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Lunedì 13, caldo verso i 40 gradi: Heat Dome africano

Dal deserto algerino sta per arrivare una massa d'aria bollente che porterà isoterme da record persino in alta montagna, con picchi vicini ai 30°C a 1500 metri e valori al suolo capaci di sfiorare quota 45.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
10 Lug 2026 - 11:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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Non sarà la solita ondata di caldo. Diciamolo senza troppi giri di parole. Quella in arrivo la prossima settimana ha i tratti di qualcosa di diverso, di più intenso, di più insidioso. Il cuore dell’anticiclone nordafricano si prepara infatti a piazzarsi nel bel mezzo del Mediterraneo, con il baricentro schiacciato tra Tunisia, Sardegna, Sicilia e il Sud Italia. Il risultato? Un’impennata clamorosa delle temperature, più forte di quella fiammata che avevamo conosciuto dopo metà giugno.

 

Non è sensazionalismo. È lettura attenta degli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo, tra cui ECMWF, come anche il modello americano GFS, che con insistenza quasi ostinata continuano a disegnare la stessa scena: un’avvezione calda desertica in risalita dal Sahara algerino, in grado di spingere la colonnina di mercurio oltre i 40°C su parecchie città del Centro-Sud. Mappe alla mano, potremmo trovarci davvero di fronte a una delle ondate di caldo più forti degli ultimi anni. Qualcosa del genere lo vedemmo tra la terza decade di luglio e la prima decina di giorni del 2017. Ma per puntuali confronti storici bisognerà aspettare la fine di questa nuova fase. Al momento, in ogni caso, le probabilità che si concretizzi restano altissime.Una calura fuori scala per l’Italia e Mediterraneo

 

Tutto comincerà da martedì 14 luglio. Se mentre le temperature del fine settimana vedranno un modesto ridimensionamento dei valori, e avremo locali temporali, soprattutto al Nord e nelle zone interne del Centro, capaci di regalare veloci e momentanee rinfrescate. Come raccontato di recente in un’analisi sull’evoluzione, eccoci davanti al cambio di scena, e devo dire abbastanza fuori dagli schemi di una normale stagione estiva, anche di quelle recenti caldissime.

 

Da martedì 14 luglio la radice dell’anticiclone nordafricano traslocherà dalla Spagna all’Italia, sistemandosi esattamente tra Tunisia, Algeria, Sardegna e Sud Italia. Si apre così una nuova, rovente parentesi, alimentata da flussi d’aria bollente che saliranno dritti dal cuore del deserto algerino. Le temperature schizzeranno verso l’alto rispetto ai valori attuali, superando i 40°C su tantissimi territori del Centro-Sud e su entrambe le Isole Maggiori.

 

Ma il dato che più impressiona è quello in quota. La massa d’aria potrebbe portare isoterme fino a 27 o 28°C a 1600 metri di altitudine, un qualcosa di semplicemente impensabile – ma non inedito – per il Mediterraneo e per quella che, un tempo, era la tipica estate italiana.

 

Le prime avvisaglie le vedremo proprio martedì, quando in Sardegna arriveranno le prime isoterme fino a 27°C a 850 hPa, cioè attorno ai 1600 metri. Temperature  fuori scala a queste latitudini, tipiche del deserto del Sahara. Eppure questi eventi meteo sono sempre più frequenti da qualche decennio a questa parte, per via del cambiamento climatico. Le ondate di caldo più potenti mai registrate nella storia italiana portavano la firma proprio di isoterme di questo tenore, superiori ai 27°C a 850 hPa. Ipoteticamente non sono esclusi picchi di 30°C, e allora sarebbe record per gli ultimi decenni, con probabile evento similare solo nel luglio 1983.

 

L’apice della calura dovrebbe manifestarsi tra il 17 e il 20 luglio. In quella finestra gran parte del Sud ed entrambe le Isole Maggiori rischiano di finire sotto isoterme a 1500 metri in libera atmosfera vicine ai 30°C alla medesima quota. In pratica, quelle che dovrebbero essere le temperature dell’estate mediterranea in pianura ce le ritroveremo in alta montagna. Un paradosso. Significa avere a che fare con una massa d’aria caldissima fino in quota, con effetti ancora una volta sui nostri ghiacciai, l’habitat.

 

Le aree più esposte rischiano i 45 gradi. Valori visiti di recente in Francia

Su gran parte del Sud Italia la colonnina di mercurio salirà oltre i 35-36°C. Ma è nell’entroterra che la faccenda si fa seria. Su vasti territori interni è probabile che i termometri arrivino a segnare 43°C o 44°C: parliamo delle zone interne di Sardegna, Sicilia e Calabria, così come della Puglia settentrionale.

E in situazioni del genere, aree come il Catanese, il Siracusano, l’Ennese e il Nisseno possono spingersi facilmente verso temperature da record, anche verso i 45°C, come già capitato in passato.

L’inizio della fiammata, come mostra il modello europeo ECMWF e GFS, è atteso nella serata di martedì 14 luglio: in quota si toccheranno i 27°C sulla Sardegna. In questa regione si rischia la replica di quella calura che si ebbe il 24 luglio 2023. Rammento che quel giorno, oltre che temperature diffusamente sopra i 40°C in tutta la Sardegna, si ebbero picchi frequenti di 45°C e 48.2 °C registrati a Jerzu e a Lotzorai.

In tutto questo non mancherà l’afa diffusa in tutta Italia. Fastidiosa, a tratti opprimente, sia di giorno sia di sera, anche lungo tutti i litorali per effetto di un Mediterraneo ormai da temperature tipiche dei tropici.

 

Il Nord sarà ai margini, con rischio temporali e grandine

Il gran caldo raggiungerà anche le regioni settentrionali. Stavolta, però, il Nord potrebbe trovarsi meno coinvolto, o quantomeno con un calore inferiore a quello della Penisola italiana. Ma con un paradosso: la calura potrebbe alimentare con forza temporali anche violenti con rovesci di pioggia torrenziale e grandinate con grossi chicchi.

Resta il fatto che avremo una lunga ondata di caldo, destinata a farci compagnia forse fino al 20 luglio, con valori di temperatura proibitiva soprattutto al Sud. Occhi puntati sulla Sicilia, dove nelle aree più interne la colonnina di mercurio rischia di toccare cifre importanti. Del resto, come già raccontato in un quadro d’insieme sull’intensità di questa nuova fase africana, l’estate 2026 continua a mostrare il suo volto più feroce. E c’è poco da stare allegri.

 

Credit

  • Copernicus Climate Change Service
  • World Meteorological Organization
  • NOAA – Global Forecast System
  • ECMWF
  • World Health Organization
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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