare il Pianeta

Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

Temporali a sorpresa nella settimana più rovente dell’Estate

12 Luglio 2026

Geoingegneria: possiamo raffreddare il Pianeta

12 Luglio 2026

Questa Estate rischia di essere apripista ad altre roventi

12 Luglio 2026

Chi paga e pagherà davvero il caldo estremo: da 25 a 45 gradi

12 Luglio 2026

Due settimane di caldo forse Record. Poi Rinfresca

12 Luglio 2026

Dai temporali al caldo estremo: le Regioni che staranno peggio

12 Luglio 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.