Non sarà la solita ondata di caldo. Diciamolo senza troppi giri di parole. Quella in arrivo la prossima settimana ha i tratti di qualcosa di diverso, di più intenso, di più insidioso. Il cuore dell’anticiclone nordafricano si prepara infatti a piazzarsi nel bel mezzo del Mediterraneo, con il baricentro schiacciato tra Tunisia, Sardegna, Sicilia e il Sud Italia. Il risultato? Un’impennata clamorosa delle temperature, più forte di quella fiammata che avevamo conosciuto dopo metà giugno.
Non è sensazionalismo. È lettura attenta degli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo, tra cui ECMWF, come anche il modello americano GFS, che con insistenza quasi ostinata continuano a disegnare la stessa scena: un’avvezione calda desertica in risalita dal Sahara algerino, in grado di spingere la colonnina di mercurio oltre i 40°C su parecchie città del Centro-Sud. Mappe alla mano, potremmo trovarci davvero di fronte a una delle ondate di caldo più forti degli ultimi anni. Qualcosa del genere lo vedemmo tra la terza decade di luglio e la prima decina di giorni del 2017. Ma per puntuali confronti storici bisognerà aspettare la fine di questa nuova fase. Al momento, in ogni caso, le probabilità che si concretizzi restano altissime.Una calura fuori scala per l’Italia e Mediterraneo
Tutto comincerà da martedì 14 luglio. Se mentre le temperature del fine settimana vedranno un modesto ridimensionamento dei valori, e avremo locali temporali, soprattutto al Nord e nelle zone interne del Centro, capaci di regalare veloci e momentanee rinfrescate. Come raccontato di recente in un’analisi sull’evoluzione, eccoci davanti al cambio di scena, e devo dire abbastanza fuori dagli schemi di una normale stagione estiva, anche di quelle recenti caldissime.
Da martedì 14 luglio la radice dell’anticiclone nordafricano traslocherà dalla Spagna all’Italia, sistemandosi esattamente tra Tunisia, Algeria, Sardegna e Sud Italia. Si apre così una nuova, rovente parentesi, alimentata da flussi d’aria bollente che saliranno dritti dal cuore del deserto algerino. Le temperature schizzeranno verso l’alto rispetto ai valori attuali, superando i 40°C su tantissimi territori del Centro-Sud e su entrambe le Isole Maggiori.
Ma il dato che più impressiona è quello in quota. La massa d’aria potrebbe portare isoterme fino a 27 o 28°C a 1600 metri di altitudine, un qualcosa di semplicemente impensabile – ma non inedito – per il Mediterraneo e per quella che, un tempo, era la tipica estate italiana.
Le prime avvisaglie le vedremo proprio martedì, quando in Sardegna arriveranno le prime isoterme fino a 27°C a 850 hPa, cioè attorno ai 1600 metri. Temperature fuori scala a queste latitudini, tipiche del deserto del Sahara. Eppure questi eventi meteo sono sempre più frequenti da qualche decennio a questa parte, per via del cambiamento climatico. Le ondate di caldo più potenti mai registrate nella storia italiana portavano la firma proprio di isoterme di questo tenore, superiori ai 27°C a 850 hPa. Ipoteticamente non sono esclusi picchi di 30°C, e allora sarebbe record per gli ultimi decenni, con probabile evento similare solo nel luglio 1983.
L’apice della calura dovrebbe manifestarsi tra il 17 e il 20 luglio. In quella finestra gran parte del Sud ed entrambe le Isole Maggiori rischiano di finire sotto isoterme a 1500 metri in libera atmosfera vicine ai 30°C alla medesima quota. In pratica, quelle che dovrebbero essere le temperature dell’estate mediterranea in pianura ce le ritroveremo in alta montagna. Un paradosso. Significa avere a che fare con una massa d’aria caldissima fino in quota, con effetti ancora una volta sui nostri ghiacciai, l’habitat.
Le aree più esposte rischiano i 45 gradi. Valori visiti di recente in Francia
Su gran parte del Sud Italia la colonnina di mercurio salirà oltre i 35-36°C. Ma è nell’entroterra che la faccenda si fa seria. Su vasti territori interni è probabile che i termometri arrivino a segnare 43°C o 44°C: parliamo delle zone interne di Sardegna, Sicilia e Calabria, così come della Puglia settentrionale.
E in situazioni del genere, aree come il Catanese, il Siracusano, l’Ennese e il Nisseno possono spingersi facilmente verso temperature da record, anche verso i 45°C, come già capitato in passato.
L’inizio della fiammata, come mostra il modello europeo ECMWF e GFS, è atteso nella serata di martedì 14 luglio: in quota si toccheranno i 27°C sulla Sardegna. In questa regione si rischia la replica di quella calura che si ebbe il 24 luglio 2023. Rammento che quel giorno, oltre che temperature diffusamente sopra i 40°C in tutta la Sardegna, si ebbero picchi frequenti di 45°C e 48.2 °C registrati a Jerzu e a Lotzorai.
In tutto questo non mancherà l’afa diffusa in tutta Italia. Fastidiosa, a tratti opprimente, sia di giorno sia di sera, anche lungo tutti i litorali per effetto di un Mediterraneo ormai da temperature tipiche dei tropici.
Il Nord sarà ai margini, con rischio temporali e grandine
Il gran caldo raggiungerà anche le regioni settentrionali. Stavolta, però, il Nord potrebbe trovarsi meno coinvolto, o quantomeno con un calore inferiore a quello della Penisola italiana. Ma con un paradosso: la calura potrebbe alimentare con forza temporali anche violenti con rovesci di pioggia torrenziale e grandinate con grossi chicchi.
Resta il fatto che avremo una lunga ondata di caldo, destinata a farci compagnia forse fino al 20 luglio, con valori di temperatura proibitiva soprattutto al Sud. Occhi puntati sulla Sicilia, dove nelle aree più interne la colonnina di mercurio rischia di toccare cifre importanti. Del resto, come già raccontato in un quadro d’insieme sull’intensità di questa nuova fase africana, l’estate 2026 continua a mostrare il suo volto più feroce. E c’è poco da stare allegri.
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