Meteo, l’alta pressione rialza la testa: più sole e caldo, ma i temporali restano in agguato sui monti
C’è un copione che l’estate 2026 ripete ormai da settimane. Sole implacabile, aria che ristagna, poi d’un tratto qualche temporale che accende i pomeriggi, specie di montagna. E la settimana in arrivo non fa eccezione. L’alta pressione riprende quota, il caldo torna a spingere, ma i rilievi restano il terreno di gioco di rovesci e temporali. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Anzi, proprio sotto il sole, dopo le supercelle e la grandine che hanno bersagliato il settentrione nelle ultime ore.
Domenica tra sole prevalente e acquazzoni sui rilievi
Domenica 12 luglio si apre con cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi su gran parte del Nord. Nulla che faccia presagire guai, almeno di prima mattina. Poi, con il salire del sole, ecco la consueta nuvolosità cumuliforme montare sui rilievi alpini, liguri e lungo la dorsale appenninica emiliano romagnola, senza dimenticare le aree montuose del nordest. Da lì partono piogge e locali rovesci, quelli che bagnano una valle e lasciano all’asciutto quella accanto. In serata, però, si respira: miglioramento generale.
Al Centro e sulla Sardegna la giornata ricalca lo stesso schema. Partenza con cielo sereno, poi la solita evoluzione diurna lungo la dorsale appenninica, con rovesci o temporali pomeridiani. Più a meridione la sostanza cambia poco. Su Sud e Sicilia dominano il sereno o il poco nuvoloso, salvo addensamenti compatti che nelle ore centrali si aggrappano ai monti, con temporali che vanno a colpire soprattutto le zone interne di Molise, Campania e Basilicata.
E le temperature? Le minime calano su arco alpino e Triveneto, mentre salgono in Puglia, Calabria e nelle aree interne di Basilicata e Sardegna settentrionale; stazionarie altrove. Le massime, invece, aumentano al Nord, sulle interne della Sardegna meridionale, in Toscana, Campania e Umbria orientale, così come su Calabria meridionale e Sicilia costiera orientale. In leggero calo, di contro, sul Molise orientale e nelle aree interne dell’Abruzzo. I venti restano deboli e variabili su tutto il Paese, con qualche rinforzo solo in occasione dei temporali. Mari da poco mossi a mossi.
Lunedì e martedì l’alta pressione in rinforzo
Si cambia pagina. Lunedì 13 luglio l’anticiclone torna a farsi sentire con decisione: cielo sereno o poco nuvoloso al Nord, con appena qualche innocuo addensamento cumuliforme lungo i rilievi nelle ore più calde e la possibilità di isolati piovaschi in esaurimento serale. Sul Centro, sulla Sardegna, al Sud e sulla Sicilia dominano stabilità e sole pieno, senza fenomeni degni di nota.
Sul fronte termico si muove qualcosa. Le minime salgono al Nord e lungo le aree tirreniche di Lazio, bassa Toscana e Campania centrosettentrionale, mentre scendono lungo le coste adriatiche di Marche e Abruzzo. Le massime perdono qualche grado lungo l’arco alpino centro occidentale e in Puglia, restano ferme tra Piemonte meridionale, Lombardia occidentale, Salento, Calabria e Sardegna occidentale, e crescono altrove. Un mosaico, come sempre.
Poi arriva martedì 14 luglio, e il sole diventa quasi assoluto. Cielo sereno o poco nuvoloso da Nord a Sud, con la solita attività cumuliforme a evoluzione diurna che regala rovesci e temporali lungo i rilievi alpini e prealpini, in estensione verso Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto settentrionale. Sulle Isole Maggiori, invece, giornata piena di sole. Di quelle che non lasciano scampo.
Da metà settimana il grande caldo ritorna peggio di prima. Temporali confinati sui monti
Ed eccoci al cuore della faccenda. Mercoledì 15 luglio il cielo parte sereno o al più poco nuvoloso, con gli addensamenti cumuliformi confinati lungo l’arco alpino, in estensione verso Trentino Alto Adige, Veneto settentrionale e Friuli Venezia Giulia; qui rovesci e temporali tenderanno ad attenuarsi in serata. Bel tempo, invece, su Sicilia e Sardegna. Un’estate a due facce, verrebbe da dire.
Giovedì 16 e venerdì 17 luglio la musica non cambia granché. Cielo inizialmente sereno, poi l’aumento della nuvolosità cumuliforme lungo i rilievi alpini, prealpini e appenninici, con rovesci e temporali al Nord in estensione a Trentino Alto Adige e alle aree settentrionali di Veneto e Friuli. Lungo la dorsale appenninica la fenomenologia risulterà più smorzata, con qualche isolato piovasco. Tempo stabile, ancora una volta, sulle Isole Maggiori.
Dietro questa apparente monotonia si nasconde però la vera notizia. Mentre i temporali restano aggrappati ai monti, l’anticiclone africano rialza la testa e il caldo è pronto a dilagare di nuovo un po’ ovunque. Una spinta rovente che nei giorni successivi potrebbe avvicinare l’Italia a valori davvero estremi, con la colonnina capace di superare i 40°C sulle pianure interne e sulle Isole. Il Mediterraneo, ormai bollente, non aiuta di certo a stemperare le notti.
Attenzione, però, a non archiviare troppo in fretta l’ipotesi maltempo. Perché quando l’aria fresca in quota irrompe su una pianura arroventata, il risultato può essere esplosivo, con un possibile ribaltone a suon di nubifragi e grandine al Nord. È lo stesso contrasto termico che, tra l’altro, spiega perché l’Italia vede sempre più fulmini. Più fa caldo, più i temporali diventano rari ma feroci. Un paradosso che, diciamolo, conosciamo ormai a memoria.
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